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10 mar 2010I Los Angeles Lakers sono tornati alla vittoria contro i Toronto Raptors di Andrea Bargnani e Chris Bosh. Non è stata affatto una bella partita. Questo è bene metterlo subito in chiaro. Tornare tra le mura amiche dello Staples Center, dopo tre trasferte sulla costa est, non ha affatto giovato agli uomin di Phil Jackson che anche contro i canadesi hanno messo in mostra evidenti problemi in difesa e qualche impaccio di troppo in attacco nonostante il punteggio finale sia risultato abbastanza elevato. Il 109-107 finale non deve affatto ingannare sui meccanismi offensivi gialloviola che in alcuni frangenti della gara, nonostante si trovassero una delle difese più scandalose della Lega, hanno mostrato di essere ancora inceppati. Dare la palla sotto i tabelloni è stato un po’ il trand di tutta la partita. Gasol e Bynum hanno fatto il bello e cattivo tempo nel pitturato con un complessivo 12/23 dal campo dovuto più alla bravura di Andrew che a quella del catalano. Sinceramente lo spagnolo, almeno in questo periodo, mi sta un po’ deludendo. Difende veramente poco, attacca piuttosto male e soprattutto non si prende le responsabilità che ti aspetteresti dalla seconda stella della squadra. Nel post-partita l’ex giocatore del Barcellona ha detto che i Lakers devono imparare ad essere più continui e a non andare a strappi. Sono d’accordo, ma lui dovrebbe essere il primo a non addormentarsi in difesa e a prendersi più responsabilità quando la palla finisce nelle sue mani. Molti critici, la maggior parte qui in Italia, sottolineano come la colpa di questa inefficienza sia dovuta all’egoismo di Kobe Bryant: “Il solito mangiapalloni”, “Tira tutto quello che prende”, “Non coinvolge i compagni”, “Quando Kobe supera i 25 tiri i Lakers perdono”. In realtà, secondo me, non è proprio così.
I Lakers perdono per svariati motivi, ma sinceramente, dopo una stagione come questa, non mi sento di buttare la croce addosso al 24 in gialloviola. La difesa fa un po’ acqua da tutte le parti, compresa quella di comptenza del figlio di Jelly Bean: questo non si può negare. Però penso che per i Lakers sia più un problema di concentrazione e di scarsa attenzione sui pick’n'roll centrali e laterali che di incapacità a difendere. In questo Gasol ha perfettamente ragione. Quando vogliamo difendere lo facciamo egregiamente (basti pensare all’ultima sfida contro i Nuggets di coach Karl), ma spesso fatichiamo a trovare gli stimoli per farlo con continuità. Alla fine stiamo ancora parlando di stagione regolare, quindi c’è ancora tutto il tempo del mondo per trovare il giusto ritmo in vista dei playoff. Derek Fisher, notevolmente più adeguato di Jordan Farmar (involuzione preoccupante per il prodotto di UCLA), non può sempre dare il 100% e quando si trova davanti playmakers veloci e scattanti le cose si fanno davvero difficili per lui. Una volta superato quel baluardo la squadra si trova in difficoltà nel coprire lo spazio lasciato vuoto e gli spazi per i tiratori sui lati diventano clamorosi (vi ricordate Barnes solo un paio di giorni fa ad Orlando?).
Altro elemento da non sottovalutare, almeno per quanto riguarda l’attacco, è la scarsa propensione offensiva di Artest. Nelle ultime partite il nuovo acquisto lacustre ha mostrato tutta la sua difficoltà nel capire il sistema a triangolo. È un giocatore istintivo, che vive di emozioni, dal non elevatissimo Q.I. offensivo, che difficilmente potrà imparare tutti gli schemi che questo sistema propone. Le sue esecuzioni sono lente, sul lato debole si trova spesso libero per piazzare la tripla in occasione dei ribaltamenti ma molto spesso la palla non trova il fondo della retina. Da questo punto di vista Trevor Ariza era più efficiente, più intelligente, più veloce a livello mentale. Attenzione però: quando la temperatura dei playoff si alzerà la presenza di Artest in difesa farà tutta la differenza del mondo. I gialloviola devono solo adeguarsi a questa nuova tipologia. Devono imparare ad essere una squadra che vince con la difesa piuttosto che con l’attacco. Devono a tutti i costi tornare ad essere quelli che sono stati da dopo gara5 contro i Denver Nuggets nella finale di Conference della passata stagione.
Tornando alla gara contro i Raptors da segnalare la bellissima prestazione di Bryant: 11/20 dal campo, 10/11 ai liberi, 6 rimbalzi, 6 assist e soprattutto il tiro della vittoria. Mettere quel canestro, il 27° tiro vincente nella sua carriera (a tal proposito vi rimando ad un prossimo articolo che posterò), è il simbolo di quanto sia grande questo giocatore. Cadendo in dietro, a sei metri dal canestro, con due giocatori incollati, è riuscito a mettere dentro qualcosa di incredibile. Da applausi, tutto qui. Prima di criticare un così ce ne passa davvero. Anche per quanto riguarda i tiri presi siamo sulla giusta strada. Stazionare su quella quota (20-25 tiri) è la via corretta per portare a casa vittorie importanti. Attenzione però, spesso l’andamento della gara porta Kobe a strafare nel tentativo di riprendere la partita. In questo i critici hanno ragione. Deve sforzarsi di giocare con la squadra, a costo di perdere qualche partita.
Buona gara anche per Lamar Odom: 10 punti, 8 rimbalzi e 5 assist per il prodotto di Rhode Island. Sinceramente ritengo sia il giocatore chiave per questa squadra. Se lui è al 100% difficilmente qualcuno può pensare battere i californiani. Cleveland inclusa. Pessima prestazione, invece, per Shannon Brown che mette a referto solo 5 punti (brutto 2/9 dal campo) e assoluta inconsistenza difensiva.
Ora solo un giorno di riposo pieno per Kobe e compagni. Venerdì notte si torna in campo, in trasferta, contro i Phoenix Suns. Non sarà una partita facile in un campo tradizionalmente ostile ai californiani.

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.
4 Responses to Lakers vincenti, ma i problemi non sono ancora risolti
ReDondo15
marzo 10th, 2010 at 20:50
Come non è così!??! Sono le stats a dimostrarlo. Quando Bryant tira tanto i Lakers perdono!!!
ps: sono il tuo incubooooooo!!!
Francesco
marzo 10th, 2010 at 20:54
Si, le statistiche dicono quello, ma come ho spiegato nel mio post, le statistiche a volte devono essere lette in funzione della partita.
Come già ti ho detto un sacco di volte in maggior parte delle situazioni Kobe prova a riprenderla, ma a volte non ce la fa. Concordo che dovrebbe coinvolgere di più la squadra ma forse anche la squadra si fida troppo di lui!
Lo so, ma ti ospito volentieri…:-)!
Grazie di essere passato!
ReDondo15
marzo 10th, 2010 at 20:55
Seeee seeee prova a riprenderla!!! Vuole fare l’eroeeeee!!!
ps: d’ora in poi sarò ospite fisso!
Francesco
marzo 10th, 2010 at 20:57
Sei sempre gradito da queste parti. Magari lo dico pure a Noody…facciamo i commenti lacustri qui…:-)