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Domani tocca a Lazio e Fiorentina scendere in campo. Ma se per i viola la gara non rappresenta un crocevia fondamentale per il resto della stagione, per i biancocelesti si tratta dell’ennesima prova in cui l’obbligo è la vittoria. Perdere significherebbe rimanere per un altra settimana nel baratro, come avvenuto subito dopo la sconfitta casalinga contro il Catania. A complicare ulteriormente la situazione l’incredibile, quanto sofferta, decisione dei tifosi della capitale, decisi a disertare lo stadio in massa pur di andare contro il presidente Claudio Lotito.
IL RISVOLTO CHE NON TI ASPETTI – Rispetto a molte altre situazioni che spesso sfociano nella violenza l’anomala contestazione, oltre ad essere assolutamente legittima, potrebbe avere ripercussioni positive perfino sulla squadra. Privare lo stadio della solita massa di contestatori potrebbe rivelarsi un vantaggio per gli uomini di Reja il cui unico obiettivo dovranno essere i tre punti.
L’AMAREZZA – L’allenatore della Lazio non ha dubbi a riguardo: “Avremmo bisogno dei nostri tifosi in questo momento, perché il calore della gente diventa indispensabile anche ai fini del risultato. Purtroppo contro la Fiorentina non sarà così”. C’è un po’ di amarezza nelle parole del tecnico, che oggi in conferenza stampa ha commentato in questo modo la sofferta decisione della curva Nord di disertare il match di domani contro la formazione viola, che molto probabilmente si disputerà in uno stadio Olimpico semideserto. “Quando giochi in casa dovresti sempre avere l’affetto dei tifosi, e le altre squadre dovrebbero sentire il peso di essere in trasferta – ha ammesso l’ex allenatore del Napoli – A quanto mi risulta i nostri sostenitori non verranno allo stadio, e questo significa che dovremmo raddoppiare le energie. Sarà uno stimolo in più per fare ancora meglio, ma certo sarà un’assenza pesante perché il fattore campo peserà meno. Io comunque non faccio proclami, prendo atto della decisione e non chiedo niente. Devo guardare solo al campo”.
L’ELEMENTO DA NON TRASCURARE – Eppure, Lazio-Fiorentina non sarà una gara particolare esclusivamente per l’assenza dei sostenitori biancocelesti, ma anche per il clima di tensione e polemiche con il quale ci si sta avvicinando a questa sfida. Dopo l’incredibile rigore negato alla squadra di Prandelli contro il Milan da Rosetti la società ha espresso tutto il suo disappunto con una violenta conferenza stampa di indignazione nei confronti degli arbitri. Dall’altra parte, il presidente Claudio Lotito, subito dopo la fine della partita contro il Palermo aveva tuonato contro i vertici arbitrali chiedendo rispetto dopo quattro domeniche ed altrettanti errori da parte dei direttori di gara. Insomma domenica si affronteranno le “scontente” del palazzo e di certo Romeo, che dirigerà la partita non dormirà sonni tranquilli. La sua non potrà essere una giornata all’insegna della serenità. Eppure, da questo punti di vista il tecnico della Lazio non teme che i torti subiti dai viola possano andare a discapito della sua squadra: “Non voglio parlare di questo. I toni sono stati alti per tutta la settimana - ha concluso – Ci sono stati tanti errori e anche noi ci siamo lamentati dopo la sconfitta di Palermo. Dobbiamo affrontare questa gara senza pensare all’arbitraggio. L’importante è che il direttore di gara sia sereno e cerchi di fare del suo meglio”.
Questi i fatti. Ora la parola passa al campo sperando che nessuna delle due squadra venga favorita e che alla fine possa vincere la squadra che veramente merita. Si spera anche che la Lazio possa finalmente mettere in scena una partita degna di questo nome. Sono 25 giornate che i tifosi biancocelesti se lo aspettano. Domani sera può essere l’occasione giusta.

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.