Salve a tutti i naviganti. Benvenuti in questi lidi. Non so come siate finiti su questo sito, ma spero che la vostra permanenza sia la più lunga possibile.

Sono Francesco, ho ormai 27 anni (ammazza come passa il tempo) e la mia vita fino ad ora è stata una continua rincorsa, un progressivo avvicinarsi ad una meta che ad oggi, 10 luglio 2008, sembra un po' più vicina rispetto a qualche mese fa. Negli ultimi 10 mesi molte cose sono cambiate. È iniziata la mia nuova avventura al sito del Corriere dello Sport (dopo tre mesi estivi trascorsi a Sky Sport), che dopo il classico periodo di rodaggio, sta ora ingranando in modo molto incoraggiante. Certo è ancora lungo il cammino, ma i risultati raggiunti fanno sperare per il futuro.

Sul fatto che a 27 anni non abbia ancora un "articolo1", il famoso contratto che ogni giornalista sogna, è abbastanza normale. In genere a quest'età o conosci qualcuno che "pesa" (non sulla bilancia ovviamente), o possiedi un cognome di quelli importanti. Altrimenti stai a casa. Altre vie non ce ne sono.

Del resto sono molto soddisfatto dei grandi traguardi che sono stato in grado di raggiungere (vedi qui) e, quello di fare il giornalista, è un mestiere fantastico: se riesci ad avere un "chance", se hai la possibilità di far vedere quanto vali, se ti viene concessa l'opportunità di metterti in mostra, allora può anche diventare il mestiere più bello del mondo.

Certo il modo e la maniera in cui il personale, ancora oggi, viene selezionato, è un sistema crudele. Può non piacere, ma forse così c'è ancora più gusto, provi ancora più godimento quando arrivi al "top", perché sai che te lo sei guadagnato da solo, che ti sei cotruito quello che hai ottenuto con le tue capacità, con il sudore della fronte e che alla fine, a forza di spintoni e cazzotti (tranquilli, è solo una metafora), ma soprattutto di sacrifici, sei riuscito a fare una semplice, ma davvero complicata cosa al giorno d'oggi: lavorare. Per quanto possa sembrare assurdo.

Ho 27 anni e sono un professionista. Almeno così dice il mio curriculum. Sono anche laureato in Scienze della Comunicazione, ma è solo un titolo in più e che forse ha solo formato il mio carattere e la mia cultura, più che darmi un'opportunità di lavoro.In realtà, senza lo stage a "la Repubblica", oggi non lavorerei al "Corriere dello Sport" perché il rapporto tessuto all'interno del grande quotidiano di Ezio Mauro ha permesso di venire a sapere dei famosi colloqui in quel di Piazza dell'Indipendenza. Fatalità, caso, fortuna. Chiamatela come volete, ma alla fine sono riuscito a conquistarmi un piccolo, grande spazio.Grandissimo dal mio punto di vista.

Per quanto riguarda i miei interessi e i miei hobbies la quantità di righe da riempiere e di tasti sulla tastiera da premere, raggiungerebbe cifre non quantificabili, quindi cercherò di essere il più conciso possibile: sport, in particolar modo, ma anche politica e cronaca nera. Il "Mistero", quello con la "M" maiuscola, alla Carlo Lucarelli tanto per intenderci, è l'aspetto, l'elemento che maggiormente mi affascina, mi cattura e mi spinge ad indagare. Non è forse questa la principale caratteristica che un giornalista dovrebbe avere? Io penso di si.

Tornando allo sport mi piace anche molto praticarlo. Nella mia giovane vita ne ho fatti una caterva: calcio, tennis, basket, nuoto, taekwondo (sono cintura nera), pallavolo, atletica. Gli unici con i quali ho molti problemi, forse per la mia altezza (203 centimetri sviluppati in lunghezza), sono quelli invernali, il pattinaggio e lo sci, che richiedono un baricentro molto basso per essere praticati con la giusta competitività.

Già, la competizione. Forse niente mi descrive meglio quanto questo termine. Mi piace essere competitivo, mettermi in gioco, provare a migliorarmi grazie anche allo stimolo che mi possono dare altre persone, i miei avversari. Penso che anche questo voglia dire crescere e diventare un uomo migliore. Soprattutto da un punto di vista caratteriale.

Sono anche un amante del cinema, di quello degli anni passati, di quello moderno, di quello che in generale ti fa sognare e ti fa pensare, di quello che ha un significato e non si limita all'immagine nuda e cruda. Non ho un genere preferito, ma certo che rivedermi "La finestra sul cortile" o "Il Gladiatore", o "La donna che visse due volte" o "L'uomo che sapeva troppo" o "Braveheart" o "300" non mi dispiace affatto. Senza dimenticare grandi titoli come "Codice d'onore", "Il miglio verde", tutta la saga di James Bond, quella di Guerre stellari e il Signore degli anelli. Il mio regista preferito è senza dubbio Alfred Hitchcock (come avrete capito), ma anche Steven Spielberg ha contribuito a farmi sognare da piccolo.Spike Lee è quello che invece, secondo me, ha meglio descritto un certo tipo di cultura che amo all'inverosimile: quella nordamericana (statunitense ovviamente) e in particolare quella dei quartieri di colore a stelle e strisce. Ecco, fare una sezione dedicata al cinema, proprio su questo sito, non mi dispiacerebbe affatto, ma metterla in piedi comporterebbe, ad oggi, una quantità di tempo che assolutamente non ho..

Altra cosa che mi piace da morire è stare con gli amici. Gli amici quelli veri, che ti sono sempre stati accanto, anche quando la vita, già a 25 anni, ti è sembrata crollarti addosso e ti ha messo a dura prova. Roberto, Sonia, Federica, Andrea, Sara, Laura, Francesco (Er Matto), Fabio, Mauro, Maria, Marta e tutti quelli del Lumsa News. Tutti quelli che il 14-15-16 gennaio 2007 mi sono stati vicini. Non vi dimenticherò. Anche questo vuol dire essere amici. Ecco l'amicizia è uno di quei valori che secondo me sono assolutamente indispensabili in una società "civile". Purtroppo siamo rimasti in pochi.

Poi l'Amore. Quello con la "A" maiuscola. Quello che dura una vita. Quello che quando lo trovi te lo tieni stretto. Io me lo terrò stretto e non lo farò scappare via. Un pensiero in questa pagina è rivolto anche a lei, a Sara, che da più da quasi quattro anni, mi sopporta.

Infine un saluto e un pensiero a papà. Se oggi sono quello che sono è soprattutto grazie a lui. Se n'è andato presto. Sarà sempre nel mio cuore. Non lo dimenticherò mai.

Ovviamente questa pagina sarà integrata con il tempo, man a mano che questa mia esperienza on-line andrà avanti. Perciò state connessi o come dicono gli americani: "stay tuned"!