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In: Basket| Los Angeles Lakers| NBA| Sport
23 feb 2010
Stanotte i Los Angeles Lakers torneranno in campo contro i Memphis Grizzlies. Un match complicato per la truppa di Phil Jackson che deve ritrovare il feeling con la vittoria dopo il ko interno contro i Boston Celtics di giovedì scorso. Non sarà facile, soprattutto considerando che l’ultima visita nel Tennessee ha visto i gialloviola perdere di misura (Artest ha sbagliato la tripla della vittoria) contro O. J. Majo e Rudy Gay.
Di certo il rientro in squadra, dopo 18 giorni di assenza, di Kobe Bryant faciliterà il compito dei lacustri che, grazie alle tre sconfitte consecutive dei Cleveland Cavaliers, sono tornati in lotta per il primo posto assoluto nella Lega. Almeno questa è la speranza di tutti visto che durante le cinque partite d’assenza la squadra è riuscita a cogliere quattro successi e solamente una sconfitta di misura contro i biancoverdi di Paul Pierce e Kevin Garnett. Eppure proprio il ko interno contro i campioni NBA 2008 ha evidenziato come quando ci sia da vincere il match, quando sia necessario mettere il canestro più importante, l’assenza di uno come Kobe Bryant versione Mr. Clutch si fa sentire in maniera più rilevante che in altre gare (ad esempio le precedenti quattro in cui tutto sembrava perfetto senza il figlio di Jelly Bean).
Il 24 in gialloviola non è al meglio. Questo è chiaro. Lui non lo ammetterà mai, ma la caviglia gli fa abbastanza male: «Mi sento bene, come un gazzella», ha minimizzato la guardia dei Lakers che poi ha aggiunto: «Ora come ora mi sento fiducioso di poter tornare a giocare e in questo modo di poter tornare finalmente al 100%. Ora sono all’80-85%. Il restante 15% si tratta solo di una questione di forza, recuperare il ritmo partita che dopo cinque gare fuori un po’ mi manca». Parole rassicuranti che però non rendono bene l’idea della stagione di Kobe: un dito rotto, non uno qualsiasi, ma l’indice della mano destra, cioè quell’ultima falange dalla quale la palla si distanza al momento del rilascio. Chi ha giocato a basket sa quanto quel dito sia fondamentale. Brutta botta alla spalla; schiena sottoposta ad un elevato affaticamente dopo un brutto movimento, caviglia in crisi da un mesetto a causa di una brutta distorsione. Insomma un bollettino di guerra che di certo non fermerà Kobe dall’ottenere, proprio questa notte, l’apparizione numero 1000 nella NBA.
Piccola aggiunta su Pau Gasol, ala grande dei Los Angeles Lakers, il quale quando ha saputo che Bryant potrebbe tornare in campo questa notte ha detto: «Sicuramente dovremo sistemare alcune cose con il rientro di Kobe, ma siamo tutti felici ed eccitati che lui possa rientrare in squadra. Sembra stare bene. Grazie a questa pausa (non solo l’All Star Game, ma anche cinque giorni di riposo tra il match con i Celtics e quello di questa notte contro i Grizzlies n.d.r.) ognuno di noi ha ricaricato le batterie ed è pronto a ripartire. Dovremo trasformare questa carica sul campo». Tutto normale direte voi, ma in chiusura è arrivata la stoccatina che il buon catalano non ha voluto evitare: «La cosa certo è che dobbiamo continuare a muovere il pallone come abbiamo fatto nelle ultime gare. Penso che questo possa essere un elemento fondamentale per raggiungere nuovi successi a giugno». Della serie: bentornato Kobe, ma non tornare il mangiapalloni di gennaio.

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.