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Brutta serata per i Los Angeles Lakers battuti tra le mura amiche dello Staples Center dai Boston Celtics di Paul Pierce e Kevin Garnett. E’ stata una partita strana quella tra gialloviola e biancoverdi, fatta di strappi e rimonte, di fisicità e colpi proibiti, come la più classica delle tradizioni vuole.
La squadra di Phil Jackson, ancora priva di Kobe Bryant ha avuto anche la possibilità di portare a casa il malloppo grosso con Derek Fisher il quale, con 2”2 sul cronomentro non è riuscito a mettere il jump shot della vittoria. Non avere il giocatore più forte del pianeta nel momento cruciale conta davvero e questa notte i lacustri e tutti i critici più acerrimi del figlio di Jelly Bean se ne sono resi conto.
Eppure il successo sarebbe stato troppo per Lamar Odom e compagni che hanno sì giocato alla grande in difesa, ma che in attacco hanno lasciato molto a desiderare, lasciando troppo la palla ferma nei momenti decisivi e facendo le scelte sbagliate quando davvero contava. I Celtics hanno approfittato di tutte le occasioni, hanno mostrato quella cattiveria che non si vedeva da parecchio tempo e grazie alle classiche armi di cui dispongono sono riusciti a compiere il colpaccio. Il sorriso di Doc Rivers a fine partita non era tanto per la vittoria quanto per il modo in cui la stessa è arrivata.
La sconfitta contemporanea dei Cleveland Cavaliers contro i Denver Nuggets (118-116 all’overtime) non solo rimette in ballo il primo posto ad est, ma anche quello ad ovest considerando che al momento ancora non si sa per certo quando il 24 in gialloviola tornerà a calcare i parquet della NBA. La truppa di coach Karl può davvero mettere paura ai campioni in carica privi dell’MVP delle ultime finali.
Per la squadra californiana il prossimo appuntamento sarà addirittura martedì prossimo (tanti giorni di riposo per un normale calendario NBA) quando la truppa si trasferirà nel Tennessee per affrontare i Memphis Grizzlies. Non sarà un appuntamento facile per Gasol e soci. I Grizzlies sono una squadra molto affidabile, che negli ultimi tempi è cresciuta moltissimo, capace nel rialzarsi dopo l’addio del catalano e di ripartire per merito del talento di Gay e Mayo, nonchè del fratello del Principe delle Asturie, Marc Gasol. Staremo a vedere come andrà a finire. Nel frattempo Phil Jackson e lo staff avranno il tempo di sistemare quei dettagli che nella notte contro i Celtics non hanno funzionato affatto. Primo fra tutti l’assenza di un go-to-guy in grado di metterla quando il cronometro corre verso lo 0.
Stay tuned!

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.