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	<title>Francesco Tanilli &#187; Politica</title>
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		<title>Prima di parlare o scrivere a caso, magari ascoltiamo anche un poliziotto</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo tratto dall&#8217;edizione di oggi del Corriere della Sera. Applausi per il collega Rinaldo Frignani che a differenza di molti (sia in tv che in altri giornali) è andato ad ascoltare chi per pochi spicci rischia la propria vita ogni giorno per difendere quello straccio di legalità che è rimasto in vita in questo disastrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo tratto dall&#8217;edizione di oggi del Corriere della Sera. Applausi per il collega Rinaldo Frignani che a differenza di molti (sia in tv che in altri giornali) è andato ad ascoltare chi per pochi spicci rischia la propria vita ogni giorno per difendere quello straccio di legalità che è rimasto in vita in questo disastrato paese.</p>
<p><em>Il colloquio &#8211; «Per noi è una vocazione, abbiamo difeso Roma da un&#8217;orda di barbari»</em><br />
«Avevano picconi e accette<br />
Noi i bersagli per 1.200 euro»<br />
<em>Il poliziotto: mi chiamano Drago, se arrestassero mio figlio lo picchierei</em></p>
<p><strong>ROMA, 18 dicembre -</strong> <em>«Dio non voglia che questi, un giorno, raggiungano il loro scopo: uccidere uno di noi. Come gli ultrà hanno fatto con Raciti. Perché allora non so proprio come andrebbe a finire. I politici, gli onorevoli come li chiamo io, devono capire che bisogna cambiare strada. Subito»</em>. &#8220;Drago&#8221; è una montagna. Lo è nell&#8217;aspetto, ma anche dentro. Due lauree brevi, una famiglia da mantenere. Gianluca Salvatori («Ma se non dite Luca Drago nessuno mi riconosce», ci tiene a sottolineare) ha 43 anni, è un assistente capo della polizia. E un punto di riferimento per gli agenti del Reparto mobile di Roma. Un celerino, insomma. Di quelli che martedì scorso si sono ritrovati a fronteggiare centinaia di teppisti scatenati.<br />
<span id="more-806"></span><br />
<em>«Da soli, in 25, abbiamo respinto 5 mila energumeni armati di &#8220;male e peggio&#8221;, picconi, accette: ma quando ci daranno qualcosa di meglio di uno scudo e un manganello? Dove sono gli idranti e i &#8220;capsulum&#8221; (un potente lancia-peperoncino)?»</em>, chiede &#8220;Drago&#8221;, che a piazza del Popolo ha preso colpi al petto e a una spalla, ed è finito in ospedale.</p>
<p>Luca è un giellista (dal Gl40, piccolo fucile usato per sparare lacrimogeni) e guida i blindati. È anche impegnato nei sindacati, come segretario provinciale della Consap. Ma la sua casa è la caserma di Ponte Galeria. Sulla carta oltre 500 uomini,<em> «ma alla fine siamo 250. Un gruppo unito, legato da affetto fraterno, una squadra più simile a una famiglia»</em>. Con una vita in prima linea.<em> «Per 1.200 euro al mese, più 13 di indennità nei giorni di ordine pubblico</em> &#8211; svela l&#8217;agente -<em>. Quanto guadagniamo all&#8217;ora nemmeno ve lo dico perché è ridicolo. I nostri colleghi spagnoli prendono quasi il triplo, gli altri anche di più. Ce la battiamo solo con i greci, ma lì è un&#8217;altra storia».</em></p>
<p>Quasi tutti i giorni con casco, scudo e mimetica imbottita. Nelle manifestazioni e allo stadio. Gli insulti nemmeno li sente più: <em>«Di quelli non mi preoccupo</em> &#8211; aggiunge il poliziotto &#8211; <em>non mi offendo, anzi non ci offendiamo, noi del Reparto: li guardi in faccia, questi ragazzini, anche loro con i caschi e gli scudi. A qualcuno gliel&#8217;ho anche detto: &#8220;Ma lo capisci che con un arresto ti rovino il futuro?&#8221; C&#8217;è chi ti sta a sentire, chi ti ringrazia, come uno di Pisa che ho incontrato in ospedale. Ma tanti se ne fregano. E magari un giorno te li ritrovi a fare politica».</em></p>
<p>&#8220;Drago&#8221; c&#8217;era anche a largo Goldoni, durante l&#8217;aggressione al finanziere. Con i suoi (<em>«Compagni, camerati, colleghi? Come li devo chiamare per non essere etichettato?»</em>) è fra coloro che sono corsi in aiuto del militare. <em>«C&#8217;erano tutte le condizioni perché usasse la pistola che volevano portargli via</em> &#8211; spiega l&#8217;assistente capo &#8211; m<em>a lui non l&#8217;ha fatto. Immaginate cosa sarebbe successo se un manifestante fosse riuscito a prenderla? Nell&#8217;ordine pubblico non si può sbagliare, non è come fare le indagini, dove c&#8217;è il tempo di fare correzioni. Da noi no. Quello che si prevede non è mai quello che accade. E in piazza non siamo solo poliziotti: siamo i supplenti di un governo, come anche ha detto il capo della polizia, di destra o di sinistra che sia, che invece non ci tutela come dovrebbe. I politici promettono aiuti che non arrivano mai e noi sacrifichiamo le nostre vite, privato compreso»</em>.</p>
<p>Essere un celerino vuol dire anche questo: <em>«Certo, crediamo in quello che facciamo, per me è una vocazione. Martedì, come le altre volte, siamo stati i difensori di Roma contro un&#8217;orda di barbari. Ma anche noi abbiamo il diritto di tornare a casa tutti interi. Abbiamo madri, mogli e figli che ci aspettano. Proprio come i teppisti che fermiamo. Invece ci lapidano e ci ordinano di stare fermi, immobili. A subire di tutto. Non dico che le &#8220;teste calde&#8221; che ci sono fra noi facciano bene a sfogarsi. È chiaro che sbagliano, ma dopo 12 ore di questa storia&#8230;».</em></p>
<p>Alcuni fra i 53 feriti delle forze dell&#8217;ordine vogliono costituirsi parte civile contro chi li ha fatti finire in ospedale negli scontri a via del Corso e piazza del Popolo. Finora per tutti loro l&#8217;unica soddisfazione di una giornata drammatica è stato l&#8217;sms di ringraziamento inviato dal questore Francesco Tagliente. <em>«Un onore, un conforto, non era mai successo prima»</em>, spiega &#8220;Drago&#8221;, che però protesta: <em>«Se un agente sbaglia paga tre volte rispetto a un cittadino normale, ma i danni fatti da questi teppisti a chi li chiediamo? Ai genitori? Tanto nemmeno loro capiscono: sempre martedì, in commissariato, ne ho incontrati alcuni</em> &#8211; racconta l&#8217;agente -<em>. Volevano notizie dei figli fermati. Per loro era come se fosse stato normale. &#8220;Dobbiamo aspettare che ste&#8217; m&#8230;. decidono se carcerarlo oppure no&#8221;, diceva uno. Ma che scherziamo? Se succedesse a mio figlio il primo a picchiarlo sarei io».</em></p>
<p> L&#8217;ultimo affronto poi è arrivato con la scarcerazione dei 22 arrestati di martedì. E su questo &#8220;Drago&#8221; chiude il discorso: <em>«Ormai si sentono legittimati a fare tutto. Legittimati dalla giustizia che li mette fuori dopo tutto quel casino. E a ripresentarsi in piazza la settimana prossima. Ma ci saremo anche noi, come sempre».</em></p>
<p>Ogni parola aggiuntiva sarebbe superflua.</p>
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		<title>Certe cose io non le capisco</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilgiornale.it/foto-id=708451-x=800-y=800/uomo_pala.jpg" alt="Il ragazzo con la pala" /></p>
<p>Avete presente gli incidenti di martedì scorso a Roma seguiti alla decisione (costituzionale tra l&#8217;altro) del Parlamento di dare la fiducia a Berlusconi? Ecco, già oggi in 22 dei 23 che hanno causato quel delirio, i soggetti che hanno trasformato una pacifica manifestazione di protesta, i criminali che hanno devastato la parte più bella della città, i delinquenti che hanno fatto vivere a mezza popolazione ore di paura e soprattutto disagi a non finire in una Roma totalmente impazzita fino a tarda serata, hanno respirato l&#8217;aria della libertà come se nulla fosse stato. Io mi chiedo: ma come diavolo è possibile una cosa del genere, un&#8217;assurdità di questo tipo, una vergogna senza confini come questa. Come diavolo si può credere ad una giustizia di questo genere? Come si può sperare che alla prossima manifestazione gli stessi manifestanti (o anche altri mossi dal movimento del &#8220;branco&#8221;) non si rendano di nuovo protagonisti di una deriva violenta? Sì perché il ragionamento sarà:<em> «Ah regà, famo er bordello, tanto ar gabbio nun ce restamo, ce rilasciano subito».</em> Come dargli torto tra l&#8217;altro. La polizia fa tanto per arrestarli e poi i giudici li rimettono in giro così facilmente? Poi non lamentiamoci se certi episodi non vengono condannati neanche all&#8217;interno delle aule, figuriamoci da parte di genitori ancora più criminali dei figli.</p>
<p>Altra postilla sull&#8217;argomento. Io mi chiedo, come oggi faceva sulla stampa il brillante giornalista Michele Brambilla (di cui riporto l&#8217;editoriale che potete leggere in prima pagina nell&#8217;edizione oggi in edicola), ma come può un esponente del Pd, un esponente autorevole del Partito Democratico come Anna Finocchiaro affermare con così grande leggerezza che <em>«evidentemente c&#8217;erano infiltrati all&#8217;interno della manifestazione, infiltrati della Polizia»</em>. Evidentemente di cosa? Infiltrati della Polizia? Perché affidarsi a delle semplici foto? Perché non aspettare l&#8217;ausilio delle tante immagini filmante, immagini in movimento, poi diffuse con il passare delle ore? Perché trasformare nello spazio di un decimo di secondo (quello di una foto appunto) &#8220;l&#8217;uomo della pala&#8221; &#8220;nel navigato poliziotto infiltrato&#8221; (poi rivelatosi addirittura un minorenne)? Ma stiamo scherzando? Perché aveva nelle mani un manganello e delle manette. Certo, oggetti che nessuno al mondo può acquistare.</p>
<p>Come diceva il grandissimo astronomo Carl Sagan <em>«Affermazioni straordinarie, richiedono prove straordinarie»</em>. Una semplice sequenza di foto può essere definita tale? Non credo proprio, soprattutto quando quella stessa affermazione viene smentita tre ore dopo. Intendiamoci, non è solo colpa della Finocchiaro, per quanto gravissime siano state le sue affermazioni (pensate solo a che tipo di reazione possono aver generato quelle parole diffuse da tutti i media nazionali e non), ma anche di tutti quelli, giornalisti e non, politici e non, che hanno sostenuto l&#8217;ennesima, farlocca, teoria del complotto. Ma la sinistra, questa sinistra, quella che perde anche le primarie che organizza, si rende conto che è proprio tale atteggiamento che non gli ha permesso di sconfiggere in maniera definitiva Berlusconi in questi anni? Misteri, ma forse nemmeno tanto. È una questione di stile e cultura. E intendiamoci, con questo non voglio dire che dall&#8217;altra parte abbiano stile, per carità, ma che in questo caso si è persa una grande occasione per stare zitti.</p>
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		<title>Un paese alla deriva</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 12:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi; politica; crisi; fiducia;]]></category>

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		<description><![CDATA[Torno a scrivere sul blog dopo tantissimo tempo, ma lo faccio perché quello a cui ho assistito ieri mi ha lasciato veramente sgomento. Il mio è semplicemente un sfogo in libertà dopo i fatti accaduti ieri in seguito alla fiducia ricevuta dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Innanzitutto ci sono due discorsi da fare dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ssp.ilgiornale.it/p.php?a=JyAgMyEkQUNDJjk0JTYtPTQ%2BOjMxMiYyKz45LTM%2BMiU%2BJzE%3D" alt="Violenze" /></p>
<p>Torno a scrivere sul blog dopo tantissimo tempo, ma lo faccio perché quello a cui ho assistito ieri mi ha lasciato veramente sgomento. Il mio è semplicemente un sfogo in libertà dopo i fatti accaduti ieri in seguito alla fiducia ricevuta dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.</p>
<p>Innanzitutto ci sono due discorsi da fare dal mio punto di vista: quello politico e quello sociale. Per alcuni aspetti si tratta di fatti collegati, ma per altri le due situazioni sono assolutamente distinte tra di loro.</p>
<p>Per quanto riguarda quello politico il Premier ha ricevuto la fiducia. Lasciamo stare il modo bieco in cui l&#8217;ha ottenuta (era accaduta la stessa cosa ai tempi di D&#8217;Alema nel 1998 e allora nessuno si scandalizzò per le compravendite), ma coloro i quali hanno proposto tale mozione di sfiducia dovrebbero riflettere attentamente tra le loro fila. Casini, Rutelli ma soprattutto Fini, per il quale provo ancora oggi una stima notevole, hanno fatto il passo più lungo della gamba. La loro manovra di palazzo è fallita miseramente, come affermato dallo stesso Presidente della Camera, e dovrebbero assumersi le responsabilità di quanto commesso. Ma a Fini arriverò dopo. Io penso che se il Fli, e in particolar modo il capo dei Falchi Bocchino avevano capito di non riconoscersi più nel governo avrebbero dovuto agire più in fretta, non dando modo a Berlusconi di rioganizzare le fila e serrare i ranghi. Ancora una volta è stata sottovalutata la forza politica e di potere di Berlusconi che grazie alla sua &#8220;longa manus&#8221; è riuscito a ribaltare nuovamente un destino che sembrava segnato.<span id="more-796"></span><br />
Non mi dimentico neanche del simpatico Rutelli, né di Casini. Il primo che mi è sembrato soprattutto un pesce fuor d&#8217;acqua, forse più interessato a recuperare una visibilità perduta, che un premier voglioso di cambiare l&#8217;Italia. Il secondo che prima ribadiva la sfiducia a Berlusconi e poi a voto in corso si è visto in Parlamento ricevere dal buon Silvio buffetti, abbracci e baci. </p>
<p>Francamente la tavola mi sembra già apparecchiata: ritorno dei finiani pentiti nella sicura dimora del Pdl (e mi aspetto che esca fuori, presto o tardi, la parabola del &#8220;figliol prodigo&#8221; con il Premier nelle vesti del buon padre di famiglia che riaccoglie il figlio prematuramente uscito di casa), accordo Pdl-Udc con Berlusconi a fare da mediatore con Bossi (già ieri possibilista su un allargamento della maggioranza al partito di Pierferdinando) e Casa delle Libertà pronta a governare fino al 2013. Non dimentichiamoci che in gioco ci sono molti Ministeri lasciati liberi dai finiani e che la legge sul Federalismo, ormai alle porte, potrà essere &#8220;ammorbidita&#8221; in chiave centrista in cambio magari di un decreto a favore delle famiglie e accettato di buon grado dalla Chiesa.</p>
<p>Da un certo punto di vista mi sembra la soluzione migliore. Non tanto perché approvi quello che sarebbe un vero ribaltone (Casini al Governo pur non essendo stato eletto come tale) quanto perché ritornare al voto sarebbe una perdita di tempo e soldi colossale. Con questa legge elettorale, infatti, qualora vincesse di nuovo, come oggi è assolutamente pronosticabile, il centro-destra (Pdl-Lega), quest&#8217;ultimo riceverebbe il premio di maggioranza alla Camera (dunque larga maggioranza), ma non al Senato. In poche parole ci ritroveremmo nella stessa situazione di oggi (tre voti di scarto) ma a Camere invertite. Non è questo di cui l&#8217;Italia ha bisogno. La priorità è la presenza di un Governo, magari con una maggioranza più ampia, che modifichi questa terribile legge elettorale (reinserire le preferenze, ma anche cambiare il sistema di attribuzione dei seggi per il Senato) e che faccia quelle Riforme di cui necessita la nostra società. Ad oggi peraltro mi sembra più un&#8217;utopia che un obiettivo possibile.</p>
<p>Questo il quadro politico tra centro e destra. Poi c&#8217;è l&#8217;anomalia Fini. Io sinceramente non capisco perché stia ancora seduto sullo scranno più alto e prestigioso della Camera dei Deputati. Vuole guidare un partito di opposizione? Vuole proporre qualcosa di alternativo a Berlusconi? Benissimo, ma lo faccia da una posizione che non è di terzietà assoluta, perché altrimenti si genera un precedente assolutamente pericoloso per il futuro della nostra già deteriorata vita democratica. Lo smarcamento da Silvio l&#8217;ho molto apprezzato, ma ora c&#8217;è bisogno di un passo ulteriore: abbandonare quella carica che ormai non è più in linea con il pensiero dell&#8217;ex missino.</p>
<p>Non mi dimentico ceretamente dell&#8217;opposizione. Bersani, Di Pietro, Veltroni, Bindi, Finocchiario, etc etc. Io sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più, sia dal Pd che dall&#8217;Idv. Ma cosa ci voleva a proporre un leader, una figura di spicco e/o tecnica che rappresentasse un governo di ampia coalizione per sostenere il Paese per qualche mese e poi tornare al voto in primavera? Invece no, si è preferito fare della sterile polemica, rimanendo inchiodati sulle proprie convinzioni, garantendo tutto il tempo possibile a Berlusconi per sistemare la faccenda. Non basta attaccare ogni giorno il Premier se poi quando c&#8217;è l&#8217;occasione di mandarlo a casa si spreca malamente facendo melina.</p>
<p>Ed infine veniamo a quanto accaduto nelle strade del centro di Roma: ma io dico, ma come si fa a far degenerare una protesta civile in quel putiferio assoluto? Come si può permettere a pochi delinquenti di devastare il centro storico di una delle più belle città del mondo? Perché questi personaggi non vengono isolati? Perché si deve ricorrere alla violenza gratuita invece della protesta civile? Mi ha fatto piacere leggere i commenti indignati degli studenti che stavano giustamente manifestando il loro dissendo ma perché allora non isolare i facinorosi nel momento in cui è cominciato il delirio? Io penso che i manifestanti fossero in assoluta maggioranza e avrebbero facilmente potuto isolare i criminali. La maggioranza fa sempre la differenza. Mi dispiace dirlo, ma ancora una volta, le violenze di ieri, da un punto di vista psicologico nei confronti di chi poi va a votare garantendo a Berlusconi la poltrona di leader, sono state un assist clamoroso al Pdl e alla Lega.</p>
<p>Per ora mi fermo qui, conto di dire la mia anche nei prossimi giorni.</p>
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		<title>Mambro e Fioravanti aiutano la Bonino! Sono nelle sue liste</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 12:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/09/48edd143806fc_normal.jpg" alt="I coniugi Mambro e Fioravanti" /></p>
<p><P ALIGN="JUSTIFY">Riporto dal Corriere della Sera on-line: «È scoppiata una polemica sulla partecipazione, anche se dietro le quinte, degli ex terroristi neri Francesca Mambro e Valerio Fioravanti alla campagna elettorale dell&#8217; esponente radicale. Ieri sul Manifesto ne ha fatto un accenno lo stesso Fioravanti scatenando la dura protesta di Oliviero Diliberto: <em>&#8220;È indecente che pluriomicidi, condannati con sentenza passata in giudicato, collaborino, seppure in terza fila, alla campagna elettorale del candidato del centrosinistra nel Lazio Emma Bonino&#8221;</em>».</p>
<p>Per la par condicio, dopo le liste della Polverini, devo esprimermi anche su Emma Bonino. Per la prima volta nella mia vita sono d&#8217;accordo con il buon Diliberto, di cui apprezzo davvero la coerenza, sua proverbiale caratteristica.</p>
<p>Per chi non sapesse chi sono Mambro e Fioravanti, vi rimando <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#038;source=web&#038;ct=res&#038;cd=1&#038;ved=0CAYQFjAA&#038;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FFrancesca_Mambro&#038;rct=j&#038;q=mambro+e+fioravanti&#038;ei=rf-MS4miCoGCnQO94eC1BA&#038;usg=AFQjCNFN_lVtKPJPBn2vhDS1ZrGR94fQoQ">qui</a> e <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#038;source=web&#038;ct=res&#038;cd=2&#038;ved=0CA4QFjAB&#038;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FValerio_Fioravanti&#038;rct=j&#038;q=mambro+e+fioravanti&#038;ei=rf-MS4miCoGCnQO94eC1BA&#038;usg=AFQjCNGY0uLMyzq_jsJcXovXYsIUz7OPYA">qui</a>. Stiamo parlando di gente condannata in giudicato di stragi nazionali.</p>
<p>La Bonino replica: <em>«Ho visto una campagna ostile nei confronti di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, militanti che hanno pagato il loro debito con la giustizia. Quando si cita la Costituzione, valga per tutti: l&#8217;art. 27 affida alla pena la funzione di rieducare il condannato, la pena non è tortura»</em>. Dico, stiamo scherzando? Stragisti dentro i partiti politici? Stragisti che collaborano con lo Stato in forma attiva? Ma che paese è diventato questo? Ma la strage di Bologna ce la siamo già dimenticati?</p>
<p>Per il resto mi viene solo una grande tristezza e uno sdegno senza precedenti per l&#8217;intera classe politica di oggi. E noi dovremmo andare a votare questi soggetti senza vergogna e pudore? INDEGNI, VERGOGNATEVI TUTTI!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caos liste Roma, ma come è possibile? Si rispettino regole!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cito dall&#8217;ANSA dello scorso 27 febbraio: «È caos nel Pdl romano. La lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali per ora è fuori. La possibile eliminazione sarebbe legata ad una presunta irregolarità nella consegna della documentazione delle liste elettorali. Il Pdl ha presentato ricorso all&#8217;Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.politikos.it/wp-content/uploads/2009/06/urna-elettorale.jpg" alt="Un'urna elettorale" /></p>
<p>Cito dall&#8217;ANSA dello scorso 27 febbraio: <em>«È caos nel Pdl romano. La lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali per ora è fuori. La possibile eliminazione sarebbe legata ad una presunta irregolarità nella consegna della documentazione delle liste elettorali. Il Pdl ha presentato ricorso all&#8217;Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma per sostenere la regolarità della procedura nella presentazione della sua lista ma è bufera. In sostanza il rappresentante della lista della Pdl, Ignazio Abrignani, non avrebbe consegnato in tempo le firme a sostegno della lista. Nel ricorso si parla di &#8220;contrattempo&#8221;, ma secondo indiscrezioni a generare il ritardo sarebbe stato un acceso diverbio nato nel corridoio del Tribunale di Roma, proprio sulla composizione della lista. Interviene sulla questione anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che si dice &#8220;non preoccupato anche perchè non saprei cosa fare&#8221;»</em></p>
<p>Non parlo mai di politica ma una domanda mi sorge spontanea? Ma come diavolo si fa a non compiere l&#8217;unica azione che si deve eseguire per partecipare alle elezioni? Questa gente non merita di essere neanche considerata. Come ha fatto giustamente notare un politico di lungo corso come Massimo D&#8217;Alema <em>«persone che non sono capaci di presentare delle liste, è difficile che poi siano brave a governare»</em>. Non mi sento di dargli torto. </p>
<p>Per una volta: che le regole vengano rispettate e chi ha sbagliato paghi a caro prezzo il proprio errore. Grazie!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quelli che&#8230;la bandiera Usa la bruciavano nei cortei&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 12:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi voglio riportarvi l&#8217;editoriale di Mario Giordano, direttore de «Il Giornale». Ecco questo editoriale rappresenta al 100% il mio pensiero in merito a tutto quanto sta accadendo intorno ad Obama. La parola &#34;Intorno&#34; è quella che voglio sottolineare. Perché Obama, nello specifico, per quanto mi riguarda, lo apprezzo tantissimo. Ribadisco, massimo rispetto per Barak che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="10" border="4" align="left" vspace="10" style="width: 401px; height: 287px;" alt="Barak Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti" src="http://ssp.ilgiornale.it/p.php?a=enBzbHI%2FOT1OWkwucmhjfm8nIT4%2BJzw0Myo9OTs%2BNzkqIi0iJj4jKD87" />Oggi voglio riportarvi l&#8217;editoriale di Mario Giordano, direttore de «Il Giornale».</p>
<p>Ecco questo editoriale rappresenta al 100% il mio pensiero in merito a tutto quanto sta accadendo intorno ad Obama. La parola &quot;Intorno&quot; è quella che voglio sottolineare. Perché Obama, nello specifico, per quanto mi riguarda, lo apprezzo tantissimo.</p>
<p>Ribadisco, massimo rispetto per Barak che con la sua vèrve, passione e coraggio, darà sicuramente qualcosa di nuovo all&#8217;America e al mondo, ma sentire e leggere certe cose da due giorni interi è davvero frustrante. Soprattutto da parte mia che, l&#8217;America, nel bene e nel male, l&#8217;ho sempre e comunque rispettata ed amata.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<p><em>«C&#8217;era una volta l&#8217;Amerika. Adesso c&#8217;è l&#8217;Eden. Miracolo di una notte di mezzo autunno: avete presente il Paese brutto sporco e cattivo, quello che bombardava i bambini e rubava nelle banche, quello con gli stivaloni da cowboy e fior di intelligenza bovara, quello un po&#8217; devoto e perciò retrivo, di più: praticamente troglodita, con la pistola facile e l&#8217;aborto difficile, quel Paese lì insomma, di guerrafondai beghini, torturatori e ultimamente anche un po&#8217; bancarottieri? Ebbene: ha fatto puff. Non c&#8217;è più, è svanito, si è dissolto fra gli urletti di giubilo e i festeggiamenti della notte nera. Ha vinto Obama: l&#8217;impero del male è già diventato l&#8217;impero del miele.</p>
<p>Non sentite questo vago sapore dolciastro? Sfogliate i giornali, accendete la Tv, aprite i siti Internet. Vi verrà addosso un&#8217;ondata di melassa stelle e strisce, una cascata di nutella&amp;hot dog, un concitismo degregorio radical yankee con una tale quantità di zuccheri che, se soffrite di diabete, conviene che vi chiudiate in isolamento per qualche giorno. Con i tappi nelle orecchie. Dov&#8217;è finito quel Paese di malandrini e truffatori, bombardieri e massacratori? Dov&#8217;è finita la centrale mondiale del capitalismo malato, la levatrice degli hedge fund, la diabolica fucina di disuguaglianze sociali? Tutto seppellito sotto il nuovo regno del sogno, il ritrovato santuario della democrazia, il vicino west dove ogni desiderio si può realizzare. Sono bastate poche ore: fino a ieri sera vedevano solo l’orrore, ora vedono solo la speranza.</p>
<p>Che cosa ci volete fare? Cristoforo Colombo sarebbe fiero di loro: hanno scoperto l’America. E senza nemmeno bisogno della Nina e della Santa Maria. Al massimo, della Pinta.</p>
<p>&quot;L&#8217;America cambia pelle&quot;, titola il sito internet di Repubblica, con un gioco di parole che al tutt&#8217;al più potrebbe funzionare per Michael Jackson. L&#8217;Unità si commuove con una copertina strappalacrime: nelle prime pagine viene usata la parola &quot;sogno&quot; più che su un lettino di Freud. Che è successo? &quot;L&#8217;America estingue il suo peccato originale&quot;, ci spiega Liberazione. Ecco, dev&#8217;essere questo: il passaggio nel lavacro obamiano ha effetti miracolistici: Wall Street, dimenticati gli squali, diventa nelle pagine di Repubblica, luogo di purezza angelica, ad Atlanta si concentrano i buoni sentimenti, per non dire di Chicago dove persino l&#8217;inverno &quot;non si presenta&quot; (nonostante fossero pronte ampie dosi di cioccolata calda), perché si sa, con Barack, anche il freddo è un po&#8217; meno freddo.</p>
<p>I mutui subprime? Dimenticati. Le ingiustizie? Pure. La violenza? Sparita. E dappertutto, da Harlem al Texas, &quot;le violenze razziali contano sempre meno&quot;. A questo punto ci resta solo un dubbio: quando si accorgeranno che i grattacieli di Manhattan sono di marzapane e nel Mississippi scorre latte e miele?</p>
<p>Nelle ultime ore abbiamo visto di tutto. Veltroni che esulta per la vittoria di Obama come se fosse sua, D&#8217;Alema che individua nel risultato americano la crisi di Berlusconi e schiere di democratici che non riuscendo a prendere voti in Italia si consolano con quelli dell’Ohio e della Pennsylvania. L&#8217;importante è accontentarsi. Ieri sera grande festa democratica: a Washington? No, a Roma. Evviva. Saltimbocca alla Biden, cacio, pepe e Indiana, Wisconsin all’amatriciana. Scene di ordinario provincialismo. Niente di cui preoccuparsi. Finché non vedremo una delegazione del Pd salire sul Colle a chiedere elezioni anticipate in Italia causa vittoria di Obama in America, stiamo tranquilli. Anzi, c&#8217;è da essere felici che finalmente la sinistra, dopo tante sofferenze, trovi qualcosa per cui rallegrarsi.</p>
<p>Quello che è inaccettabile, però, è che ora si trasformino in paladini degli Stati Uniti i medesimi che fino a ieri gli Stati Uniti li prendevano nella migliore delle ipotesi a pesci in faccia. Gli Stati Uniti sono sempre gli stessi. Non cambiano in una notte. Hanno mille problemi, mille difetti, mille storture e ingiustizie: ma sono la garanzia delle libertà e della democrazia nel mondo, sono quelli che ci hanno liberato dalle dittature e ci hanno assicurato felicità e Harley Davidson, Coca Cola e telefilm, prosperità e Beverly Hills.</p>
<p>Si possono e si devono criticare, naturalmente. Ma non si possono trasformare in una notte da impero del male a paese del sogno. <strong>Ed è insopportabile che nelle ultime ore tutti quelli che per anni hanno demonizzato l’America addirittura salgano sul pulpito e vengano a darci lezione di americanismo. Persino Franco Giordano di Rifondazione Comunista dice che si è emozionato per l’elezione di quello che considera &quot;il suo presidente&quot;. Ne siamo felici. Ma chissà se gli hanno detto che il «suo presidente» giurerà su una bandiera stelle e strisce. E chissà se ricorderà i cortei in cui quella bandiera veniva bruciata</strong>.</em></p>
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		<title>No, we can&#8217;t!</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 09:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Barak Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Battuto alla stragrande John McCain. Come giusto che sia vorrei sottolineare sin dal primo momento. Assurdo proporre come candidato repubblicano un uomo così vecchio, poco credibile, arretrato, passato. Impossibile fermare il ciclone Obama che alla fine ha vinto con merito. Gli applausi e l&#8217;in bocca al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="10" border="3" align="left" vspace="10" src="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/elezioniusa/trionfo-barack/ansa143009990511103123_big.jpg" alt="Barak Obama il nuovo presidente degli Stati Uniti" style="width: 392px; height: 295px;" />Barak Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Battuto alla stragrande John McCain. Come giusto che sia vorrei sottolineare sin dal primo momento. Assurdo proporre come candidato repubblicano un uomo così vecchio, poco credibile, arretrato, passato. Impossibile fermare il ciclone Obama che alla fine ha vinto con merito. Gli applausi e l&#8217;in bocca al lupo da parte mia. E proprio a riguardo della democrazia a stelle e strisce (unica nel suo genere) e alle critiche che in molti gli hanno rivolto in questi anni, vorrei riportarvi un pezzo, un editoriale che stamattina è uscito sulla <em>&quot;Stampa&quot;.</em></p>
<p><em>Con tutti i suoi difetti, ma la democrazia in America è una cosa meravigliosa, a differenza che altrove. Certo, i candidati vengono scelti dopo un duro apprendistato e non si candidano solo quando sono sicuri di vincere, come altrove. Certo, per il rito di iniziazione all’età adulta gli studenti hanno passato la notte nei sacchi a pelo davanti al maxischermo del loro college senza il conforto di mamme e professori (succede anche questo, altrove). Certo, davanti ai seggi ci sono code chilometriche perché da quelle parti si ostinano a stare in fila per uno, anziché sperimentare forme innovative di incolonnamento a fisarmonica, a raggiera, modello arrogance («lei non sa chi sono io») o formato parakul («mi lasci passare, la prego, ché la casa mi va a fuoco e ho dimenticato mio figlio sullo zerbino con un leone a stecchetto da mesi»), molto diffuse altrove.</p>
<p> Certo, a Chicago, sperduto villaggio dell’Illinois, ieri sera aspettavano un milione di persone in piazza ed erano terrorizzati dall’idea di non riuscire a gestirle tutte, mentre altrove ne hanno appena ospitate due milioni e mezzo (ma in realtà erano due miliardi e mezzo, anzi due milioni di miliardi e mezzo) senza fare una piega. Certo, laggiù il candidato giovane sembra proprio giovane e il candidato vecchio proprio vecchio, non come altrove, dove al vecchio crescono i capelli e il giovane fa cascare le braccia.<br /></em>
<p><em>Sì, con tutti i suoi difetti, ma la democrazia in America è davvero una democrazia. A differenza che altrove.</em></p>
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		<title>Il politometro</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 12:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur sapendo che si tratta di un gioco abbastanza futile ed indirizzato con la formulazione di domande precompilate che richiederebbero una risposta più articolata, mi sono voluto cimentare nel giochino di Repubblica, il &#34;politometro per capire come sarei posizionato in relazione ai principali candidati premier in vista delle prossime elezioni (13-14 aprile). E voi dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pur sapendo che si tratta di un gioco abbastanza futile ed indirizzato con la formulazione di domande precompilate che richiederebbero una risposta più articolata, mi sono voluto cimentare nel giochino di Repubblica, il &quot;<a title="Il politometro" href="http://temi.repubblica.it/elezioni2008-homepage/2008/03/26/il-politometro/">politometro</a> per capire come sarei posizionato in relazione ai principali candidati premier in vista delle prossime elezioni (13-14 aprile). E voi dove vi posizionate? Giocate!!!<img hspace="10" src="http://www.corrieredellosport.it/images/59/C_3_Media_244459_immagine_det.jpg" align="left" vspace="10" border="0" />&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Veltroni, l&#8217;uomo nuovo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 10:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina vorrei parlarvi di Walter Veltroni. Ieri sera ho avuto modo di ascoltarlo a Matrix. Devo ammettere che quello che dice mi piace molto. Finalmente un politico vero. Un politico che parla chiaro, un politico che dice quello che pensa e non ha paura di andare contro certi preconcetti o a certe ideologie che hanno consumato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Questa mattina vorrei parlarvi di Walter Veltroni.</p>
<p align="justify">Ieri sera ho avuto modo di ascoltarlo a Matrix. Devo ammettere che quello che dice mi piace molto. Finalmente un politico vero. Un politico che parla chiaro, un politico che dice quello che pensa e non ha paura di andare contro certi preconcetti o a certe ideologie che hanno consumato questo paese negli ultimi trent&#8217;anni. Un politico soprattutto che non ha paura di mettere in evidenza le contraddizioni ed i difetti di un centrosinistra ormai imploso, incapace di governare a qualsiasi livello, come invece ci si aspetterebbe in un paese tra i più importanti al mondo. Ma forse tra i meno civili e sempre più simile ad una vera Repubblica delle Banane. </p>
<p align="justify">L&#8217;Italia ha bisogno di uomini così, come Veltroni. Uomini coraggiosi, che mettono il dialogo davanti alla rissa, che preferiscono &#8220;parlare per fare&#8221; piuttosto che elencare i danni causati &#8220;da chi è venuto prima, dal Governo precedente&#8221;. Un uomo che ha ridato smalto ad una città, Roma appunto, la mia città, che aveva mille problemi (e che ancora ne ha, sia ben chiaro), ma che si è impegnato oltremodo per risolverli e renderla più vivibile.</p>
<p align="justify">Certo, molte idee che propone sembrano impossibili da raggiungere, più il frutto di una bella &#8220;utopia&#8221; che un progetto politico reale. Eppure è una persona che mi dà fiducia. Intendiamoci, prima di votare centrosinistra ci penserò due volte, ma devo dire che qualora Veltroni confermasse certe scelte coraggiose (liberarsi finalmente della zavorra delle sinistre estreme) e il partito di Gianfranco Fini non ne facesse altrettante (liberarsi di Berlusconi e Bossi) potrei senza dubbio optare per lui: un rinnovatore, un anticonservatore, uno che vuole cambiare davvero l&#8217;Italia.</p>
<p align="justify">D&#8217;altronde se un politico, durante una trasmissione dall&#8217;elevato contenuto politico, afferma senza paura: &#8220;Quando in televisione vedo certe risse verbali, preferisco cambiare canale e cercare una partita di <strong>basket</strong>&#8220;. Cioè, sei un mito! Tu sei veramente un mito!</p>
<p align="justify">Penso che domenica sera, quando sarà eletto rappresentante del partito democratico, l&#8217;Italia avrà fatto un bel passo in avanti verso il rinnovamento di un Paese decisamente vecchio e che ormai comincia a puzzare.</p>
<p align="justify"><em>Stay tuned</em></p>
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