Bryant taglia il record delle 1000 partite nella NBA

In: Basket|Los Angeles Lakers|NBA|Sport

16 feb 2010

Kobe Bryant e la moglie Vanessa
Dopo la pausa dell’All Star Game l’NBA la NBA torna a giocare questa notte. Tra le tante partite una sarà un po’ più speciale delle altre. I Los Angeles Lakers di Kobe Bryant scenderano in campo contro i Golden State Warriors per proseguire la loro marcia d’avvicinamento ai playoff del prossimo aprile. Il match vedrà il ritorno sul parquet di Andrew Bynum e soprattutto del 24 in gialloviola il quale, dopo aver saltato le ultime tre partite e tutto l’All Star Game a Dallas (brutta distorsione alla caviglia), sarà di nuovo a disposizione di coach “zen” Phil Jackson.

Qualora Kobe scendesse in campo metterebbe a referto un altro incredibile record. L’ennesimo di una carriera già da incorniciare: 1000 partite nella NBA. Il più giovane a raggiungere questa quota dopo che Garnett aveva fermato l’orologio del tempo a 32 anni e 178 giorni il 2 novembre 2008. Il figlio di Jelly Bean completerà questo traguardo a 31 anni e 178 giorni.

Un’impresa a dir poco eccezionale agevolta dal fatto che Bryant esordì nella NBA saltando tutto il periodo del College (fu uno dei primi ad inaugurare questo trend poi proseguito da altri campioni) e scegliendo di giocare nella massima Lega professionistica di basket a soli 18 anni. Una carriera fino ad oggi ricca di successi (4 campionati vinti e 1 titolo di MVP delle finali per citare i premi più celebri), ma anche di tante delusioni. Un cammino fatto di tanti record e celebrazioni (indimenticabile la notte degli 81 punti), ma anche tante sconfitte (la finale con Boston nel 2008 o anche l’accusa di stupro nel 2004). Il cammino non è ancora finito così come lo stesso Jerry West, Hall of Famer dal grande passato e manager di successo che ne scoprì le qualità quando Kobe era solo un ragazzo: «Ha ancora tanto da dare, il suo cammino non è ancora compiuto». West, all’epoca general manager dei Lakers, riuscì ad ottenere Kobe dai Charlotte Hornets (che lo scelsero sotto indicazione della franchigia guidata da Jerry Buss con la chiamata n° 13 al Draft del 1996) cedendo i diritti di Vlade Divac, allora centro titolare gialloviola. Il grande campione ricorda così quei giorni: «Era dotatissimo per essere un ragazzo così giovane. Doveva solo imparare a controllare il livello del suo gioco su volumi leggermente inferiori. Ci ha messo pochissimo a capire come funzionavano le cose. Ho visto tante partite nella mia vita ed ho osservato tanti giocatori, ma Kobe è l’unico per il quale pagherei per vederlo giocare». Parole che non lasciano spazio a dubbi sulla grandezza di uno dei migliori giocatori di basket della storia.

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Just Me

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.

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