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Nel secondo tempo si è vista tutta un’altra musica, non tanto in attacco quanto in difesa con una squadra assolutamente incline a voler mangiarsi l’avversario. Pronti via ed è subito break dei californiani che tornano fino al -1 grazie ad un Ron Artest maestoso, immaginifico, “terrific” come dicono dall’altra parte dell’oceano: 17 punti (6/13 dal campo, 4/7 da tre), 4 rimbalzi, 4 assist ma soprattutto 6 recuperi e un milione di palle sporcate che nessun “box score” potrà mai riportare. Ieri sera l’ex Indiana Pacers e Houston Rockets ha fatto vedere perché è il n° 1 in difesa in tutta la Lega e perché i Lakers, con lui in campo, sono diventati una squadra davvero tosta nel reparto arretrato.
Denver però non si è persa d’animo, ha lottato, si è ripresa e con un controparziale da stroncare le gambe a chiunque si è riportata rapidamente sul +11. Una mazzata terribile, dovuta anche all’estrema difficoltà dell’attacco gialloviola di mostrare quella fluidità che spesso manifesta in partite di questo tipo. Eppure gli uomini di Phil Jackson non si sono fatti spaventare da una partita a basso punteggio ma anzi hanno rialzato la testa immediatamente e all’inizio del quarto periodo hanno piazzato il break decisivo che ha garantito quel piccolo margine che ha resistito fino alla sirena del quarto periodo.
Detto di Ron Ron non è stata una serata facile al tiro per il 24: Kobe ha tirato malissimo ma ha avuto il merito di mettere in ritmo i compagni e di far girare il pallone con assist davvero al bacio: alla fine sono stati 14 i punti realizzati (terribile 3/17), ma ben 12 le assistenze messe a referto senza dimenticare i 5 rimbalzi. A macchiare la buona prova di Kobe le 5 palle perse, tutte nel primo tempo, che manifestano una certa insicurezza dovuta ai troppi infortuni che ancora assistono l’MVP delle scorse finali.
Molto bene gli altri: Pau Gasol ha messo in campo il furore spagnolo: 15 punti (6/14 dal campo e 3/6 ai liberi) e 14 rimbalzi. Lamar Odom ha fatto brillari gli occhi a molti esteti della palla a spicchi. Sontuoso il suo tabellino: 20 punti, 12 rimbalzi e 4 rubate, senza dimenticare la cattiveria dei giorni migliori. Molto coinvolta la panchina, tutta in campo e con Powell, Brown e Farmar a segno.
Una vittoria fondamentale per i lacustri che allungano nella classifica della Western Conference portandosi a cinque gare e mezza dai rivali in seconda posizione e tengono accesa la speranza di recuperare il gap dai Cleveland Cavaliers ad est pur essendo quest’ultimi avvantaggiati da un calendario migliore.
Ora la truppa di Jackson tornerà in campo martedì sera contro gli Indiana Pacers. Orario proibitivo per vederla in diretta (4.30 del mattino di mercoledì), ma di certo vi darò conto di questa partita il giorno successivo.
Stay tuned!

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.