11-09-2001, sono passati otto anni!

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10 set 2009

Un momento dell'11 settembre 2001ARTICOLO TRATTO QUI. È il sito n° 1 in Italia e in italiano per quanto riguarda i fatti dell’11-09-2001. Se avete qualsiasi tipo di dubbio su quel terribile giorno leggetevi le pagine di questo blog. Ogni sospetto su complotti e segreti sarà spazzato via.

I FATTI - "L’11 settembre 2009 segna l’ottavo anniversario del più sanguinoso attentato terroristico della Storia, che ha portato via per sempre le vite di tremila civili innocenti e di decine di migliaia di altri uomini, donne e bambini vittime delle guerre scatenate in conseguenza di quell’evento.

Lo ricordiamo, a beneficio dei tanti giovanissimi che non hanno vissuto consapevolmente quella tragedia.

Un gruppo di terroristi suicidi – organizzati e finanziati da Khalid Sheikh Mohammed, affiliato a Osama bin Laden nell’ambito della rete terroristica di matrice integralista islamica nota con il nome di al-Qaeda – entrò regolarmente negli Stati Uniti.

Alcuni di loro frequentarono regolarmente le scuole di volo private di quella nazione e conseguirono regolari brevetti di abilitazione al pilotaggio.

La mattina dell’11 settembre del 2001 i terroristi salirono a bordo di quattro aerei di linea delle compagnie American e United, ne presero il controllo dopo aver soppresso l’equipaggio, e pilotarono tre di essi contro le Twin Towers a New York e contro il Pentagono a Washington, colpendoli prima che l’aviazione militare riuscisse a intercettarli.

Il quarto aereo, in rotta verso Washington, precipitò in una campagna in Pennsylvania in seguito alla ribellione dei passeggeri.

Le Twin Towers, a causa dei danni strutturali subiti e degli incendi sviluppatisi, collassarono provocando la distruzione dell’intero World Trade Center.

Questi eventi si svolsero sotto gli occhi di migliaia di testimoni: l’impatto del volo United 175 contro la South Tower e il crollo dei due grattacieli furono ripresi in diretta dalle telecamere di numerosi network d’informazione.

 

Nei giorni seguenti si resero disponibili alcuni filmati girati da operatori privati che avevano ripreso l’impatto del primo aereo, American 11, contro la North Tower e un po’ di tempo dopo il Pentagono rilasciò le immagini dell’impatto del volo American 77, riprese da un paio di telecamere di sicurezza.

Da tutti gli aerei dirottati, passeggeri e assistenti di volo riuscirono a mettersi in contatto telefonico con parenti, conoscenti, addetti ai servizi di terra: grazie a queste telefonate abbiamo un’idea abbastanza chiara di quanto accadde su quei voli.

Nei mesi successivi gli Stati Uniti avviarono una campagna di guerra globale contro il terrorismo, attaccarono l’Afghanistan e distrussero le basi logistiche che al-Qaeda vi aveva impiantato, invasero l’Iraq e spazzarono via il regime di Saddam Hussein, sospettato di aiutare il terrorismo internazionale e di sviluppare armi di distruzione di massa, catturarono centinaia di presunti affiliati ad al-Qaeda e li reclusero nella base militare di Guantanamo, dove è stato allestito un tribunale militare per processarli.

NON ESISTONO DUBBI - Ecco, questi in sintesi sono i fatti, così come sono conosciuti dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Infatti, di fronte a un avvenimento così ampiamente documentato da testimonianze e servizi televisivi, la gente comune non si sofferma negli approfondimenti e non segue più di tanto le inchieste e le indagini che cercano di far luce sui dettagli e i particolari della lunga sequenza di eventi che ha portato alla tragedia finale.

Per esempio, quasi tutti ricordano la strage di Nassiriya, che costò la vita a molti militari italiani, ma ben pochi conoscono i retroscena di quella strage e in tanti non sanno che perirono anche 9 iracheni e che tra i 19 italiani c’erano anche due civili, tra cui il regista di una troupe televisiva che era lì per girare un servizio.

SU COSA SI BASA IL COMPLOTTISMO - Ecco allora che sfruttando la sommarietà delle informazioni conosciute dalla gente comune, è piuttosto facile insinuare dubbi e proporre teorie alternative: potremmo insinuare che il vero obiettivo della strage era il regista, che nessuno ha mai scoperto i mandanti, che nessun responsabile ha pagato… sarebbero tutte falsità che apparirebbero verosimili.

Questa è appunto la tecnica dei complottisti, troppo spesso favorita dalla semplificazione e superficialità con cui i giornalisti riportano le notizie, dalla ritrosia delle autorità a rendere pubblico tutto il materiale documentale acquisito nel corso delle indagini, dall’imprecisione delle testimonianze oculari e dalla difficoltà di comprendere questioni tecniche che richiedono competenze estremamente specifiche.

MA ESISTONO ZONE D’OMBRA - L’incompleta o inesatta conoscenza dei fatti spesso moltiplica irragionevolmente quelle che noi chiamiamo "zone grigie", ossia quei fatti e quegli aspetti poco chiari di una vicenda, generalmente presenti in eventi drammatici e complessi.

Per esempio, nelle settimane successive agli attentati era ragionevole chiedersi come fossero riusciti i passeggeri dei voli dirottati a utilizzare i propri telefonini cellulari a quote e velocità elevate, così come riportavano quasi tutti i media. C’era chi – anche tra noi "debunker" – cercava di capire se sarebbe stato fisicamente possibile effettuare quelle telefonate e non mancarono studiosi e commentatori che fecero test reali a bordi di aerei in volo.

Ebbene, quella zona grigia non esisteva: in realtà tutte le telefonate dei passeggeri furono effettuate utilizzando i telefoni di bordo appositamente progettati per funzionare in quelle condizioni, tranne una o due chiamate in cui furono sì utilizzati i telefonini personali, ma a quote e velocità compatibili e in prossimità di ripetitori a terra.

ALTRI ESEMPI – E ancora, tutti i giornali scrissero che i dirottatori erano armati di semplici taglierini, alimentando così i dubbi sulla capacità di prendere il controllo di un aereo e uccidere i piloti usando simili attrezzi. In realtà le trascrizioni e le registrazioni delle telefonate da bordo hanno poi dimostrato che su tutti gli aerei i dirottatori erano armati di coltelli e spray irritanti. Solo in un caso si parlava anche di taglierini.

Così, le dichiarazioni del ministro dei trasporti Mineta che affermava di aver sentito nel bunker della Casa Bianca una specie di conto alla rovescia sull’avvicinamento del volo American 77 prima che si schiantasse contro il Pentagono, offrirono la spalla a chi sosteneva che quel volo fosse stato lasciato passare indisturbato attraverso le maglie della difesa aerea. Invece documenti e registrazioni dimostrano che Mineta attribuì al volo 77 una sequenza che era propria del volo United 93, che i caccia erano autorizzati ad abbattere.

E che dire dei dati sugli ultimi secondi di volo estrapolati dalla "scatola nera" di American 77, del tutto incompatibili con l’orografia del terreno sorvolato in quel momento? Dopo anni di feroci dibattiti si è accertato che quei dati non coprono affatto gli ultimi secondi di volo dell’aereo, che la scatola nera non è riuscita a memorizzare, e sincronizzandoli correttamente al tempo reale corrispondono perfettamente all’orografia del terreno effettivamente sorvolato.

L’ULTIMA RIFLESSIONE – E per concludere, ma di esempi se ne potrebbero citare ancora decine, per anni si è sostenuto – anche sui media – che un passeggero di United 93 vide del fumo uscire dall’aereo prima dello schianto. La circostanza deponeva in favore di chi sosteneva la tesi dell’abbattimento. Ma una volta diffusa la registrazione della telefonata fatta da quel passeggero, si è scoperto che non aveva mai parlato di fumo: la circostanza era stata inventata di sana pianta.

IL RILASCIO DEI DOCUMENTI – In effetti, la discovery di atti e documenti è stata tutt’altro che rapida e prosegue ancora oggi.

Soltanto nel 2004, tre anni dopo la tragedia, è stato pubblicato il Rapporto della Commissione d’inchiesta sui fatti dell’11 settembre. E soltanto negli anni successivi sono stati pubblicati i rapporti tecnici definitivi sui collassi delle Twin Towers e tutti i documenti che erano stati mantenuti segreti prima della conclusione del processo contro Zacarias Moussaoui.

Attraverso la procedura FOIA (una normativa americana che consente a chiunque di accedere ai documenti custoditi dagli enti pubblici, a patto che la richiesta sia indirizzata esattamente all’ufficio che ha la materiale disponibilità di quei documenti e che non vi siano esigenze di segretezza), numerosi studiosi hanno poi ottenuto una gran mole di documentazione: rapporti dell’NTSB, rapporti della FAA, registrazioni delle "scatole nere", tracciati radar, perfino gran parte degli atti di indagine espletati dall’FBI.

Di recente l’intero archivio della Commissione d’Inchiesta è stato diffuso al pubblico, e si sono resi disponibili migliaia di ulteriori documenti (compresa la corrispondenza dei membri dei vari staff investigativi) che probabilmente richiederanno anni per essere accuratamente analizzati.

Anche le dichiarazioni rese da Khalid Sheikh Mohammed e altri complici catturati e trasferiti a Guantanamo sono oggi di pubblico dominio.

La copertura mediatica, l’importanza dell’evento e le norme americane che regolano la diffusione di atti e documenti di enti e agenzie pubbliche, fanno dell’11 settembre 2001 la tragedia più documentata di tutti i tempi.

A tutto ciò va poi aggiunto il lavoro – spesso sconosciuto al grande pubblico – dei reporter investigativi che ci hanno consegnato approfondimenti, testimonianze e ricerche pubblicati in numerosi e corposi volumi fitti di preziose informazioni.

COSA SONO LE ZONE GRIGIE? – Si può ancora parlare, quindi, dell’esistenza di "zone grigie"?

Se per "zone grigie" intendiamo i temi tanto cari ai complottisti, sicuramente no. Non c’è alcun aspetto, alcun elemento, alcun indizio che possa anche solo lontanamente insinuare dubbi su quanto è successo e sulla responsabilità degli attentati.

La cosiddetta "versione ufficiale" (un termine del tutto improprio, giacché i fatti dell’11 settembre sono di pubblico dominio e non sono certo una versione contenuta in qualche velina governativa) è quella corretta ed è confermata da una miriade di fonti indipendenti.

Se per "zone grigie" intendiamo invece aspetti e circostanze particolari a margine degli eventi principali, che non li mettono in discussione ma che possono servire a completare del tutto alcuni dettagli, un po’ come piccolissimi tasselli mancanti ai bordi di un gigantesco puzzle ormai completamente ricostruito, allora la risposta è: sì, c’è ancora qualche zona grigia.

Per esempio, non abbiamo certezza sul ruolo che avrebbe dovuto avere Zacarias Moussaoui – l’aspirante dirottatore arrestato pochi giorni prima degli attentati mentre si addestrava in una scuola di volo americana – nell’ambito dell’operazione terroristica. Doveva sostituire il 20° dirottatore che non era riuscito a entrare negli Stati Uniti? Era un pilota di riserva? Doveva partecipare a una seconda ondata di attentati o pilotare un quinto aereo?

Certo, sul punto abbiamo le dichiarazioni (peraltro contrastanti tra loro) dello stesso Moussaoui e quelle del suo "mandante" Khalid Sheikh Mohammed, ma nessun riscontro documentale.

Non sappiamo con sicurezza se quella mattina ci fossero altri aerei su cui erano imbarcati altri dirottatori pronti a entrare in azione, che però rimasero bloccati a terra per l’interruzione di tutti i voli sullo spazio aereo americano. Alcune testimonianze potrebbero far pensare alla presenza di un quinto aereo, ma non ci sono riscontri oggettivi che consentano di confermarle o di smentirle, e le dichiarazioni dei terroristi catturati non bastano ad escludere questa possibilità.

ALTRE ZONE D’OMBRA - Non conosciamo le ragioni per cui Atta e Al-Omari si spostarono da Boston a Portland il 10 settembre 2001, per poi tornare in volo da Portland a Boston la mattina seguente rischiando di perdere l’imbarco sul volo American 11, né gli esperti hanno reso note ipotesi verosimili che spieghino questo comportamento.

Non disponiamo di elementi oggettivi che ci consentano di comprendere le ragioni del comportamento di Jarrah, il pilota suicida del volo United 93. Il suo team di dirottatori entrò in azione con notevole ritardo rispetto al momento in cui l’aereo aveva raggiunto la quota di crociera, e il transponder non fu spento tempestivamente. Jarrah fece poi schiantare l’aereo in un posto desolato anziché contro un qualsiasi obiettivo civile situato nei paraggi e riaccese il transponder una manciata di secondi prima dell’impatto. Perché?

Alcuni elementi acquisiti nel corso delle indagini legittimano il sospetto che Hani Hanjour possa aver beneficiato di consigli e lezioni di pilotaggio da parte di almeno un pilota esperto di voli di linea, ma non sono mai emersi riscontri oggettivi che consentano di confermare o escludere definitivamente questa eventualità.

La sorte dei rottami appartenenti ai quattro voli e recuperati nel corso delle operazioni di rimozione delle macerie è nota ma non completamente documentata. Fonti giornalistiche hanno riferito che i rottami del volo United 93 sono stati preservati in ricordo dell’eroismo dei passeggeri, quelli degli altri velivoli sono stati restituiti alle compagnie aeree.

MATERIALE VIDEO E FOTOGRAFICO – La documentazione relativa a questi passaggi non risulta però mai divulgata.

Numerosi elementi lasciano ritenere che esista una grandissima quantità di materiale video e fotografico (principalmente in relazione alle operazioni di soccorso e recupero) che non è mai stata pubblicata. Parte di questa documentazione è custodita da enti pubblici, parte da soggetti privati intervenuti a vario titolo sui luoghi degli schianti. Non è chiaro se e quando questo materiale sarà diffuso pubblicamente, ma esso potrebbe fornire utili indicazioni (soprattutto con riferimento ad American 77) per ricostruire il comportamento strutturale dei velivoli al momento dell’impatto e per studiare la proiezione dei rottami e i suoi effetti.

Quali furono le valutazioni che portarono alla decisione di autorizzare l’abbattimento degli aerei di linea dirottati, e perché questa decisione non fu presa tempestivamente ma soltanto dopo il collasso della South Tower?

Se il volo United 93 non si fosse schiantato a causa della ribellione dei passeggeri, il velivolo avrebbe effettivamente colpito Washington D.C. (come sostiene la Commissione d’Inchiesta) o sarebbe stato abbattuto dai caccia inviati a proteggere la capitale (come sostiene l’USAF)?

Queste tematiche sono un esempio delle "zone grigie" che presentano interessanti e significativi margini di approfondimento, utili a chiarire alcuni dettagli di natura storica o tecnica.

Su questi punti intendiamo proseguire le nostre analisi e ricerche, anche con la collaborazione dei lettori seriamente interessati, attraverso una serie di articoli dedicati.

SVELARE LA VERITÀ, QUELLA VERA – Il debunking in senso stretto, infatti, ha ormai ampiamente sepolto sotto tonnellate di fatti documentati tutte le variegate teorie complottiste e le loro innumerevoli variazioni. Non smetteremo di occuparcene, ma vorremmo mettere a frutto l’esperienza acquisita per dare un ulteriore contributo alla completa conoscenza storica e tecnica di un evento che ha cambiato le vite di tutti noi.

2 Responses to 11-09-2001, sono passati otto anni!

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Riccardo

febbraio 23rd, 2010 at 14:49

Premettendo che sn più complottista che per l’America liberatrice… Come si spiegano alcune prove scentificamente dimostrate sull’impossibilità del crollo delle twin towers a causa degli aerei boing? La demolizione controllata che abbiamo visto tutti da chi era voluta? Ed il piccolissimo foro sulla facciata del pentagono dopo lo schianto, inconpatibile con quello che causerebbe un aereo di quelle dimensioni? A mio parere di zone grigie ne rimangono ancora molte…soprattutto in campo economico-finanziario. E ricordiamo che storicamente gli americani non sono mai stati dei liberatori veri e propri, i loro interessi sono sempre stati alla base delle loro azioni militari. Perchè questa volta dovrebbe essere tutto diverso??

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Francesco

febbraio 23rd, 2010 at 19:47

1) A quali prove ti riferisci?

2) Visto tutti chi? Quale demolizione controllata? Prove?

3) Piccolissimo foro? Vai a rivederti TUTTE le foto e poi ne riparliamo

4) No, di zone grige ce n’è qualcuna su certi argomenti. Sui fatti princiapli di quella giornata è tutto stato chiarito ampiamente.

5) Per campo economico-finanziario cosa intendi?

6) Quello sugli interessi economici nell’invasione dell’Iraq è tutto un altro discorso che nulla a che vedere con il fatto che quel giorno l’attacco fu pianificato da 19 terroristi legati ad Al-Qaeda.

Ti rimando a questo link (http://undicisettembre.blogspot.com/) dove potrai chiarire ogni tuo dubbio. Anche sui quesiti che tu stesso mi hai posto che sono stati già ampiamenti chiariti in passato.

Ciao!

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Just Me

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.

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