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In: Basket|Giornalismo|NBA|Sport
1 mag 2009
A volte la gente mi chiede: «Perché segui il basket NBA?», oppure «Cosa ci trovi di così bello nel basket rispetto al calcio?», o ancora «Le emozioni che può darti il calcio non può dartelo nessun altro sport».
Ecco, quando sento commenti di questo tipo ritengo che ci sia poca conoscenza del basket in generale. Non biasimo chi parla così. Lo ritengo sfortunato per non essere venuto in contatto con uno sport incredibile. Uno sport che, se ci si mette d’impegno, può darti emozioni irreali. È difficile spiegare cosa significa assistere ad un match impressionante. È difficile far intendere a parole cosa significhi la perfezione in uno sport.
Beh, il modo migliore per spiegare le mie emozioni, per definire il mito guardando il basket e per far capire perché sia lo sport più completo e naturale possibile, il modo migliore può essere sicuramente quello di citare la più incredibile serie di primo turno, o della storia dei playoff NBA, che la mia mente ricordi.
Celtics contro Bulls. Campionato nordamericano di basket. Playoff, ovvero il momento cruciale della stagione. Serie di primo turno, per definizione poco combattute. Soprattutto quando ad affrontarsi sono i campioni del mondo in carica contro una delle formazioni più giovani e promettenti della Lega.
Per farla breve: prime cinque partite fantastiche se escludiamo gara4 (vinta dai Celtics con ampio margine). Gara5 decisa al tempo supplementare. L’ennesimo. Ben 4 overtime in cinque partite. Difficile assistere ad un evento così raro. Era solo l’inizio. Si arriva a gara6. A Chicago.
Incredibilmente si materializza la partita più assurda, nella serie più incredibile che si sia mai potuta vedere. Non un "classic game". Molto di più. Tre overtime, azioni incredibili, sangue, sudore, corsa, tiri assurdi, ogni singolo giocatore che non si arrende mai e lotta su ogni pallone. Nessuno che vuole mollare. Tutti che si lanciano su ogni palla vagante. Quando pensi che finalmente sia finita la partita (perché pensi che il tuo cuore non possa farcela più), ecco che tutto magicamente ricomincia come in un film che non vuole mai finire e ti sorprende continuamente. E il tutto prosegue e va avanti senza fermarsi mai in un susseguirsi continuo di colpi di scena e improvvisi lampi di perfezione. Quasi cinque ore di partita, quasi cinque ore di sofferenza. Cinque ore di perfezione.
Ecco questa partita è la sintesi perfetta del basket. Non importa chi ha vinto. Non importa chi passerà il turno: 3-3 ma in fondo chissnefrega. Lo sport più bello del mondo. Uno sport che ti fa vivere emozioni assurde, inspiegabili, anche se non sei tifoso. Uno spettacolo per gli occhi. Applausi, silenzio, risate, mito, leggenda, inchini. Vocabolario da aggiornare con altre due edizioni per spiegare momenti indimenticabili che mai potranno essere rimossi dalla mente di chi ama questo sport. Grazie per rendere possibile ciò che neanche la mente avrebbe potuto materializzare. Io quella notte c’ero. Potrò raccontarlo ai miei nipotini. Quando vedi robe del genere ti accorgi di quanto piccoli siano gli altri sport. Ora gara7, ma far dimenticare questa partita, la sesta della serie, sarà impresa impossibile.

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.