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5 mar 2010Tempo supplementare fatale questa volta per i Los Angeles Lakers. La squadra di Phil Jackson non è riuscita a battere all’overtime quella di Dwyane Wade, capace nel secondo tempo e poi nei cinque minuti aggiuntivi di trovare il modo per prendersi la sua rivincita dopo il ko dello scorso 4 dicembre che ancora gridava vendetta (tripla assurda di Kobe Bryant allo scadere, tiro che lo stesso 24 aveva giudicato come il più fortunato della sua carriera). Finisce 114-111 il match clou della notte NBA, risultato alla fine giusto per quello che i “rossoneri” della Florida hanno fatto vedere sul campo. I Lakers come al solito hanno mostrato troppa discontinuità per sperare di portare a casa il successo. Soprattutto in difesa non si è vista la squadra che aveva battuto i Denver Nuggets e alla fine le triple di Quentin Richardson si sono rivelate fatali. Non puoi sempre far affidamento su Kobe Bryant e i suoi tiri allo scadere per portare a casa successi fondamentali.
Sostanzialmente i Lakers hanno rischiato. Hanno giocato bene per un tempo, sono andati sotto alla fine del terzo quarto e poi hanno dovuto tirare fuori le unghie per rimettere in piedi una partita ormai persa. Il solito Kobe ha messo il canestro del supplementare ma questa volta il colpo gobbo non è riuscito ai gialloviola. Il viaggio in trasferta dunque inizia male. Una sconfitta davvero pesante in ottica “miglior record della Lega” che, come avevamo ampiamente previsto in sede di analisi, molto probabilmente finirà, proprio come nella passata stagione, ai Cleveland Cavaliers. Qualora le due squadre si affronteranno in finale la franchigia di Lebron James potrà giocarsi l’eventuale “settima” tra le mura amiche. Un vantaggio non da poco. Ma è ancora presto per parlare di questo.
Tornando alla gara di questa notte andiamo a vedere nello specifico il comportamento della squadra. Bryant ha tirato abbastanza ma lo ha fatto con ottime percentuali riscattando le prove opache degli ultimi giorni: 39 punti con 15/28 dal campo e soprattutto il tiro fuori equilibrio che ha dato la possibilità agli uomini di Jackson di provare il colpo gobbo nel supplementare. Per Kobe all’attivo anche 4 assist. Molto male tutti gli altri, al di là della doppia cifra raggiunta in termine di punti: 10 per Artest e Gasol, 12 per Bynum (anche 10 rimbalzi) e 14 per Fisher. Dalla panchina Lamar contribuisce con 13 punti e 11 rimbalzi mentre Brown e Farmar mettono a referto un totale di 13 punti. Troppo poco per sperare di uscire vincitori dall’American Airlines Arena. Da un punto di vista difensivo, dopo 24 minuti iniziali sufficienti, i Lakers si sono disuniti nel terzo periodo e gli straordinari dei successivi 17 minuti non sono bastati per portare a casa un successo fondamentale.
Dall’altra parte Wade è stato contenuto abbastanza bene con 27 punti e un 9/21 dal campo che la dice lunga sulla sua serata al tiro, ma i 14 assist sottolineano ancora una volta come il problema fondamentale per i gialloviola sia il maledetto pick’n'roll centrale e sul lato debole che ha letteralmente ucciso Fisher e soci. L’affidabilità al tiro di Richardson (25 punti con 7/11 dall’arco e un totale di 8/13 dal campo) ha fatto il resto.
I Lakers comunque non hanno troppo tempo per respirare: tornano in campo già questa notte contro i Charlotte Bobcats. Il calendario NBA, come già più volte ripetuto, non ti lascia respirare e una vittoria è l’unica soluzione per lasciare alla giusta distanza i Denver Nuggets e i Dallas Mavericks. Tenere il fattore campo ad ovest nella pazza corsa dei playoff è una priorità dalla quale non si può prescindere!

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.