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	<title>Francesco Tanilli &#187; Cronaca</title>
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		<title>11-09-2001, sono passati otto anni!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ARTICOLO TRATTO QUI. È il sito n° 1 in Italia e in italiano per quanto riguarda i fatti dell&#8217;11-09-2001. Se avete qualsiasi tipo di dubbio su quel terribile giorno leggetevi le pagine di questo blog. Ogni sospetto su complotti e segreti sarà spazzato via. I FATTI - &#34;L&#8217;11 settembre 2009 segna l&#8217;ottavo anniversario del più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="10" border="3" align="left" vspace="10" src="http://urdals.blog.kataweb.it/files/2008/09/11-settembre-2001.jpg" alt="Un momento dell'11 settembre 2001" style="width: 247px; height: 338px;" />ARTICOLO TRATTO <font size="3" color="#ff0000"><strong><a href="http://undicisettembre.blogspot.com/" title="Il sito di Paolo Attivissimo e i suoi colleghi">QUI</a></strong></font>. È il sito n° 1 in Italia e in italiano per quanto riguarda i fatti dell&#8217;11-09-2001. Se avete qualsiasi tipo di dubbio su quel terribile giorno leggetevi le pagine di questo blog. Ogni sospetto su complotti e segreti sarà spazzato via.</p>
<p><strong>I FATTI -</strong> &quot;L&#8217;11 settembre 2009 segna l&#8217;ottavo anniversario del più sanguinoso attentato terroristico della Storia, che ha portato via per sempre le vite di tremila civili innocenti e di decine di migliaia di altri uomini, donne e bambini vittime delle guerre scatenate in conseguenza di quell&#8217;evento.</p>
<p>Lo ricordiamo, a beneficio dei tanti giovanissimi che non hanno vissuto consapevolmente quella tragedia.</p>
<p>Un gruppo di terroristi suicidi – organizzati e finanziati da Khalid Sheikh Mohammed, affiliato a Osama bin Laden nell&#8217;ambito della rete terroristica di matrice integralista islamica nota con il nome di al-Qaeda – entrò regolarmente negli Stati Uniti.</p>
<p>Alcuni di loro frequentarono regolarmente le scuole di volo private di quella nazione e conseguirono regolari brevetti di abilitazione al pilotaggio.</p>
<p>La mattina dell&#8217;11 settembre del 2001 i terroristi salirono a bordo di quattro aerei di linea delle compagnie American e United, ne presero il controllo dopo aver soppresso l&#8217;equipaggio, e pilotarono tre di essi contro le Twin Towers a New York e contro il Pentagono a Washington, colpendoli prima che l&#8217;aviazione militare riuscisse a intercettarli.</p>
<p>Il quarto aereo, in rotta verso Washington, precipitò in una campagna in Pennsylvania in seguito alla ribellione dei passeggeri.</p>
<p>Le Twin Towers, a causa dei danni strutturali subiti e degli incendi sviluppatisi, collassarono provocando la distruzione dell&#8217;intero World Trade Center.</p>
<p>Questi eventi si svolsero sotto gli occhi di migliaia di testimoni: l&#8217;impatto del volo United 175 contro la South Tower e il crollo dei due grattacieli furono ripresi in diretta dalle telecamere di numerosi network d&#8217;informazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei giorni seguenti si resero disponibili alcuni filmati girati da operatori privati che avevano ripreso l&#8217;impatto del primo aereo, American 11, contro la North Tower e un po&#8217; di tempo dopo il Pentagono rilasciò le immagini dell&#8217;impatto del volo American 77, riprese da un paio di telecamere di sicurezza.</p>
<p>Da tutti gli aerei dirottati, passeggeri e assistenti di volo riuscirono a mettersi in contatto telefonico con parenti, conoscenti, addetti ai servizi di terra: grazie a queste telefonate abbiamo un&#8217;idea abbastanza chiara di quanto accadde su quei voli.</p>
<p>Nei mesi successivi gli Stati Uniti avviarono una campagna di guerra globale contro il terrorismo, attaccarono l&#8217;Afghanistan e distrussero le basi logistiche che al-Qaeda vi aveva impiantato, invasero l&#8217;Iraq e spazzarono via il regime di Saddam Hussein, sospettato di aiutare il terrorismo internazionale e di sviluppare armi di distruzione di massa, catturarono centinaia di presunti affiliati ad al-Qaeda e li reclusero nella base militare di Guantanamo, dove è stato allestito un tribunale militare per processarli.</p>
<p><strong>NON ESISTONO DUBBI -</strong> Ecco, questi in sintesi sono i fatti, così come sono conosciuti dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale.</p>
<p>Infatti, di fronte a un avvenimento così ampiamente documentato da testimonianze e servizi televisivi, la gente comune non si sofferma negli approfondimenti e non segue più di tanto le inchieste e le indagini che cercano di far luce sui dettagli e i particolari della lunga sequenza di eventi che ha portato alla tragedia finale.</p>
<p>Per esempio, quasi tutti ricordano la strage di Nassiriya, che costò la vita a molti militari italiani, ma ben pochi conoscono i retroscena di quella strage e in tanti non sanno che perirono anche 9 iracheni e che tra i 19 italiani c&#8217;erano anche due civili, tra cui il regista di una troupe televisiva che era lì per girare un servizio.</p>
<p><strong>SU COSA SI BASA IL COMPLOTTISMO -</strong> Ecco allora che sfruttando la sommarietà delle informazioni conosciute dalla gente comune, è piuttosto facile insinuare dubbi e proporre teorie alternative: potremmo insinuare che il vero obiettivo della strage era il regista, che nessuno ha mai scoperto i mandanti, che nessun responsabile ha pagato&#8230; sarebbero tutte falsità che apparirebbero verosimili.</p>
<p>Questa è appunto la tecnica dei complottisti, troppo spesso favorita dalla semplificazione e superficialità con cui i giornalisti riportano le notizie, dalla ritrosia delle autorità a rendere pubblico tutto il materiale documentale acquisito nel corso delle indagini, dall&#8217;imprecisione delle testimonianze oculari e dalla difficoltà di comprendere questioni tecniche che richiedono competenze estremamente specifiche.</p>
<p><strong>MA ESISTONO ZONE D&#8217;OMBRA -</strong> L&#8217;incompleta o inesatta conoscenza dei fatti spesso moltiplica irragionevolmente quelle che noi chiamiamo &quot;zone grigie&quot;, ossia quei fatti e quegli aspetti poco chiari di una vicenda, generalmente presenti in eventi drammatici e complessi.</p>
<p>Per esempio, nelle settimane successive agli attentati era ragionevole chiedersi come fossero riusciti i passeggeri dei voli dirottati a utilizzare i propri telefonini cellulari a quote e velocità elevate, così come riportavano quasi tutti i media. C&#8217;era chi – anche tra noi &quot;debunker&quot; – cercava di capire se sarebbe stato fisicamente possibile effettuare quelle telefonate e non mancarono studiosi e commentatori che fecero test reali a bordi di aerei in volo.</p>
<p>Ebbene, quella zona grigia non esisteva: in realtà tutte le telefonate dei passeggeri furono effettuate utilizzando i telefoni di bordo appositamente progettati per funzionare in quelle condizioni, tranne una o due chiamate in cui furono sì utilizzati i telefonini personali, ma a quote e velocità compatibili e in prossimità di ripetitori a terra.</p>
<p><strong>ALTRI ESEMPI &#8211; </strong>E ancora, tutti i giornali scrissero che i dirottatori erano armati di semplici taglierini, alimentando così i dubbi sulla capacità di prendere il controllo di un aereo e uccidere i piloti usando simili attrezzi. In realtà le trascrizioni e le registrazioni delle telefonate da bordo hanno poi dimostrato che su tutti gli aerei i dirottatori erano armati di coltelli e spray irritanti. Solo in un caso si parlava anche di taglierini.</p>
<p>Così, le dichiarazioni del ministro dei trasporti Mineta che affermava di aver sentito nel bunker della Casa Bianca una specie di conto alla rovescia sull&#8217;avvicinamento del volo American 77 prima che si schiantasse contro il Pentagono, offrirono la spalla a chi sosteneva che quel volo fosse stato lasciato passare indisturbato attraverso le maglie della difesa aerea. Invece documenti e registrazioni dimostrano che Mineta attribuì al volo 77 una sequenza che era propria del volo United 93, che i caccia erano autorizzati ad abbattere.</p>
<p>E che dire dei dati sugli ultimi secondi di volo estrapolati dalla &quot;scatola nera&quot; di American 77, del tutto incompatibili con l&#8217;orografia del terreno sorvolato in quel momento? Dopo anni di feroci dibattiti si è accertato che quei dati non coprono affatto gli ultimi secondi di volo dell&#8217;aereo, che la scatola nera non è riuscita a memorizzare, e sincronizzandoli correttamente al tempo reale corrispondono perfettamente all&#8217;orografia del terreno effettivamente sorvolato.</p>
<p><strong>L&#8217;ULTIMA RIFLESSIONE &#8211; </strong>E per concludere, ma di esempi se ne potrebbero citare ancora decine, per anni si è sostenuto – anche sui media – che un passeggero di United 93 vide del fumo uscire dall&#8217;aereo prima dello schianto. La circostanza deponeva in favore di chi sosteneva la tesi dell&#8217;abbattimento. Ma una volta diffusa la registrazione della telefonata fatta da quel passeggero, si è scoperto che non aveva mai parlato di fumo: la circostanza era stata inventata di sana pianta.</p>
<p><strong>IL RILASCIO DEI DOCUMENTI &#8211; </strong>In effetti, la discovery di atti e documenti è stata tutt&#8217;altro che rapida e prosegue ancora oggi.</p>
<p>Soltanto nel 2004, tre anni dopo la tragedia, è stato pubblicato il Rapporto della Commissione d&#8217;inchiesta sui fatti dell&#8217;11 settembre. E soltanto negli anni successivi sono stati pubblicati i rapporti tecnici definitivi sui collassi delle Twin Towers e tutti i documenti che erano stati mantenuti segreti prima della conclusione del processo contro Zacarias Moussaoui.</p>
<p>Attraverso la procedura FOIA (una normativa americana che consente a chiunque di accedere ai documenti custoditi dagli enti pubblici, a patto che la richiesta sia indirizzata esattamente all&#8217;ufficio che ha la materiale disponibilità di quei documenti e che non vi siano esigenze di segretezza), numerosi studiosi hanno poi ottenuto una gran mole di documentazione: rapporti dell&#8217;NTSB, rapporti della FAA, registrazioni delle &quot;scatole nere&quot;, tracciati radar, perfino gran parte degli atti di indagine espletati dall&#8217;FBI.</p>
<p>Di recente l&#8217;intero archivio della Commissione d&#8217;Inchiesta è stato diffuso al pubblico, e si sono resi disponibili migliaia di ulteriori documenti (compresa la corrispondenza dei membri dei vari staff investigativi) che probabilmente richiederanno anni per essere accuratamente analizzati.</p>
<p>Anche le dichiarazioni rese da Khalid Sheikh Mohammed e altri complici catturati e trasferiti a Guantanamo sono oggi di pubblico dominio.</p>
<p>La copertura mediatica, l&#8217;importanza dell&#8217;evento e le norme americane che regolano la diffusione di atti e documenti di enti e agenzie pubbliche, fanno dell&#8217;11 settembre 2001 la tragedia più documentata di tutti i tempi.</p>
<p>A tutto ciò va poi aggiunto il lavoro – spesso sconosciuto al grande pubblico – dei reporter investigativi che ci hanno consegnato approfondimenti, testimonianze e ricerche pubblicati in numerosi e corposi volumi fitti di preziose informazioni.</p>
<p><strong>COSA SONO LE ZONE GRIGIE? &#8211; </strong>Si può ancora parlare, quindi, dell&#8217;esistenza di &quot;zone grigie&quot;?</p>
<p>Se per &quot;zone grigie&quot; intendiamo i temi tanto cari ai complottisti, sicuramente no. Non c&#8217;è alcun aspetto, alcun elemento, alcun indizio che possa anche solo lontanamente insinuare dubbi su quanto è successo e sulla responsabilità degli attentati.</p>
<p>La cosiddetta &quot;versione ufficiale&quot; (un termine del tutto improprio, giacché i fatti dell&#8217;11 settembre sono di pubblico dominio e non sono certo una versione contenuta in qualche velina governativa) è quella corretta ed è confermata da una miriade di fonti indipendenti.</p>
<p>Se per &quot;zone grigie&quot; intendiamo invece aspetti e circostanze particolari a margine degli eventi principali, che non li mettono in discussione ma che possono servire a completare del tutto alcuni dettagli, un po&#8217; come piccolissimi tasselli mancanti ai bordi di un gigantesco puzzle ormai completamente ricostruito, allora la risposta è: sì, c&#8217;è ancora qualche zona grigia.</p>
<p>Per esempio, non abbiamo certezza sul ruolo che avrebbe dovuto avere Zacarias Moussaoui – l&#8217;aspirante dirottatore arrestato pochi giorni prima degli attentati mentre si addestrava in una scuola di volo americana – nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione terroristica. Doveva sostituire il 20° dirottatore che non era riuscito a entrare negli Stati Uniti? Era un pilota di riserva? Doveva partecipare a una seconda ondata di attentati o pilotare un quinto aereo?</p>
<p>Certo, sul punto abbiamo le dichiarazioni (peraltro contrastanti tra loro) dello stesso Moussaoui e quelle del suo &quot;mandante&quot; Khalid Sheikh Mohammed, ma nessun riscontro documentale.</p>
<p>Non sappiamo con sicurezza se quella mattina ci fossero altri aerei su cui erano imbarcati altri dirottatori pronti a entrare in azione, che però rimasero bloccati a terra per l&#8217;interruzione di tutti i voli sullo spazio aereo americano. Alcune testimonianze potrebbero far pensare alla presenza di un quinto aereo, ma non ci sono riscontri oggettivi che consentano di confermarle o di smentirle, e le dichiarazioni dei terroristi catturati non bastano ad escludere questa possibilità.</p>
<p><strong>ALTRE ZONE D&#8217;OMBRA -</strong> Non conosciamo le ragioni per cui Atta e Al-Omari si spostarono da Boston a Portland il 10 settembre 2001, per poi tornare in volo da Portland a Boston la mattina seguente rischiando di perdere l&#8217;imbarco sul volo American 11, né gli esperti hanno reso note ipotesi verosimili che spieghino questo comportamento.</p>
<p>Non disponiamo di elementi oggettivi che ci consentano di comprendere le ragioni del comportamento di Jarrah, il pilota suicida del volo United 93. Il suo team di dirottatori entrò in azione con notevole ritardo rispetto al momento in cui l&#8217;aereo aveva raggiunto la quota di crociera, e il transponder non fu spento tempestivamente. Jarrah fece poi schiantare l&#8217;aereo in un posto desolato anziché contro un qualsiasi obiettivo civile situato nei paraggi e riaccese il transponder una manciata di secondi prima dell&#8217;impatto. Perché?</p>
<p>Alcuni elementi acquisiti nel corso delle indagini legittimano il sospetto che Hani Hanjour possa aver beneficiato di consigli e lezioni di pilotaggio da parte di almeno un pilota esperto di voli di linea, ma non sono mai emersi riscontri oggettivi che consentano di confermare o escludere definitivamente questa eventualità.</p>
<p>La sorte dei rottami appartenenti ai quattro voli e recuperati nel corso delle operazioni di rimozione delle macerie è nota ma non completamente documentata. Fonti giornalistiche hanno riferito che i rottami del volo United 93 sono stati preservati in ricordo dell&#8217;eroismo dei passeggeri, quelli degli altri velivoli sono stati restituiti alle compagnie aeree.</p>
<p><strong>MATERIALE VIDEO E FOTOGRAFICO &#8211; </strong>La documentazione relativa a questi passaggi non risulta però mai divulgata.</p>
<p>Numerosi elementi lasciano ritenere che esista una grandissima quantità di materiale video e fotografico (principalmente in relazione alle operazioni di soccorso e recupero) che non è mai stata pubblicata. Parte di questa documentazione è custodita da enti pubblici, parte da soggetti privati intervenuti a vario titolo sui luoghi degli schianti. Non è chiaro se e quando questo materiale sarà diffuso pubblicamente, ma esso potrebbe fornire utili indicazioni (soprattutto con riferimento ad American 77) per ricostruire il comportamento strutturale dei velivoli al momento dell&#8217;impatto e per studiare la proiezione dei rottami e i suoi effetti.</p>
<p>Quali furono le valutazioni che portarono alla decisione di autorizzare l&#8217;abbattimento degli aerei di linea dirottati, e perché questa decisione non fu presa tempestivamente ma soltanto dopo il collasso della South Tower?</p>
<p>Se il volo United 93 non si fosse schiantato a causa della ribellione dei passeggeri, il velivolo avrebbe effettivamente colpito Washington D.C. (come sostiene la Commissione d&#8217;Inchiesta) o sarebbe stato abbattuto dai caccia inviati a proteggere la capitale (come sostiene l&#8217;USAF)?</p>
<p>Queste tematiche sono un esempio delle &quot;zone grigie&quot; che presentano interessanti e significativi margini di approfondimento, utili a chiarire alcuni dettagli di natura storica o tecnica.</p>
<p>Su questi punti intendiamo proseguire le nostre analisi e ricerche, anche con la collaborazione dei lettori seriamente interessati, attraverso una serie di articoli dedicati.</p>
<p><strong>SVELARE LA VERITÀ, QUELLA VERA &#8211; </strong>Il debunking in senso stretto, infatti, ha ormai ampiamente sepolto sotto tonnellate di fatti documentati tutte le variegate teorie complottiste e le loro innumerevoli variazioni. Non smetteremo di occuparcene, ma vorremmo mettere a frutto l&#8217;esperienza acquisita per dare un ulteriore contributo alla completa conoscenza storica e tecnica di un evento che ha cambiato le vite di tutti noi.</p>
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		<title>Per non dimenticare&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 10:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><embed src="http://www.youtube.com/v/rZ-23kDdO48&amp;hl=en&amp;fs=1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" /></embed /></p>
<div><img style="WIDTH: 349px; HEIGHT: 213px" height="213" alt="Il ricordo delle Torri a qualche giorno di distanza dai fatti..." hspace="10" src="http://www.whereistheoutrage.net/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/9-11-photo-2-smaller.jpg" width="349" align="left" vspace="10" border="2" />&#8230;e soprattutto non infangare con storie strampalate la morte di tutte quelle persone quel giorno terribile (2974 in totale, più 24 dispersi). Sono passati sette anni, ma oggi, ancora qualcuno, anzi in moltissimi, sostengono teorie alternative su quanto avvenne quel giorno. C&#8217;è chi parla di ologrammi aerei che si schiantarano sulle Torri Gemelle. C&#8217;è chi parla di termite per far crollare le torri, di demolizioni controllate, di missili al Pentagono&#8230;etc etc. Il tutto senza addurre uno straccio di prova. Ad oggi non esiste una singola prova che possa supportare tali teorie che, fortunatamente e gradualmente, stanno finendo nel dimenticatoio.</div>
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<div><img alt="Il giorno degli attacchi...un'immagine inquietante" hspace="10" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fd/National_Park_Service_9-11_Statue_of_Liberty_and_WTC_fire.jpg" align="right" vspace="10" border="2" />Oggi è un giorno importante per scacciare quelle panzane e ricordare chi ci rimise la pelle in tragiche circostanze. E forse tragiche è dire poco.</div>
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		<title>Ma si può morire così?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Sky Tg24 ha pubblicato queste foto. Risalgono alla notte dell&#8217;omicidio di Federica Squarise, la ragazza padovana trovata morta a Lloret de Mar, nota località turistica a pochi chilometri da Barcellona, sulla Costa Brava. Una sorta di Rimini a buon mercato come è stata tristemente ribattezzata negli ultimi giorni. Le foto sono state scattate dall&#8217;amica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img style="WIDTH: 376px; HEIGHT: 264px" height="264" alt="Federica Squarize, insieme al mostro uruguayano Victor" hspace="10" src="http://www.francescotanilli.com/img/Federica.jpg" width="376" align="left" vspace="10" border="2" />Oggi Sky Tg24 ha pubblicato queste foto. Risalgono alla notte dell&#8217;omicidio di Federica Squarise, la ragazza padovana trovata morta a Lloret de Mar, nota località turistica a pochi chilometri da Barcellona, sulla Costa Brava. Una sorta di Rimini a buon mercato come è stata tristemente ribattezzata negli ultimi giorni.</div>
<div></div>
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<div align="justify"></div>
<div align="justify">Le foto sono state scattate dall&#8217;amica di Federica, Stefania Perin,&nbsp;che dopo aver perso le tracce della stessa, è tornata da sola in Italia. A parte ogni tipo di giudizio su questo comportamento che voglio tenere per me, questa vicenda ha veramente dell&#8217;assurdo. Questa&nbsp;ragazza, felice, con un lavoro di qualità qui in Italia, bella, giovane e chi più ne ha più ne metta, parte per la Spagna con un&#8217;amica. La vacanza che chiunque vorrebbe fare. Che cosa succede? Una sera si sballa troppo, beve e si fa convincere da questo soggetto nella foto, a dividersi dall&#8217;amica e ad andare con lui non si sa dove. Probabilmente tenta di&nbsp;avere qualcosa di più rispetto a quello che Federica vorrebbe offrirgli e finisce tutto in malora, con una tentata violenza ed un omicidio riuscito. Banalità. Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questa&nbsp;tragedia.</div>
<div></div>
<div></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Un evento drammatico che poteva essere evitato se solo quella maledetta notte, quella fra il&nbsp;30 giugno e&nbsp;il 1 luglio,&nbsp;quella che vediamo in questa foto, Federica fosse stata un attimo più&nbsp;accorta invece di pensare solo a sballarsi. Un po&#8217; più dubbiosa, un po&#8217; più diffidente. </div>
<div></div>
<div>&nbsp;&nbsp;</div>
<div align="justify">Ora, Victor Diaz Silva, così si chiama il &quot;Mostro&quot;, detto <em>&quot;el gordo&quot;</em> (il grasso) è definitivamente sconfitto. L&#8217;hanno preso i tanto criticati poliziotti spagnoli mentre camminava per una via di Tarragona, 200 chilometri dal paese della Costa Brava, come se non fosse successo niente. Come se fosse tutto normale, come se quello che avesse commesso fosse normale amministrazione. Una volta arrestato ha confessato di averla uccisa, probabilmente soffocata dopo un tentativo di violenza sessuale. Probabilmente ha tenuto il corpo della povera ragazza nel portabagagli di un&#8217;auto prima di scaricarlo nel parco pubblico dove è stato trovato in avanzato stato di decomposizione e dunque irriconoscibile dai tratti somatici del viso.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div></div>
<div align="justify">Ma oggi, l&#8217;assassino, 28 anni (non sposato e senza figli, a differenza di quanto era emerso nei giorni scorsi) sarà interrogato a fondo e dovrà spiegare molti particolari su quanto è successo quella notte e, poi, nei giorni successivi. Dovrà anche raccontare se qualcuno lo ha aiutato (e secondo me non ci sono dubbi su questo aspetto, qualcuno l&#8217;ha per forza aiutato, soprattutto per le fasi post-omicidio). I poliziotti hanno detto che quando è stato preso era in stato confusionale e hanno ribadito che risulta incensurato, non è clandestino e sta in Spagna da almeno quattro anni.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">L&#8217;aspetto più incredibile di tutta questa vicenda, a parte ovviamente la tragedia che ha travolto la famiglia della povera ragazza, alla quale va sicuramente il mio più caloroso abbraccio (per quanto possa valere), è l&#8217;avvocato Aldo Pardo, che cura gli interessi degli Squarise. Ora, io capisco la rabbia. Capisco che la tragedia possa aver reso insopportabile lavorare a 40 gradi fra carte bollate e burocrazia varia (soprattutto quella di un paese straniero che ha reso tutto più complicato), ma non sarebbe il caso, da parte dell&#8217;avvocato intendo, chiedere scusa alla polizia spagnola, accusata negli scorsi giorni di aver fatto male il proprio lavoro? Dopo solo una settimana di indagine hanno arrestato il colpevole. In Italia staremmo ancora cercando l&#8217;arma del delitto e i moventi, come alcuni recenti casi di cronaca hanno purtroppo confermato. Squallore totale.&nbsp;</div>
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		<title>È arrivato l&#8217;Iphone, cosa fare?</title>
		<link>http://www.francescotanilli.com/blog/2008/07/10/e-arrivato-cosa-fare/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 08:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da domani sarà in tutti i negozi specializzati il nuovo Iphone. Non mi dilungo a descrivervi cosa sia perché, a meno che non abbiate abitato su Marte negli ultimi mesi, sapete benissimo di cosa sto parlando. La questione in realtà è un&#8217;altra. Non so assolutamente se comprarlo o meno. Attenzione: si tratta forse di uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img alt="L'oggetto del desiderio di milioni di persone" hspace="10" src="http://www.francescotanilli.com/img/Iphone.jpg" align="left" vspace="10" border="2" />Da domani sarà in tutti i negozi specializzati il nuovo Iphone. Non mi dilungo a descrivervi cosa sia perché, a meno che non abbiate abitato su Marte negli ultimi mesi, sapete benissimo di cosa sto parlando. La questione in realtà è un&#8217;altra. Non so assolutamente se comprarlo o meno. Attenzione: si tratta forse di uno degli oggetti più straordinari che siano mai stati inventati, e molto probabilmente la voglia di averne uno tasca sarà più forte di qualsiasi altra considerazione, ma come al solito in Italia le cose vengono distribuite malissimo, anche se si tratta di un prodotto che probabilmente dominerà e rivoluzionerà il mercato della telefonia nei prossimi anni. La Tim e&nbsp;la Vodafone, infatti, si sono accaparrate il diritto di vendere&nbsp;gli Iphones, imponendo i loro piani&nbsp;tariffari per ammortizzare la spesa di un oggetto, che se slegato dalle offerte delle due case telefoniche, arriverebbe anche a costare 600 euro. </div>
<div></div>
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<div></div>
<div>Il problema reale di tutte le&nbsp;offerte è che la proposta Internet è assolutamente ridicola ed insufficiente.&nbsp;Voglio dire, se dovessi scegliere il piano Tim (quello Vodafone è talmente insufficiente che neanche l&#8217;ho preso in cosiderazione) da 50 euro al mese avrei a disposizione un traffico on-line di&nbsp;600MB al giorno. Cioè semplicemente ridicolo. Le altre offerte prevederebbero un costo fisso&nbsp;mesile superiore ai 50 euro e parlando sinceramente non me la sento di affrontare una spesa del genere. </div>
<div></div>
<div></div>
<div>Senza firmare nessun piano tariffario, chi desidera comprare l&#8217;ambito status symbol mantenendo inalterato il proprio piano&nbsp;telefonico dovrà in ogni caso sborsare 499 euro per il modello da 8 GB e ben 569 euro per quello da 16 GB. Ai quali vanno aggiunti i costi per il traffico via Internet, che nel caso di Vodafone vanno dai 10 euro al mese per chi ha un abbonamento, ai 12 euro mensili per le sim ricaricabili, con cui si hanno a disposizione sempre i soliti&nbsp;600 MB.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Insomma, il classico papocchio all&#8217;italiana. Poi non ho capito perché solamente due case debbano imporre il loro monopolio. Bah, alla fine c&#8217;è sempre qualcuno che ci fa i soldi. Resta il fatto che probabilmente sceglierò di comprarlo, la curiosità e la voglia di averne uno proprio sarà superiore a qualsiasi altro ragionamento. Probabilmente affronterò l&#8217;ingente spesa dopo le vacanze e, magari, dopo aver messo da parte qualche spicciolo. Di questi tempi, peraltro,&nbsp;è una vera impresa: soprattutto quando il futuro, speriamo,&nbsp;prevederà &quot;super spese extra&quot;. A buon intenditor, poche parole.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Alla prossima, <em>stay tuned!</em></div>
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		<title>La città più sicura&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 13:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo bellissimo del collega Massimo Gaggi del Corriere della Sera sulla diminuzione di omicidi nella città di New York, scesa nel 2007 sotto quota 500. Nell&#8217;anno solare solamente 494 omicidi che per una città che può vantare 8,2 milioni di abitanti è un numero davvvero irrisorio. Vi consiglio di leggerlo interamente. Sarà difficile spiegarlo ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo bellissimo del collega Massimo Gaggi del Corriere della Sera sulla diminuzione di omicidi nella città di New York, scesa nel 2007 sotto quota 500. Nell&#8217;anno solare solamente 494 omicidi che per una città che può vantare 8,2 milioni di abitanti è un numero davvvero irrisorio. Vi consiglio di leggerlo interamente.</p>
<p><img alt="Il sindaco di New York Bloomerg che ha proseguito la politica della sicurezza di Rudolph Giuliani" hspace="10" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/01/02/blo--140x180.jpg" align="left" vspace="10" border="0" /></p>
<p><em>Sarà difficile spiegarlo ai parenti di Lesley Prosper, un padre di famiglia 37enne ucciso domenica scorsa con un colpo di pistola sparato in faccia mentre con la moglie e i due figlioletti rientrava a casa nella Central Avenue di Bushwick, una delle zone più tormentate di Brooklyn. Eppure New York è ormai diventata una città molto sicura. Non il paradiso descritto da Rudy Giuliani che sta usando la sua strategia della «tolleranza zero» contro il crimine negli anni in cui fu sindaco della città come arma elettorale per arrivare alla Casa Bianca. Ma di certo è quella, tra le metropoli americane, che protegge meglio l&#8217;incolumità dei suoi cittadini: meno di 500 omicidi nel 2007, il dato più basso da quando, 44 anni fa, la polizia ha cominciato a tenere una contabilità attendibile dei crimini.</em></p>
<p><em>Dopo l&#8217;assassinio di Lesley Prosper, alla vigilia di San Silvestro, l&#8217;elenco dei morti ammazzati del 2007 si è fermato a quota 494: molto meno dei 596 omicidi del 2006 e infinitamente meno dei 2.245 del 1990, l&#8217;anno record della criminalità in una città devastata dalle guerre tra bande di trafficanti di droga e dall&#8217;epidemia del «crack». Erano gli anni in cui un distretto di polizia del Bronx si guadagnava il soprannome di Fort Apache. Al cinema spopolavano le storie di eroici poliziotti che tentavano di resistere all&#8217;assedio del «far west» criminale. I bianchi evitavano anche solo di attraversare il quartiere, i giornalisti ci andavano scortati dagli agenti. Oggi il Bronx è meta di gite coi bambini: ci si va a mangiare i dolci delle vecchie pasticcerie italiane di Arthur Avenue.</em></p>
<p><em>Il cambiamento è impressionate: New York continua a migliorare a dispetto della sua popolazione sterminata (8,2 milioni di abitanti) ed estremamente eterogenea, mentre vanno male città più piccole come Filadelfia, Atlanta e Miami. Fa, invece, grossi progressi Chicago ed è in ripresa perfino Los Angeles, un&#8217;altra città difficile che, per cercare di sconfiggere il crimine, ha assunto come capo della polizia, William Bratton, il «commissioner» che guidò il risanamento di New York sotto Giuliani. Ma nessuno ha ridotto i crimini come New York dove l&#8217;incidenza degli omicidi rispetto alla popolazione è ormai sceso a livelli analoghi a quelli di cittadine tranquille come Boise, capitale dell&#8217;Idaho, uno Stato remoto e spopolato, famoso per le sue montagne e le sue patate. I crimini diminuiscono ovunque: nella parte ricca di Manhattan (appena 15 omicidi in un anno) come ad Harlem. Anche a Brooklyn, dove si uccide di più — oltre 200 vittime in un anno — il calo è fortissimo. Il Bronx (126 morti nel 2007) ha da tempo perso il suo triste primato. Vittime e aggressori sono soprattutto neri (rispettivamente il 66 e il 61 per cento), mentre solo il 7 per cento degli omicidi riguarda la comunità bianca. Gli ispanici sono vittime in un quarto dei casi e aggressori nel 31 per cento degli assassinii.</em></p>
<p><em>Oltretutto a New York solo in un caso su cinque assassino e vittima non si conoscevano. Gran parte degli omicidi avvengono in scontri tra bande rivali, tra vicini di casa o tra conoscenti e all&#8217;interno delle famiglie. «Sarà difficile scendere sotto il livello attuale » commenta Peter Manning, docente di giustizia criminale alla Northeastern University di Boston. «Cosa può fare la polizia quando i delitti avvengono tra le pareti domestiche? Mettere un poliziotto in ogni casa?». Beh, in un certo senso è proprio quello che il New York Police Department sta già facendo. Il calo dei crimini (oltre agli omicidi, diminuiscono anche stupri, rapine e furti di auto) è frutto di varie azioni: dalla lotta senza quartiere a tutti i reati, compresi quelli minori (a Manhattan passa i guai anche chi fa pipì in un luogo pubblico), all&#8217;uso delle tecnologie di sorveglianza, al divieto di possedere armi senza autorizzazione.</em></p>
<p><em>Ma il cuore della strategia messa in atto da Bratton e, ora, da Ray Kelly, il «police commissioner » del sindaco Bloomberg, è l&#8217;approccio «proattivo»: non ci si rassegna al crimine, ma si cerca di giocare d&#8217;anticipo. Ad esempio, vengono periodicamente visitate le case nelle quali sono state commesse in passato violenze domestiche e i 36 mila poliziotti della città — un vero esercito — vengono usati in massa per saturare le zone della città che i sistemi di «computer mapping» segnalano come le più problematiche. Per le prossime serie di «Law and Order» gli sceneggiatori forse dovranno scegliere una città più «credibile» per ambientare le scene criminali.</em></p>
<p><em>(fonte&nbsp;Corriere.it, autore dell&#8217;articolo Massimo Gaggi)</em>&nbsp;</p>
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		<title>Italiani popolo di&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 20:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#8230;scommettitori. Quali le spiegazioni? Quei pochi soldi che la gente ha li impiega per tentare di vincere e cambiarsi la vita. Peccato che le statistiche non sono dalla loro parte e il Governo si arricchisce:&#160; Cercatori di fortuna, sognatori che danno i numeri, amanti dello sport, ma anche giocatori d&#8217;azzardo, esperti di sistemistica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="10" hspace="10" border="0" align="left" src="http://www.firenzeviola.it/img_art/20071002132826.gif" />&nbsp;</p>
<p align="left">&#8230;scommettitori. Quali le spiegazioni? Quei pochi soldi che la gente ha li impiega per tentare di vincere e cambiarsi la vita. Peccato che le statistiche non sono dalla loro parte e il Governo si arricchisce:&nbsp;</p>
<p>Cercatori di fortuna, sognatori che danno i numeri, amanti dello sport, ma anche giocatori d&#8217;azzardo, esperti di sistemistica e studiosi delle quote, in Italia il &quot;Pianeta Scommesse&quot; ha fatto boom. Il 2007 del settore dei giochi si chiuderà infatti con una raccolta superiore ai 41,7 miliardi di euro, un risultato che mai era stato raggiunto e che migliora del 18,3% i risultati del 2006, chiuso con 35 miliardi di raccolta. L&#8217;incremento degli ultimi cinque anni tocca il +168%,<br />
all&#8217;erario circa 8,3 miliardi di euro superiore del 24% rispetto a dodici mesi fa.</p>
<p align="left">Gran parte del merito di questo risultato va attribuito alla raccolta degli apparecchi da intrattenimento, che guidano con 18,1 mld (il 43,4% del totale), seguiti dai Gratta &amp; Vinci, che in questo 2007 hanno registrato l&#8217;incremento percentuale più significativo, pari al 101,5%, attestandosi a 8 miliardi (con una quota di mercato del 19,2%).</p>
<p>In lieve calo, ma sostanzialmente stabili, Lotto (6,35 mld), SuperEnalotto (1,95 mld) e Bingo (1,75 mld), mentre migliora la raccolta derivante dai giochi a base sportiva (+8,2% con<br />
2,8 mld), trascinati dal successo delle scommesse sportive. Segno meno, invece, per i giochi su base ippica, che chiudono con un -5% (a 2,76 mld).</p>
<p>L&#8217;anno si chiuderà con una raccolta super nel mese di dicembre. Secondo le prime stime, tra i 270 ed i 280 milioni di euro, portando così il totale dell&#8217;anno ampiamente sopra i 2,5 miliardi di euro. In una settimana &quot;normale&quot; la raccolta viaggia intorno ai 70 milioni di euro con le punte nel weekend dove, tra il sabato e la domenica, gli scommettitori giocano circa 40 milioni di euro. Si tratta insomma di un mercato che &quot;a regime&quot; vale circa 300<br />
milioni di euro di raccolta al mese. Da segnalare infine che a dicembre le scommesse telematiche dovrebbero chiudere con una quota di mercato tra il 26% ed il 28%.</p>
<p><em>(FONTE REPUBBLICA.it)</em></p>
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		<title>Ferragosto a Roma</title>
		<link>http://www.francescotanilli.com/blog/2007/08/14/ferragosto-a-roma/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Aug 2007 06:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani è ferragosto e per il quarto anno consecutivo lo passerò a Roma. Essere giornalista e non essere ancora in un posto fisso, o perlomeno con un minimo di stabilità, comporta anche questo: lavorare quando gli altri sono tutti in vacanza. Alla fine non mi pesa più di tanto, c&#8217;è molto da fare qui nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani è ferragosto e per il quarto anno consecutivo lo passerò a Roma. Essere giornalista e non essere ancora in un posto fisso, o perlomeno con un minimo di stabilità, comporta anche questo: lavorare quando gli altri sono tutti in vacanza. Alla fine non mi pesa più di tanto, c&#8217;è molto da fare qui nella redazione di Sky e le notizie corrono veloci sul web. </p>
<p>Per quanto riguarda la mia esperienza a Sky sta andando davvero alla grande. Ho fatto il mio primo stand-up e ho addirittura intervistato Spalletti. Presto metterò tutto on-line, dunque per coloro che sono stati in vacanza e si sono persi tutte queste novità potranno ben presto osservarle da vicino su Youtube.</p>
<p>Questa sera scende in campo anche la mia amata&nbsp;Lazio. Se la vedrà contro la Dinamo Bucarest per la partita d&#8217;andata dei preliminari di Champions. Credo che la vedrò con Andrea, al Tamo. So che guferà tantissimo ma ho fiducia in una squadra che non può mancare i gironi&nbsp;e la prima fase della Coppa Campioni 2007-2008.&nbsp;Sia per una questione di soldi, ma anche per una questione d&#8217;immagine e non ridimensionare un progetto&nbsp;partito fra mille speranze.&nbsp;</p>
<p>Tornando a cose più serie ci sono varie cose di cui volevo parlare:</p>
<p>1) Qualche giorno fa, esattamente il 7 agosto,&nbsp;è&nbsp;occorso il diciassettesimo anniversario dell&#8217;omicidio di Via Poma.&nbsp;Sono passati tanti anni. Ancora&nbsp;ricordo quel giorno e&nbsp;il pensiero che ad oggi, dopo ben 17 anni, non&nbsp;sia stato assicurato alla giusitizia un criminale così violento e&nbsp;malato è francamente inaccettabile. Eppure le persone tendono a dimenticare e a rimuovere dalla mente fatti così cruenti. Beh io non dimentico e il mio pensiero, oltre che una preghiera,&nbsp;va a Simonetta.</p>
<p>2) Proprio ieri c&#8217;è stato un omicidio nei pressi di Pavia. Una donna di 26 è stata uccisa quando si trovava da sola in casa. Spero&nbsp;che presto venga assicurato alla giustizia il suo assassino e che si faccia da subito chiarezza sull&#8217;ennesimo delitto.</p>
<p>3) Il governo Prodi e soprattutto Prodi,&nbsp;trattano con Hamas, organizzazione criminale che ha come obiettivo principale quello di tenere alta la tensione nel medio-oriente e non permettere mai alla comunità internazione di trovare un accordo di pace. Ora io mi chiedo: ma è mai possibile una cosa del genere? Sono sgomento. Questo governo mi sorprende sempre più&#8230;non c&#8217;è davvero limite al peggio.</p>
<p>È tutto. Alla prossima, vi&nbsp;tengo informati sul mio lavoro a Sky.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Odio la burocrazia e le poste!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 09:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi sono dovuto andare a ritirare una raccomandata alla Posta di Viale Mazzini. Tale notifica, infatti, mi era stata recapitata a casa quando non c&#8217;era nessuno e dunque non era stata consegnata. Dunque stamattina, di buon ora, mi sono recato allo sportello sito in Viale Mazzini 101. Ero insieme a mia madre perché la raccomandata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono dovuto andare a ritirare una raccomandata alla Posta di Viale Mazzini. Tale notifica, infatti, mi era stata recapitata a casa quando non c&#8217;era nessuno e dunque non era stata consegnata. Dunque stamattina, di buon ora, mi sono recato allo sportello sito in Viale Mazzini 101. Ero insieme a mia madre perché la raccomandata era a nome di mio padre e dunque immaginavo che ci fosse bisogno della presenza di entrambi e di un certificato di morte per&nbsp;ritirare l&#8217;atto. Arrivati e fatta una discreta fila, l&#8217;inserviente ci dice: &quot;Guardi, le dico subito che solo il certificato di morte&nbsp;non basta&quot;. Già a quel punto&nbsp;mi sono incazzato. Ma io dico, un minimo di tatto? Un minimo di gentilezza?&nbsp;Allora io faccio: &quot;Come non basta? Cosa serve?&quot;. E lei: &quot;Beh dunque,&nbsp;un certificato di&nbsp;successione e la delega di tutti gli eredi&quot;. Ed io: &quot;Cosa? Ma dico è pazza? Ieri me lo consegnavate&nbsp;a casa come nulla fosse e oggi il documento è diventato protetto come neanche i lingotti di Fort Nox?&quot;. E lei: &quot;Si, siamo obbligati, che ne so se la vostra famiglia è divisa o avete grane per l&#8217;eredità?&quot;. A quel punto ho perso la&nbsp;ragione e stavo per scavalcare il vetro e menare la signora. Ero praticamente in preda ad un attacco d&#8217;ira che solo mia madre (e il vetro della posta) è riuscito a fermare. Ora capisco a cosa serve il vetro. </p>
<p>Detto questo vorrei solo ersprimere tutto il mio disgusto per questo insano paese e per la burocrazia italiana in generale dove&nbsp;le leggi sono fatte solo per rendere più complessa la vita al cittadino. Peccato che se fossi stato un politico o qualcuno d&#8217;importante mi avrebbero dato non solo la raccomandata, ma&nbsp;anche qualcos&#8217;altro in aggiunta. </p>
<p>Sto pensando sempre più intensamente di trasferirmi in un altro paese perché questo sta cominciando a diventare insopportabile: luoghi e persone incluse.</p>
<p>Alla prossima.</p>
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		<title>Preti pedofili, Santoro c&#8217;è!</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2007 15:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tanilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrà in onda questa sera su RaiDue, nella trasmissione di&#160;Michele&#160;Santoro &#34;Annozero&#34;, il documentario dell BBC sui preti pedofili, intitolato: &#34;Sex crimes and the Vatican&#34;. Negli scorsi giorni, già sul blog di Roberto, avevo ricordato a quanti attaccavano la Rai di faziosità e oscurantismo di aspettare fiduciosi. Il ritorno di Santoro,&#160;infatti, avrebbe presto portato ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrà in onda questa sera su RaiDue, nella trasmissione di&nbsp;Michele&nbsp;Santoro &quot;Annozero&quot;, il documentario dell BBC sui preti pedofili, intitolato: &quot;Sex crimes and the Vatican&quot;. Negli scorsi giorni, già sul blog di Roberto, avevo ricordato a quanti attaccavano la Rai di faziosità e oscurantismo di aspettare fiduciosi. Il ritorno di Santoro,&nbsp;infatti, avrebbe presto portato ad una maggiore pluralità dell&#8217;informazione, al di là delle volontà del Consiglio d&#8217;Amministrazione della Rai. Trovo oltresì indegno che, nella giornata di ieri, in seno al Consiglio convocato d&#8217;urgenza si sia arrivati ad una mozione disgiunta dei cinque membri. Addirittura l&#8217;ala dei Consiglieri che rappresenta l&#8217;onorevole Pierferdinando Casini voleva oscurare totalmente la trasmissione. Davvero pazzesco.</p>
<p>Ora mi guarderò questo documentario con molto interesse. Lo valuterò, cercherò di verificare, per quanto mi&nbsp;sarà possibile le fonti citate. Molti&nbsp;parlano di documentario indegno, falso, che getta fango (per non dire qualcos&#8217;altro) sulla Chiesa e il&nbsp;Vaticano. Ora, lungi da me l&#8217;idea di difendere la Chiesa e la &quot;politica&quot; che questo Papa sta portando avanti, ma sono dell&#8217;idea che prima di giudicare, le cose vadano guardate ed osservate.</p>
<p>Chi il documentario lo ha visto è Massimo Introvigne, sociologo della religione, che negli scorsi giorni ha smontato pezzo a pezzo tutte le accuse contro il Vaticano e il Papa. «Il documentario &#8211; ha scritto su <span class="span" id="U1202928825475wAC" style="FONT-STYLE: italic">Avvenire</span> &#8211; è merce avariata: quando uscì fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato. La Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l&#8217;altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c&#8217;entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione».</p>
<p>Detto questo, vorrei solo aggiungere che, anche solo l&#8217;idea di censurare questo o altri tipi di trasmissioni&nbsp;era ed è totalmente&nbsp;vergognosa. Soprattutto quando in televisione mandano in onda qualsiasi cosa in quasliasi orario. A partire da &quot;Uomini e donne&quot;, per finire con &quot;I grandi fratelli vari&quot;. Attenzione, non sono contro questi programmi, che pur ritengo feccia. Ma sono a favore della pluralità dell&#8217;infromazione. Sono contro la censura, contro la disinformazione e qualsiasi tentativo di mascherare la verità. Ritengo soprattutto che lo spettatore sia abbastanza intelligente per decidere di verificare quello che ascolta in tv, che ricordiamolo non è oro colato. Verificate sempre quello che vi dicono e farete semplicemente un favore a voi stessi.</p>
<p>A presto.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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