Via libera al decreto Romani “Ma nessun obbligo per i blog”

In: Attualità|Blog|Giornalismo

2 mar 2010

ROMA – Cito da Repubblica.it: «È stato approvato in Consiglio dei ministri il cosiddetto “decreto Romani”, il controverso testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi. Secondo quanto comunicato dal ministero dello Sviluppo Economico in una nota, la normativa esce depurata da ogni riferimento a blog, giornali online e motori di ricerca. Una revisione che dovrebbe gettare acqua sul fuoco delle polemiche innescate dal provvedimento fin dalla sua prima presentazione. Ma restano aspetti poco chiari, in particolare per quanto riguarda l’eventuale equiparazione tra siti professionali come YouTube, che basano il loro business sulla diffusione di video, e le emittenti tv tradizionali.

SUI BLOG – Il provvedimento varato oggi, si legge nella nota del ministero “recepisce in parte le indicazioni delle Commissioni Parlamentari”. In particolare, continua il documento, “viene chiarito a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse”. Tra queste ultime, il ministero cita espressamente “i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, versioni elettroniche di quotidiani e riviste, i giochi online”. Per queste attività, dunque, sarebbero esclusi una serie di obblighi previsti per le televisioni, primo fra tutti l’autorizzazione preventiva da parte del ministero.

LE CIRITICHE – “Nonostante il maquillage, il decreto Romani conserva il suo carattere autoritario laddove costringe i servizi di live streaming e consimili a chiedere l’autorizzazione ministeriale”, attacca Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Per Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd, “escludere del tutto internet da una direttiva televisiva sarebbe stato comunque più chiaro e avrebbe evitato le incertezze interpretative che invece non mancheranno”.

LA CONFUSIONE – Il testo varato dal Cdm esclude dalla definizione di “servizio media audiovisivo” (e quindi dall’ambito della direttiva) “i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”. Più avanti però cita espressamente come “servizio di media audiovisivo non lineare [...] un servizio di media audiovisivo fornito da un fornitore di servizi di media per la visione di programmi al momento scelto dall’utente e su sua richiesta sulla base di un catalogo di programmi selezionati dal fornitore di servizi di media”.

IL QUESITO – Una formulazione abbastanza contorta che sembra annullare gli effetti del decreto Romani per quanto riguarda i siti personali e gli organi di informazione che fanno uso di video, ma lascia in una zona grigia i servizi commerciali basati sulla distribuzione di video, sia amatoriali che professionali, come YouTube. Quando questi siti siglano accordi per ridistribuire su internet i prodotti dei network televisivi, tornano a essere equiparati alle emittenti tradizionali?

IL DUBBIO – Secondo Gentiloni, “le norme puniscono i canali in onda sulla piattaforma Sky attraverso il taglio di un terzo degli affollamenti pubblicitari e premiano Mediaset facendo rientrare per legge i suoi programmi al si sotto del limite antitrust”. E Vita sottolinea come “la normativa sui minori, in sé farraginosa, possa costituire un ulteriore ostacolo sviluppo della rete”.

Detto questo, e se siete arrivati a leggere fino qui, ritengo che questa legge sia veramente uno scandalo. Un abominio in forma scritta. Ma le normative in generale, lasciando stare per un momento questo provvedimento, non dovrebbero semplificare e dare chiarezza? A cosa serve una legge che genera solo confusione. E nello specifico: come si può pretendere di mettere il bavaglio in forma sottile ed indiretta alla voce del web? Perché quest’attacco mal celato e osceno ai blog e alle piattaforme di condivisione? Non scherziamo gente, l’unica piccola libertà che ci è rimasta è quella di internet. Non ci levate anche questo spazio per i vostri luridi giochi di potere. Grazie.

Comment Form

Just Me

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.

Photostream

    DOMINATE EVERY GAMELakers Greatest Of All-time.48 points
  • CHIDI: CONSIGLIO AL SIGNOR TANILLI DI ANDARE SUL SITO UFFICIALE DELL' UEFA(CLICCANDO SULLA PAGINA DEDICATA [...]
  • Leader: Ciccio ma tu parli dei 40 milioni che Unicredit finanzierà a Di Benedetto? [...]
  • robie: Secondo me Bonini non porta alcun dato preciso, visto che Batistuta può chiedere 9.000.0000 ma in g [...]
  • Leader: Ok ma tu ti sei posto come il detentore della verità assoluta quando poi alla fine ti basavi su voc [...]
  • Francesco81: @Andrea: Ti ho già detto che era fatto risaputo tra gli addetti ai lavori che la Roma era una socie [...]

Contatti