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	<title>Francesco Tanilli &#187; Giornalismo</title>
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		<title>&#8220;Beccato&#8221; Cavani al centro di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì di relax romano per l&#8217;attaccante del Napoli Edinson Cavani. Il capocannoniere del campionato di Serie A, reduce dalla tripletta alla Lazio che ha portato gli azzurri a tre punti dal Milan, è stato in giro per il centro di Roma insieme alla moglie Soledad e al piccolissimo Bautista, nato il 22 marzo scorso. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pretabebe.it/images/stories/imag0211.jpg" alt="Cavani e Bautista al centro di Roma" />Lunedì di relax romano per l&#8217;attaccante del Napoli Edinson Cavani. Il capocannoniere del campionato di Serie A, reduce dalla tripletta alla Lazio che ha portato gli azzurri a tre punti dal Milan, è stato in giro per il centro di Roma insieme alla moglie Soledad e al piccolissimo Bautista, nato il 22 marzo scorso. Il Matador si è aggirato per i negozi più glamour di Via Condotti a Roma spingendo il suo bebè con il nuovo passeggino Bugaboo Cameleon, in un frizzante color blu.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=S136WfedtWw[/youtube]</p>
<p>Cavani ha guidato il passeggino del figlio lungo la strada della moda romana, prima di fermarsi a Piazza San Lorenzo in Lucina per godersi un aperitivo serale col figlioletto, mentre la mamma era in giro a fare shopping. Riconosciuto e festeggiato non solo dai tifosi del Napoli che ha incrociato, l&#8217;uruguaiano ha posato per tante foto e firmato tantissimi autografi.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/FrancescoTanilli?feature=mhum">Qui</a> potete trovare il video che ho girato e poi dato in esclusiva al corrierellodellosport.it e pretabebe.it: <a href="http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/napoli/2011/04/04-164872/Napoli%2C+per+Cavani+relax+a+Roma%3A+foto+e+video">qui</a> e <a href="http://www.pretabebe.it/news-pret-a-bebe/gossip/359-bugaboo-a-spasso-con-le-star-papa-cavani-fa-shopping-a-roma-con-il-bebe-bautista.html">qui</a> i due relativi articoli.</p>
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		<title>Prima di parlare o scrivere a caso, magari ascoltiamo anche un poliziotto</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo tratto dall&#8217;edizione di oggi del Corriere della Sera. Applausi per il collega Rinaldo Frignani che a differenza di molti (sia in tv che in altri giornali) è andato ad ascoltare chi per pochi spicci rischia la propria vita ogni giorno per difendere quello straccio di legalità che è rimasto in vita in questo disastrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo tratto dall&#8217;edizione di oggi del Corriere della Sera. Applausi per il collega Rinaldo Frignani che a differenza di molti (sia in tv che in altri giornali) è andato ad ascoltare chi per pochi spicci rischia la propria vita ogni giorno per difendere quello straccio di legalità che è rimasto in vita in questo disastrato paese.</p>
<p><em>Il colloquio &#8211; «Per noi è una vocazione, abbiamo difeso Roma da un&#8217;orda di barbari»</em><br />
«Avevano picconi e accette<br />
Noi i bersagli per 1.200 euro»<br />
<em>Il poliziotto: mi chiamano Drago, se arrestassero mio figlio lo picchierei</em></p>
<p><strong>ROMA, 18 dicembre -</strong> <em>«Dio non voglia che questi, un giorno, raggiungano il loro scopo: uccidere uno di noi. Come gli ultrà hanno fatto con Raciti. Perché allora non so proprio come andrebbe a finire. I politici, gli onorevoli come li chiamo io, devono capire che bisogna cambiare strada. Subito»</em>. &#8220;Drago&#8221; è una montagna. Lo è nell&#8217;aspetto, ma anche dentro. Due lauree brevi, una famiglia da mantenere. Gianluca Salvatori («Ma se non dite Luca Drago nessuno mi riconosce», ci tiene a sottolineare) ha 43 anni, è un assistente capo della polizia. E un punto di riferimento per gli agenti del Reparto mobile di Roma. Un celerino, insomma. Di quelli che martedì scorso si sono ritrovati a fronteggiare centinaia di teppisti scatenati.<br />
<span id="more-806"></span><br />
<em>«Da soli, in 25, abbiamo respinto 5 mila energumeni armati di &#8220;male e peggio&#8221;, picconi, accette: ma quando ci daranno qualcosa di meglio di uno scudo e un manganello? Dove sono gli idranti e i &#8220;capsulum&#8221; (un potente lancia-peperoncino)?»</em>, chiede &#8220;Drago&#8221;, che a piazza del Popolo ha preso colpi al petto e a una spalla, ed è finito in ospedale.</p>
<p>Luca è un giellista (dal Gl40, piccolo fucile usato per sparare lacrimogeni) e guida i blindati. È anche impegnato nei sindacati, come segretario provinciale della Consap. Ma la sua casa è la caserma di Ponte Galeria. Sulla carta oltre 500 uomini,<em> «ma alla fine siamo 250. Un gruppo unito, legato da affetto fraterno, una squadra più simile a una famiglia»</em>. Con una vita in prima linea.<em> «Per 1.200 euro al mese, più 13 di indennità nei giorni di ordine pubblico</em> &#8211; svela l&#8217;agente -<em>. Quanto guadagniamo all&#8217;ora nemmeno ve lo dico perché è ridicolo. I nostri colleghi spagnoli prendono quasi il triplo, gli altri anche di più. Ce la battiamo solo con i greci, ma lì è un&#8217;altra storia».</em></p>
<p>Quasi tutti i giorni con casco, scudo e mimetica imbottita. Nelle manifestazioni e allo stadio. Gli insulti nemmeno li sente più: <em>«Di quelli non mi preoccupo</em> &#8211; aggiunge il poliziotto &#8211; <em>non mi offendo, anzi non ci offendiamo, noi del Reparto: li guardi in faccia, questi ragazzini, anche loro con i caschi e gli scudi. A qualcuno gliel&#8217;ho anche detto: &#8220;Ma lo capisci che con un arresto ti rovino il futuro?&#8221; C&#8217;è chi ti sta a sentire, chi ti ringrazia, come uno di Pisa che ho incontrato in ospedale. Ma tanti se ne fregano. E magari un giorno te li ritrovi a fare politica».</em></p>
<p>&#8220;Drago&#8221; c&#8217;era anche a largo Goldoni, durante l&#8217;aggressione al finanziere. Con i suoi (<em>«Compagni, camerati, colleghi? Come li devo chiamare per non essere etichettato?»</em>) è fra coloro che sono corsi in aiuto del militare. <em>«C&#8217;erano tutte le condizioni perché usasse la pistola che volevano portargli via</em> &#8211; spiega l&#8217;assistente capo &#8211; m<em>a lui non l&#8217;ha fatto. Immaginate cosa sarebbe successo se un manifestante fosse riuscito a prenderla? Nell&#8217;ordine pubblico non si può sbagliare, non è come fare le indagini, dove c&#8217;è il tempo di fare correzioni. Da noi no. Quello che si prevede non è mai quello che accade. E in piazza non siamo solo poliziotti: siamo i supplenti di un governo, come anche ha detto il capo della polizia, di destra o di sinistra che sia, che invece non ci tutela come dovrebbe. I politici promettono aiuti che non arrivano mai e noi sacrifichiamo le nostre vite, privato compreso»</em>.</p>
<p>Essere un celerino vuol dire anche questo: <em>«Certo, crediamo in quello che facciamo, per me è una vocazione. Martedì, come le altre volte, siamo stati i difensori di Roma contro un&#8217;orda di barbari. Ma anche noi abbiamo il diritto di tornare a casa tutti interi. Abbiamo madri, mogli e figli che ci aspettano. Proprio come i teppisti che fermiamo. Invece ci lapidano e ci ordinano di stare fermi, immobili. A subire di tutto. Non dico che le &#8220;teste calde&#8221; che ci sono fra noi facciano bene a sfogarsi. È chiaro che sbagliano, ma dopo 12 ore di questa storia&#8230;».</em></p>
<p>Alcuni fra i 53 feriti delle forze dell&#8217;ordine vogliono costituirsi parte civile contro chi li ha fatti finire in ospedale negli scontri a via del Corso e piazza del Popolo. Finora per tutti loro l&#8217;unica soddisfazione di una giornata drammatica è stato l&#8217;sms di ringraziamento inviato dal questore Francesco Tagliente. <em>«Un onore, un conforto, non era mai successo prima»</em>, spiega &#8220;Drago&#8221;, che però protesta: <em>«Se un agente sbaglia paga tre volte rispetto a un cittadino normale, ma i danni fatti da questi teppisti a chi li chiediamo? Ai genitori? Tanto nemmeno loro capiscono: sempre martedì, in commissariato, ne ho incontrati alcuni</em> &#8211; racconta l&#8217;agente -<em>. Volevano notizie dei figli fermati. Per loro era come se fosse stato normale. &#8220;Dobbiamo aspettare che ste&#8217; m&#8230;. decidono se carcerarlo oppure no&#8221;, diceva uno. Ma che scherziamo? Se succedesse a mio figlio il primo a picchiarlo sarei io».</em></p>
<p> L&#8217;ultimo affronto poi è arrivato con la scarcerazione dei 22 arrestati di martedì. E su questo &#8220;Drago&#8221; chiude il discorso: <em>«Ormai si sentono legittimati a fare tutto. Legittimati dalla giustizia che li mette fuori dopo tutto quel casino. E a ripresentarsi in piazza la settimana prossima. Ma ci saremo anche noi, come sempre».</em></p>
<p>Ogni parola aggiuntiva sarebbe superflua.</p>
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		<title>Mediaset e Rai oscurano pubblicità &#8220;lesbica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi spiegate per quale ragione Rai e Mediaset hanno oscurato questa pubblicità? [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ZBNaVt4ozB0[/youtube] Ma davvero siamo ancora così tremendamente bigotti? Che schifo, c&#8217;è bisogno soprattutto di libertà in questo paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiegate per quale ragione Rai e Mediaset hanno oscurato questa pubblicità? </p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ZBNaVt4ozB0[/youtube]</p>
<p>Ma davvero siamo ancora così tremendamente bigotti?</p>
<p>Che schifo, c&#8217;è bisogno soprattutto di libertà in questo paese.</p>
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		<title>Certe cose io non le capisco</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilgiornale.it/foto-id=708451-x=800-y=800/uomo_pala.jpg" alt="Il ragazzo con la pala" /></p>
<p>Avete presente gli incidenti di martedì scorso a Roma seguiti alla decisione (costituzionale tra l&#8217;altro) del Parlamento di dare la fiducia a Berlusconi? Ecco, già oggi in 22 dei 23 che hanno causato quel delirio, i soggetti che hanno trasformato una pacifica manifestazione di protesta, i criminali che hanno devastato la parte più bella della città, i delinquenti che hanno fatto vivere a mezza popolazione ore di paura e soprattutto disagi a non finire in una Roma totalmente impazzita fino a tarda serata, hanno respirato l&#8217;aria della libertà come se nulla fosse stato. Io mi chiedo: ma come diavolo è possibile una cosa del genere, un&#8217;assurdità di questo tipo, una vergogna senza confini come questa. Come diavolo si può credere ad una giustizia di questo genere? Come si può sperare che alla prossima manifestazione gli stessi manifestanti (o anche altri mossi dal movimento del &#8220;branco&#8221;) non si rendano di nuovo protagonisti di una deriva violenta? Sì perché il ragionamento sarà:<em> «Ah regà, famo er bordello, tanto ar gabbio nun ce restamo, ce rilasciano subito».</em> Come dargli torto tra l&#8217;altro. La polizia fa tanto per arrestarli e poi i giudici li rimettono in giro così facilmente? Poi non lamentiamoci se certi episodi non vengono condannati neanche all&#8217;interno delle aule, figuriamoci da parte di genitori ancora più criminali dei figli.</p>
<p>Altra postilla sull&#8217;argomento. Io mi chiedo, come oggi faceva sulla stampa il brillante giornalista Michele Brambilla (di cui riporto l&#8217;editoriale che potete leggere in prima pagina nell&#8217;edizione oggi in edicola), ma come può un esponente del Pd, un esponente autorevole del Partito Democratico come Anna Finocchiaro affermare con così grande leggerezza che <em>«evidentemente c&#8217;erano infiltrati all&#8217;interno della manifestazione, infiltrati della Polizia»</em>. Evidentemente di cosa? Infiltrati della Polizia? Perché affidarsi a delle semplici foto? Perché non aspettare l&#8217;ausilio delle tante immagini filmante, immagini in movimento, poi diffuse con il passare delle ore? Perché trasformare nello spazio di un decimo di secondo (quello di una foto appunto) &#8220;l&#8217;uomo della pala&#8221; &#8220;nel navigato poliziotto infiltrato&#8221; (poi rivelatosi addirittura un minorenne)? Ma stiamo scherzando? Perché aveva nelle mani un manganello e delle manette. Certo, oggetti che nessuno al mondo può acquistare.</p>
<p>Come diceva il grandissimo astronomo Carl Sagan <em>«Affermazioni straordinarie, richiedono prove straordinarie»</em>. Una semplice sequenza di foto può essere definita tale? Non credo proprio, soprattutto quando quella stessa affermazione viene smentita tre ore dopo. Intendiamoci, non è solo colpa della Finocchiaro, per quanto gravissime siano state le sue affermazioni (pensate solo a che tipo di reazione possono aver generato quelle parole diffuse da tutti i media nazionali e non), ma anche di tutti quelli, giornalisti e non, politici e non, che hanno sostenuto l&#8217;ennesima, farlocca, teoria del complotto. Ma la sinistra, questa sinistra, quella che perde anche le primarie che organizza, si rende conto che è proprio tale atteggiamento che non gli ha permesso di sconfiggere in maniera definitiva Berlusconi in questi anni? Misteri, ma forse nemmeno tanto. È una questione di stile e cultura. E intendiamoci, con questo non voglio dire che dall&#8217;altra parte abbiano stile, per carità, ma che in questo caso si è persa una grande occasione per stare zitti.</p>
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		<title>Arrestato Caso, ex editore di &#8220;Dieci&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 12:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abusivismo bancario per oltre 200 milioni di euro, 9 milioni di euro di fatture false, 80 milioni di euro di fittizi aumenti di capitale sociale, bancarotta fraudolenta per Hopit Spa, Net.Tel. Spa, Editoriale Dieci Srl e Segem Spa, tentata truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo per l&#8217;ottenimento illecito di fondi pubblici, falsità, calunnia aggravata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P ALIGN="JUSTIFY">Abusivismo bancario per oltre 200 milioni di euro, 9 milioni di euro di fatture false, 80 milioni di euro di fittizi aumenti di capitale sociale, bancarotta fraudolenta per Hopit Spa, Net.Tel. Spa, Editoriale Dieci Srl e Segem Spa, tentata truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo per l&#8217;ottenimento illecito di fondi pubblici, falsità, calunnia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Con queste accuse il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza ha arrestato oggi l&#8217;ex editore del giornale sportivo &#8216;Diecì, aperto nel 2007 e chiuso pochi mesi dopo, Gian Gaetano Caso, suo figlio Fabio ed altre cinque persone coinvolte. Quattordici le persone denunciate. Le indagini sono state coordinate dai pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Andrea Mosca della procura di Roma. L&#8217;operazione, chiamata &#8216;Capital Watering&#8217;, ha permesso di smantellare il castello societario del gruppo Hopit.</p>
<p><P ALIGN="JUSTIFY">Hopit Spa e Kuban Bank Rappresentanza per l&#8217;Italia: si tratta, ricostruiscono le Fiamme Gialle, di due realtà riconducibili ad un gruppo intricato di società finanziarie, editrici e di telecomunicazioni facenti capo a Caso ed al figlio, entrambi protagonisti di varie iniziative imprenditoriali. Tra queste vi è il giornale &#8216;Diecì, un quotidiano sportivo nato nel 2007 e chiuso dopo alcuni mesi di vita, con sostenute proteste dei giornalisti che non venivano pagati; la presunta rinascita della testata &#8216;Il Globò nei primi anni 2000, quale iniziativa della società PmEdit Srl attualmente in fallimento; le attività della Laer (società sulle cui ceneri è sorta poi la Ghenda Srl) affidata a un soggetto vicino al patron del gruppo, R.L., che nel settembre 2006 ha dovuto gestire la fine dei &#8216;call center&#8217; in Sardegna di fronte ai lavoratori che reclamavano i mancati pagamenti. Sempre la Hopit Spa, holding finanziaria del gruppo, compare nel 2005 tra i potenziali &#8216;salvatorì dello stabilimento casertano di San Marco Evangelista della multinazionale 3M Spa e, nel 2008, viene citata tra i pretendenti del giornale L&#8217;Unità. Gli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria hanno accertato che tutto è stato frutto di un fraudolento meccanismo di costituzione e di vendita di certificati obbligazionari esteri tra società facenti parte dello stesso gruppo e tutte riconducibili, alla fine, a Caso, compresa la rappresentanza italiana della Kuban Bank, finta banca che del vero istituto bancario russo prende solo il nome ed attraverso la quale sono state emesse fideiussioni per oltre 90 milioni di euro, con lo scopo principale di garantire una serie indiscriminata di operazioni commerciali avviate a vario titolo dalle stesse società del gruppo. Il gruppo negli ultimi anni, prosegue la Guardia di finanza, &#8220;si è quindi dotato di capitali e strutture apparentemente degne dell&#8217;economia d&#8217;elite, ma di fatto esaurendosi, per la Procura, in un generale disegno volto a far figurare, falsamente, un solido gruppo imprenditoriale in grado di stipulare vantaggiosi contratti di locazione immobiliare, di fornitura di beni e servizi con terzi che poi, invece, non sono stati mai onorati. La conseguente esposizione delle varie società, che nel frattempo avevano acquisito sedi di lusso senza pagare i canoni, come quelle romane di Via XX Settembre 5, di Piazzale degli Archivi 40/42 all&#8217;Eur e di Via del Tritone 87, o quella milanese in Via Vitruvio 43, noleggiato autovetture di rappresentanza in leasing senza onorare le rate, acquistato merci senza saldare le fatture, ristrutturato immobili senza dare compensi ai fornitori, assunto personale senza pagare gli stipendi, le ha condotte verso il fallimento, per un passivo globale di diversi milioni di euro&#8221;.</p>
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		<title>Elezioni regionali, vince l&#8217;astensionismo! Primo segnale di un cambiamento?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 12:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A circa un&#8217;ora (nel momento in cui scrivo) dalla chiusura delle urne e dunque dello scrutinio di queste elezioni regionali che hanno coinvolto più di 41 milioni di italiani (siamo in 60 milioni) un dato è certo: la gente è stanca, stufa delle persone che ci rappresentano. È nauseata soprattutto dai personaggi che oggi rappresentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/23/C_3_Media_1027123_immagine_det.jpg" alt="Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, inserisce la scheda in un'urna elettorale" /><br />
<P ALIGN="JUSTIFY">A circa un&#8217;ora (nel momento in cui scrivo) dalla chiusura delle urne e dunque dello scrutinio di queste elezioni regionali che hanno coinvolto più di 41 milioni di italiani (siamo in 60 milioni) un dato è certo: la gente è stanca, stufa delle persone che ci rappresentano. È nauseata soprattutto dai personaggi che oggi rappresentano la politica. Destra, centro e sinistra. Nessuno escluso. È stanca degli strilli, dell&#8217;urlarsi contro, del &#8220;so mejo io de te&#8221;, del &#8220;quando c&#8217;eravate voi al governo&#8221;, del &#8220;è colpa dei governi precedenti&#8221;, del &#8220;se ce fosse la sinistra&#8221;, del &#8220;la destra tiene in vita questo paese&#8221;, del &#8220;Berlusconismo&#8221; e &#8220;dell&#8217;antiberlusconismo&#8221;, è stanca di dover essere sempre messa da parte per far spazio ad una congrega di affaristi che si occupano solo dei loro interessi. Ha vinto il partito dell&#8217;astensionismo. È già qualcosa, è un inizio, è una buona notizia per il nostro futuro.</p>
<p><span id="more-725"></span><P ALIGN="JUSTIFY">Cito dall&#8217;Agi: <em>«È del 34,90% l&#8217;affluenza al voto delle regionali alle ore 19 (5.068 Comuni su 5.068). È quanto comunica il ministero dell&#8217;Interno che riporta le percentuali di 9 regioni su 13. Il dato è in calo rispetto alla tornata precedente, quando si era registrata, alla stessa ora, un&#8217;affluenza del 41,96 per cento.Si allarga quindi a 7 punti la percentuale degli aventi diritto che fino alle 19 non è andata a votare: nella prima rilevazione, alle ore 12, i votanti erano il 10,9%, in calo di quasi 3 punti rispetto al 13,05% delle regionali del 2005».</em></p>
<p><P ALIGN="JUSTIFY">Vedremo alla fine il dato definitivo ma è ormai certo che il popolo italiano, la metà degli italiani è stanca &#8220;dei rappresentanti&#8221;. Non ce la fa più di questa &#8220;politica dell&#8217;orticello&#8221;, di questa politica che pensa solo a se stessa, ad accusare l&#8217;avversario di turno, al non-proporre niente. I politici di oggi sono finiti, sono vecchi, sono arretrati, sono un anacronismo storico, sono indietro nel tempo, sono retrogradi e clericali e non hanno, soprattutto, la capacità di capire i problemi reali, veri di questo Paese ormai allo scatafascio, indirizzato, se non cambierà in fretta qualcosa, all&#8217;implosione modello Grecia.</p>
<p><P ALIGN="JUSTIFY">In questa campagna elettorale si è, secondo me, raggiunto il fondo. Si è pensato solo ad urlare più forte, a strillare contro presunti e non meglio specificati torti, si è pensato a fare ricorso e ad andare nei tribunali di mezza Italia non si sa per quali motivi. Alla gente, alle persone, a chi lotta ogni giorno per uno stipendio fisso, queste cose non interessano niente. Alla gente che abita questo paese, quella che non ha il potere di farsi le leggi per sé (Pdl e affini) o di avere uno stipendio milionario (tutta l&#8217;opposizione, Santoro, Travaglio e compagnia cantante) serve speranza, servono programmi, servono certezze, servono progetti seri che permettano di capire il futuro di un&#8217;Italia sempre più sull&#8217;orlo del baratro.</p>
<p><P ALIGN="JUSTIFY">Quando cominceremo ad interessarci ai problemi di questo paese? Quando cominceremo a mettere gli interessi di tutti, del popolo, di fronte a quelli dei singoli? Quando si comincerà a scendere in piazza non in nome di un partito ma per il proprio futuro, per i figli degli anni a venire, in nome dell&#8217;ugaglianza, della meritocrazia, della cultura, del benessere di molti e non della ricchezza di pochi? Quando cominceremo a sviluppare un senso civico allargato anche nella vita di tutti i giorni e non a scannarsi per un parcheggio? Siamo stanchi, c&#8217;è voglia di cambiare, c&#8217;è voglia di una sana rivoluzione culturale che riporti in auge quelli che sono i veri problemi di un&#8217;Italia ridicolizzata.</p>
<p><P ALIGN="JUSTIFY">Non ho i mezzi per lanciare proposte (a parte questo spazio sul web), ma sarei entusiasta di dar vita ad un qualcosa che abbia come obiettivo quello di riportare in alto il nome di un paese, l&#8217;Italia, ormai sbeffeggiato da tutti in giro per il mondo. Rimarrà una vana speranza? Spero proprio di no. Nel frattempo il segnale più forte è stato lanciato. Speriamo ci si renda conto di quanto poco tempo ci rimanga per ritornare sui binari. Permettetemi di avere dei dubbi in merito.</p>
<p><i>Alla prossima!</i></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Via libera al decreto Romani &#8220;Ma nessun obbligo per i blog&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 09:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Cito da Repubblica.it: «È stato approvato in Consiglio dei ministri il cosiddetto &#8220;decreto Romani&#8221;, il controverso testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi. Secondo quanto comunicato dal ministero dello Sviluppo Economico in una nota, la normativa esce depurata da ogni riferimento a blog, giornali online e motori di ricerca. Una revisione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">ROMA &#8211; Cito da Repubblica.it: «È stato approvato in Consiglio dei ministri il cosiddetto &#8220;decreto Romani&#8221;, il controverso testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi. Secondo quanto comunicato dal ministero dello Sviluppo Economico in una nota, la normativa esce depurata da ogni riferimento a blog, giornali online e motori di ricerca. Una revisione che dovrebbe gettare acqua sul fuoco delle polemiche innescate dal provvedimento fin dalla sua prima presentazione. Ma restano aspetti poco chiari, in particolare per quanto riguarda l&#8217;eventuale equiparazione tra siti professionali come YouTube, che basano il loro business sulla diffusione di video, e le emittenti tv tradizionali.</p>
<p><span id="more-620"></span></p>
<p align="justify"><strong>SUI BLOG &#8211; </strong>Il provvedimento varato oggi, si legge nella nota del ministero &#8220;recepisce in parte le indicazioni delle Commissioni Parlamentari&#8221;. In particolare, continua il documento, &#8220;viene chiarito a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse&#8221;. Tra queste ultime, il ministero cita espressamente &#8220;i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, versioni elettroniche di quotidiani e riviste, i giochi online&#8221;. Per queste attività, dunque, sarebbero esclusi una serie di obblighi previsti per le televisioni, primo fra tutti l&#8217;autorizzazione preventiva da parte del ministero. </p>
<p><strong>LE CIRITICHE &#8211; </strong>&#8220;Nonostante il maquillage, il decreto Romani conserva il suo carattere autoritario laddove costringe i servizi di live streaming e consimili a chiedere l&#8217;autorizzazione ministeriale&#8221;, attacca Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Per Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd, &#8220;escludere del tutto internet da una direttiva televisiva sarebbe stato comunque più chiaro e avrebbe evitato le incertezze interpretative che invece non mancheranno&#8221;.</p>
<p><strong>LA CONFUSIONE &#8211; </strong>Il testo varato dal Cdm esclude dalla definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221; (e quindi dall&#8217;ambito della direttiva) &#8220;i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell&#8217;ambito di comunità di interesse&#8221;. Più avanti però cita espressamente come &#8220;servizio di media audiovisivo non lineare [...] un servizio di media audiovisivo fornito da un fornitore di servizi di media per la visione di programmi al momento scelto dall&#8217;utente e su sua richiesta sulla base di un catalogo di programmi selezionati dal fornitore di servizi di media&#8221;.</p>
<p><strong>IL QUESITO &#8211; </strong>Una formulazione abbastanza contorta che sembra annullare gli effetti del decreto Romani per quanto riguarda i siti personali e gli organi di informazione che fanno uso di video, ma lascia in una zona grigia i servizi commerciali basati sulla distribuzione di video, sia amatoriali che professionali, come YouTube. Quando questi siti siglano accordi per ridistribuire su internet i prodotti dei network televisivi, tornano a essere equiparati alle emittenti tradizionali?</p>
<p><strong>IL DUBBIO &#8211; </strong>Secondo Gentiloni, &#8220;le norme puniscono i canali in onda sulla piattaforma Sky attraverso il taglio di un terzo degli affollamenti pubblicitari e premiano Mediaset facendo rientrare per legge i suoi programmi al si sotto del limite antitrust&#8221;. E Vita sottolinea come &#8220;la normativa sui minori, in sé farraginosa, possa costituire un ulteriore ostacolo sviluppo della rete&#8221;. </p>
<p>Detto questo, e se siete arrivati a leggere fino qui, ritengo che questa legge sia veramente uno scandalo. Un abominio in forma scritta. Ma le normative in generale, lasciando stare per un momento questo provvedimento, non dovrebbero semplificare e dare chiarezza? A cosa serve una legge che genera solo confusione. E nello specifico: come si può pretendere di mettere il bavaglio in forma sottile ed indiretta alla voce del web? Perché quest&#8217;attacco mal celato e osceno ai blog e alle piattaforme di condivisione? Non scherziamo gente, l&#8217;unica piccola libertà che ci è rimasta è quella di internet. Non ci levate anche questo spazio per i vostri luridi giochi di potere. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un &#8220;Caso&#8221; tutto italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Dieci]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Caso]]></category>
		<category><![CDATA[fallimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[scandalo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un pezzo tratto dal Fatto Quotidiano di ieri, 19 febbraio 2010. Cose del genere non possono più accadere. Gente che soffre, giornalisti mandati sull&#8217;orlo del fallimento, giovani ricchi e pieni di speranze trattati come pezze da piedi. Ci poteva anche essere Sara in quel gruppo di persone. Non è capitato perché il giornale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.clandestinoweb.com/images/stories/111AAANUOVOCLANDESTINO/CLANDESTINOWEB/fabio-caso-1.jpg" alt="Fabio Caso" /></p>
<p>Questo è un pezzo tratto dal Fatto Quotidiano di ieri, 19 febbraio 2010. Cose del genere non possono più accadere. Gente che soffre, giornalisti mandati sull&#8217;orlo del fallimento, giovani ricchi e pieni di speranze trattati come pezze da piedi. Ci poteva anche essere Sara in quel gruppo di persone. Non è capitato perché il giornale, Dieci, è fallito prima, non aprendo quella redazione a Roma che era in progetto e per cui Sara aveva fatto un colloquio. Tutto in nome del denaro, dell&#8217;arricchimento personale, del lucro indiscriminato. Certa gente non può circolare liberamente in Italia, ve lo dico senza peli sulla lingua.</p>
<p>Ecco l&#8217;articolo del Fatto Quotidiano:</p>
<p>&#8220;Managua o Ceppaloni poco importa se si tratta di business. A Giandomenico e Fabio Caso, padre e figlio editori del giovanissimo quotidiano Il Clandestino, la fine dell&#8217;Udeur di Clemente Mastella è parsa subito una grossa opportunità economica, più che la disfatta di un progetto politico. Fatti due conti, con i sodali Ambrogio e Luigi Crespi (il sondaggista che ispirò il &#8220;contratto con gli italiani&#8221; di Silvio Berlusconi), non si sono fatti sfuggire l&#8217;affare.</p>
<p><span id="more-523"></span></p>
<p>Ovvero l&#8217;acquisto della cooperativa editrice de Il Campanile Nuovo, già organo del partito di Mastella che nel 2008 aveva incassato 1,15 milioni di euro circa di finanziamento pubblico per l&#8217;editoria, riferibili al 2007. E che anche nel 2009 sarebbe passata alla cassa, dato che il finanziamento all&#8217;editoria è stato confermato (sul 2010 ci sono ancora incertezze). Ma allo stesso Mastella, una volta sfumato quel progetto politico, anche quel chiacchieratissimo l&#8217;organo di stampa non sarebbe più servito .</p>
<p><strong>I FINANZIAMENTI &#8211; </strong> Al Clandestino, 25 mila copie di tiratura dichiarate da Fabio Caso, che si occupa dell&#8217;amministrazione della società, i soldi del finanziamento facevano invece gola, almeno stando alle voci alle voci che si raccolgono tra coloro che sono transitati per il quotidiano. D&#8217;altronde la diffusione già allora probabilmente non brillava, sia per l&#8217;oggettiva difficoltà di trovarlo in edicola, sia per l&#8217;evidenza dei tanti resi che proprio gli edicolanti notificavano e notificano ancor oggi. Se la necessità impellente era la liquidità, il Campanile era la risposta più veloce a disposizione.</p>
<p>Detto fatto, se non fosse per un particolare: i giornalisti del Clandestino sarebbero dovuti diventare essi stessi soci della nuova società, dato che per continuare a ricevere il finanziamento la nuova entità nata dalla integrazione sarebbe dovuta restare una cooperativa di giornalisti.</p>
<p>Un passaggio che sembra non sia piaciuto a Pierluigi Diaco, l&#8217;ultimo direttore della testata che dopo neanche un mese di conduzione del giornale si è dimesso lasciando dietro di sé solo uno scarno comunicato nel quale si accenna a differenti vedute circa lo sviluppo e la gestione del progetto. Prima di lui anche David Parenzo, il primo direttore della testata, aveva fatto le valigie dopo tre mesi di reggenza: due direttori fuggiti dopo neanche sei mesi è un record anche per la malconcia stampa italiana.</p>
<p>IL PRECEDENTE &#8211; Ma forse c&#8217;è qualcosa in più nella scelta dei due ex direttori di abbandonare il giornale velocemente. La storia dei Caso come editori non è costellata di successi. Al contrario, sembrano essere più le ombre, a partire dal fallimento del quotidiano Dieci, partito nel 2007 con a fianco dei Caso l&#8217;editore Alberto Donati, e Ivan Zazzaroni alla direzione.</p>
<p>Una trentina di giornalisti, alcuni dei quali alla prima esperienza, che hanno visto sfumare tutto dopo appena tre mesi di uscite, stipendi pagati in forte ritardo, il fallimento dell&#8217;editrice Dieci, dove gli avvocati che avevano presentato in tribunale i decreti ingiuntivi relativi ai crediti vantati dai dipendenti, non hanno trovato nulla. Liquidità e attività inesistenti, e impossibilità di soddisfare i creditori.</p>
<p>D&#8217;altronde, a sentire Donati, le disponibilità finanziarie che i Caso avrebbero dovuto apportare per sostenere il progetto si sono rilevate evanescenti. Due milioni di euro in obbligazioni del Nicaragua, la cui capitale è Managua dove avevano sede due società riferibili ai Caso, la Mediterranea sa e al Centrale America adventures sa.</p>
<p>Le obbligazioni sono risultate poi senza valore ad una verifica prodotta dal Monte dei Paschi, e sono state alla base della decisione dello stesso Donati di abbandonare la società. Le accuse per la verità sono reciproche, perché Fabio Caso ha riferito al Fatto Quotidiano di aver perso nel progetto, per una cattiva gestione proprio di Donati, 2,3 milioni di euro, causando un buco complessivo ben sette milioni di euro. Nel mezzo la rabbia dei giornalisti e dipendenti, beffati nonostante i nomi altisonanti alla direzione e Roberto Baggio come testimonial, anch&#8217;esso in causa per centinaia di migliaia di euro.</p>
<p><strong>VERSO IL ROMANISTA &#8211; </strong> Anche l&#8217;avventura con i periodici acquistati da Peruzzo editore è finita, per il momento, in tribunale. Dallo storico editore italiano, i Caso hanno acquistato il settimanale DiTutto, e i mensili Top Salute e La Mia Casa, in difficoltà, per 1,5 milioni di euro.</p>
<p>Soldi pagati solo in parte perché ritenuti eccessivi rispetto al valore delle testate. Non solo: la principale finanziaria dei caso, la Hopit controllata dalle due società nicaraguensi che Caso ha dichiarato di avere ora dismesso, è fallita dopo un&#8217;ingiunzione di pagamento di 35 mila euro nonostante dichiarasse un capitale versato di 50 milioni di euro.</p>
<p>Circola un rumor ultimamente: ovvero che i Caso siano interessati al quotidiano sportivo il Romanista, in difficoltà. E la battuta che fanno alcuni dei suoi dipendenti è questa: Allora non è proprio un caso&#8221;.</p>
<p>No, non è un caso è semplicemente una vergogna tutta italiana alla quale dico basta. Bisogna fare qualcosa per fermare questi crimini. Non si può fare ripetutamente del male e lasciar correre come nulla fosse. Chi sbaglia paga, chi compie reati deve essere messo in galera. Non facciamo passare liscia questa situazione.</p>
<p>Vi tengo informati!</p>
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		<title>Nash lancia i Giochi 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 16:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Nash]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vancouver]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel calderone di foto che sono legate ai giochi di Vancouver in Canada (alcune davvero impressionanti) ho scelto questa per vari motivi. Primo fra tutti quello che il Canada abbia optato per Steve Nash, playmaker dei Phoenix Suns, atleta non direttamente legato alle gare ma più di ogni altro rappresentativo del proprio paese, per accendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/35/C_3_Media_994435_immagine_det.jpg" alt="Steve Nash accende i Giochi di Vancouver 2010" /></p>
<p>Nel calderone di foto che sono legate ai giochi di Vancouver in Canada (alcune davvero impressionanti) ho scelto questa per vari motivi. Primo fra tutti quello che il Canada abbia optato per Steve Nash, playmaker dei Phoenix Suns, atleta non direttamente legato alle gare ma più di ogni altro rappresentativo del proprio paese, per accendere il bracere che per circa un mese arderà nella città nordamericana. Dal mio punto di vista mai decisione è stata più azzeccata. A questo aggiungeteci la bellezza notevole dello scatto ed il gioco è fatto.</p>
<p>Speriamo nei prossimi giorni di trovare scatti altrettanto notevoli!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Universo, bellezza da riscoprire&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 16:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una delle ultime foto pubblicate dalla Nasa. È uno spettacolo per gli occhi e per chiunque volesse ammirare l&#8217;immagine in formato pieno vi rimando al sito della National Aeronautics and Space Administration (NASA). Lo spazio è da sempre un mondo che mi ha affascinato per una molteplice serie di ragioni. La foto che potete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/85/C_3_Media_994385_immagine_det.jpg" alt="Lo Spazio" /></p>
<p>Ecco una delle ultime foto pubblicate dalla Nasa. È uno spettacolo per gli occhi e per chiunque volesse ammirare l&#8217;immagine in formato pieno vi rimando al sito della <a href="http://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_1592.html">National Aeronautics and Space Administration (NASA)</a>.</p>
<p>Lo spazio è da sempre un mondo che mi ha affascinato per una molteplice serie di ragioni. La foto che potete ammirare è esemplificativa da questo punto di vista, nonché di una bellezza sconvolgente.</p>
<p>Enjoy the silence!</p>
]]></content:encoded>
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