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I Los Angeles Lakers hanno sconfitto 99-90 i Philadelphia 76ers. Un successo sofferto e certamente poco convincente per i gialloviola che alla fine, grazie al loro immenso talento, sono riusciti lo stesso a portare a casa la vittoria. Una “W” molto importante in ottica playoff viste le contemporanee vittorie di Cleveland (su Toronto) e Denver (ai danni dei Pistons). Buona la prova di Kobe Bryant che preferisce coinvolgere i compagni (ben 8 assist) piuttosto che far da solo come ad esempio contro Dallas. Anche le sue percentuali dal campo danno idea dello sforzo del 24 di limitare al massimo le iniziative personali (7/16 dal campo e 5/6 dalla lunetta per 19 punti totali) e, invece, di invitare Lamar Odom, Pau Gasol e Andrew Bynum ad essere più efficaci sotto canestro. Alla fine questa tattica è stata quella giusta considerati i 64 punti combinati dei lunghi gialloviola. In doppia cifra finisce anche Jordan Farmar che dalla panchina condisce la sua prova con 10 punti totali.
A fine partita l’MVP della passate finali ha manifestato tutta la sua soddisfazione: «Mi sento bene – ha dichiarato Kobe nel post-partita – Se loro possono vincere anche senza il mio apporto sono molto contento di passare il pallone. Avevamo molti vantaggi sotto i tabelloni con Pau, Andrew e Lamar e quindi ho preferito darla a loro nel quarto periodo». Tranquillità anche sulle proprie condizioni fisiche: «La mia caviglia è al 100%, mi sento forte e solido sulle gambe». Sulla partita di Kobe ha detto la sua anche Jackson: «Penso che lui stia ancora cercando il ritmo del suo tiro e “il flusso” della partita».
La difesa ha nuovamente sofferto troppo in certi frangenti della partita concedendo troppo a Samuel Dalambert (inaccettabile il suo dominio sotto il tabellone gialloviola considerando l’altezza della nostra front-line) e Lou Williams (soliti problemi sul pick’n'roll) e mostrando ancora una volta notevoli limiti in fatto di affiatamento e comunicazione. Buono invece l’atteggiamento offensivo con i gialloviola decisi a passarsi il pallone e a rendere corale la manovra. I 22 assist finali parlano chiaro su questa intenzione. Di questo avviso e forse anche più critico il coach lacustre: «Non possiamo essere orgogliosi di come abbiamo difeso e allo stesso modo non possiamo essere fieri del nostro attacco».
Ora per la truppa di Phil Jackson ci sarà un sabato di riposo, poi di nuovo tutti in campo per affrontare in un match che si preannuncia esplosivo contro i Denver Nuggets di Chauncey Billups. I precedenti stagionali non fanno dormire sonni tranquilli alla truppa californiana: due partite, due sconfitte. Qualora i Nuggets di aggiudicassero il match porterebbero il tie-breaker dalla loro parte. Cosa significa? Se a fine stagione regolare i “record” delle due franchigie dovessero essere pari, Denver si aggiudicherebbe il fattore campo. Un elemento non da poco considerando la finale di Conference della stagione passata.
Staremo a vedere come andrà a finire, stay tuned!

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.