Lazio derubata, Gervasoni scandaloso!!!

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13 set 2009

I giocatori della Lazio contestano il gol annullato con l'arbitro GervasoniL’editoriale di Stefano Agresti dalle pagine del Corriere dello Sport:

Una Juventus solida, molto solida, e un arbitro scarso, molto scarso, af­fossano la Lazio e lanciano i bianconeri in fuga, sola squadra a punteggio pieno in attesa di Genoa e Sampdoria che og­gi possono affiancarla. Il risultato pre­mia Ferrara – alla quinta vittoria in 5 partite nella sua nuova carriera da alle­natore, e probabilmente non è un caso ­ma non dice tutto su questa sfida al ver­tice, destinata a far discutere a lungo.
Andiamo subito al cuore della questio­ne: la Lazio ultradecimata ha giocato una partita grande, davvero grande, per oltre un’ora, e cioè fino al gol di Cace­res, e se alla fine ha perso è stato anche e soprattutto a causa dello scellerato ar­bitraggio di Gervasoni.

LO SCANDALO – Uno che, purtroppo, una firma importante sul cam­pionato italiano l’ha già messa il 13 gennaio 2008, concedendo un rigore al­l’Inter per un colpo di te­sta di Fernando Couto (ri­cordate, vero?, quell’indi­menticabile topica, uno degli abbagli più clamoro­si nella storia della nostra serie A). Ebbene, ieri sera quest’arbitro – addirittura in corsa per diventare in­ternazionale, pensate un po’ come siamo messi – ha annullato un gol pazzesco alla Lazio alla fine del pri­mo tempo, quando si era sullo 0-0 e la Juventus fati­cava tantissimo.

FALLO INESISTENTE – Un gol pazzesco perché, come si era capito anche in presa diretta e come hanno poi confermato le immagini viste e riviste, il fallo fi­schiato ai danni di Legrot­taglie era assolutamente, completamente, totalmen­te inesistente. Anzi, era stato il difensore bianco­nero, in ritardo rispetto a Cruz, a tuffarsi davanti al centravanti avversario nel disperato tentativo di con­trastarlo. Poi la palla è schizzata sui piedi di Mau­ri, che l’ha messa in por­ta.
Ci diranno, adesso, che gli arbitri sono uomini, che un errore ci sta, e amenità del genere: le ab­biamo già ascoltate tante volte. Non è proprio così. Ciò che non ci piace, nel­l’episodio dell’Olimpico, è che ci è sembrato di veder fischiare il classico «fallo di confusione» con cui gli arbitri si aiutavano nel pe­riodo oscuro del nostro calcio: io fermo l’azione, ché qualcosa in area sarà pur successa, e alla vente­sima moviola una tratte­nuta o una spintarella ver­rà fuori. Macché: stavolta non c’è proprio niente a cui aggrapparsi. Né un ab­braccio, né un inciampo: zero. Come in quel cele­berrimo Juventus- Parma del 2000 in cui Cannavaro, allora nella squadra emi­liana, si vide annullare un gol assolutamente regola­re – e decisivo in chiave scudetto – per un «fallo di confusione». L’arbitro era Massimo De Santis, poi squalificato per quattro anni per Calciopoli (ma questa è un’altra storia).
Sia chiaro: nessuno ha il minimo sospetto che il cal­cio e la classe arbitrale si siano infilati di nuovo in un tunnel del genere. E nessuno ha il minimo dub­bio sull’onestà di Gervaso­ni, che ha il solo (solo?) di­fetto di non essere stato nuovamente all’altezza della situazione.

SUDDITANZA PSICOLOGICA – Il fatto è che, quando un arbitro è debole (di carattere) e non ha autorità e autorevolez­za, viene condizionato dal­la sudditanza psicologica. Perciò fischia il « fallo di confusione » : meglio ri­schiare di sbagliare ai danni di una squadra che non ha uno straordinario peso politico, anziché il contrario. E’ umano? Mah. Di sicuro è sbagliato. Fat­to sta che non ricordiamo falli di confusione che ab­biano danneggiato la Ju­ventus, l’Inter o il Milan. In compenso, ieri abbiamo assistito a un paio di altre insopportabili sviste di Gervasoni, cioè le manca­te ammonizioni di Chielli­ni e Camoranesi per due falli che richiedono obbli­gatoriamente il cartellino giallo (crediamo che, se glielo avessero mostrato, i due bianconeri nemmeno avrebbero protestato). La sudditanza psicologica è una brutta malattia, per un arbitro. Ancora di più per chi, come Gervasoni, aspira a diventare interna­zionale. Fermatelo, per fa­vore.

MILAN VERGOGNOSO – A margine della fuga della Juventus, e dell’ulti­mo scandalo arbitrale, c’è la pessima partita del Mi­lan in quel di Livorno. Un’esibizione triste e mol­le, che fa ritenere che il vero volto della squadra di Leonardo non sia quello dell’esordio a Siena, ma quello molto più mesto del derby. Con la Champions che incombe, occorre una reazione immediata, an­che se il principale proble­ma dei rossoneri non ap­paiono certo le scelte del­l’allenatore, quanto il ma­teriale umano a sua dispo­sizione.
Oggi, tocca alle altre. A cominciare dall’Inter, che non può permettersi di perdere altro terreno dal­la Juventus. Alla fine, aspettiamo con curiosità l’opinione di Mourinho su Lazio- Juventus: Gervaso­ni gli ha offerto un assist degno di Sneijder.

Detto questo, sottolineo come il Corriere dello Sport è stato grandissimo a titolare, anche nell’edizione Nazionale "Arbitro scadaloso" e nell’edizione romana "Lazio derubata". Altro aspetto da rimarcare quello che ha coinvolto Baronio e che ho evidenziato nel mio pezzo QUI: Baronio dice di aver sentito l’arbitro dire che ha fischiato perché un laziale ha commesso fallo di mano. Peccato che con il braccio, ad aver colpito il pallone, è stato Legrottaglie e non Cruz che infatti, come si vede nella foto, dice all’arbitro che è stato lo juventino a toccare con la mano e non lui. VERGOGNOSO. SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO. Ovviamente essendo la Juve, che per altro ha dato prova di grande solidità, bisogna ammetterlo, tutto cadrà nel dimenticatoio nello spazio di un secondo. Mi attacco a Mourinho sperando che in una prossima conferenza stampa possa far uscire l’episodio generando un polverone degno di una tempesta sahariana.

1 Response to Lazio derubata, Gervasoni scandaloso!!!

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Leader

settembre 14th, 2009 at 11:35

C’è senza dubbio un complotto…AHHAAHAHAHAHAH

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Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.

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