Esoneriamo Delio Rossi

In: Calcio| Giornalismo

25 gen 2009

Delio Rossi, allenatore della LazioOra basta. Non si può più vedere in campo una Lazio ridicolizzata da chiunque dal punto di vista caratteriale, oltre che tecnico. Anche dal Cagliari: 4-1 e presi in giro da Jeda e Matri. Assurdo. C’è voluto un Firmani dalla panchina imbufailito (brutta figura per Conti e non poteva essere altrimenti) per vedere una reazione degna di questo nome. Insomma, per vedere un po’ di testosterone in campo c’è voluto un uomo dalla panchina. In campo tutti zitti. Tutti con la testa bassa. Tutti contenti di quello che stava accadendo. È una vergogna. Non si può vedere una leziosità (basta vedere come si sono calciati i rigori), un menefreghismo allargato, una mollezza sulle gambe come quella che si è vista oggi in campo.

Questa stagione deve finire il prima possibile. Facciamo 42 punti. Salviamoci. Cerchiamo di andare in finale di Coppa Italia. Poi cacciamo Delio Rossi. CACCIAMOLO E BASTA perché non se ne può più di vedere una squadra così arrendevole!

7 Responses to Esoneriamo Delio Rossi

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robie

gennaio 27th, 2009 at 10:10

Non sono d’accordo, la Lazio in questi anni è stata la Lazio soprattutto per merito di Delio Rossi, che ha sfruttato al meglio il materiale umano che gli veniva messo a disposizione.

Senza Delio Rossi, e un allenatore “normale” senza esperienza di situazioni “critiche” la Lazio avrebbe avuto molte più difficoltà. Il problema della lazio sono i giocatori che si sono montati la testa con la buona partenza di inizio stagione, e la stessa buona partenza di domenica, sono convinti che possono segnare in ogni momento e riprendere le partite per i capelli. Ma non è sempre natale, o non c’è sempre il derelitto Toro dall’altra parte.

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Francesco81

gennaio 27th, 2009 at 10:20

Si, quello che dici è giusto ma penso che proprio in questo ragionamento si riconoscono le colpe dell’allenatore. Dopo tre anni e passa di Lazio non è riuscito ancora ad imporre un carattere forte con la sua squadra. L’anarchia regna sovrana all’interno dello spogliatoio tanto che chiunque si sente autorizzato a mettere il proprio interesse personale davanti a quello della squadra.

Inoltre la mollezza del tecnico la ritroviamo applicata dai giocatori in partita: mai una protesta, mai una critica forte nei confronti dell’arbitro, mai un po’ di sano trash talking con gli avversri. Sempre con la coda tra le gambe. Dopo tre anni e mezzo mi sarei aspettato qualcosa di diverso ed invece lo spogliatoio si è spaccato in più di un’occasione.

Intendiamoci, la Lazio, con gli interpreti attuali, più di quello che sta facendo non potrebbe fare. Arrivare in Champions League, con tutte le conconcorrenti in gioco, mi sembra del tutto impossibile. Eppure penso che le risorse in campo potrebbero essere sfruttate meglio, soprattutto da un punto di vista caratteriale.

Voglio dire, a parte la Roma, la Lazio in 19 partite con le grandi (Inter, Milan e Juve) non ha mai, ripeto MAI, vinto. Nemmeno una volta! Questo è sintomo di un allenatore che non sa trasmettere motivazioni ai suoi giocatori. Su questo penso non si possa discutere.

Guarda come sono stati battuti i due rigori domenica: una roba indegna. Il problema di questa Lazio è certamente legato al tecnico. Con un Hiddink in panchina, tanto per fare un nome che io ritengo perfetto per questa realtà, la Lazio potrebbe ambire al quarto posto. Certo, servirebbero certamente un difensore e un centrocampista di qualità ma non la ritengo la variabile fondamentale. In questa stagione sono stati buttati al vento punti clamorosi. Almeno sei punti in più potevano essere nostri e guarda dove saremmo ora. Ripeto: il tecnico non ha aggiunto nulla da un punto di vista caratteriale a questa squadra e i risultati sul campo, i meri numeri, ne sono la prova più lampante.

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robie

gennaio 27th, 2009 at 10:51

Non sono assolutamente d’accordo, la Lazio per il suo organico è al posto massimo che può raggiungere.

La Lazio quest’anno non ha nessun giocatore di carisma, nessuno, ha un portiere al momento ridicolo arrivato con tutti gli onori della cronaca, ha una difesa così così, un centrocampo di “qualità” ma senza carattere o abbastanza duro, e un attacco buono/oottimo ma con un giovane che era ovvio incontrasse difficoltà (Zarate), uno che il carattere non sa nemmeno dove cercarlo sul dizionaria (Pandev), e uno che segna parecchio (78 goal in questi anni di lazio sono comunque tanti) ma che non può essere il faro della squadra.

Insomma a differenza di tante altre squadre, la qualità sta tutto sommato pagando, perchè tutte le squadre che sono sopra la lazio sono qualitativamente sullo stesso livello ma hanno interpreti che in più hanno grinta e cattiveria, quando in mezzo al campo c’era qualcuno del genere Mudingay, Di Canio, Behrami (se vogliamo), Belleri, trasmettevano quel qualcosa in più tutta la squadra rendeva di più, al momento attuale solamente Brocchi potrebbe ricoprire questo ruolo ma è nuovo e viene da un ambiente molto diverso rispetto a Roma.

E poi comunque domenica in mezzo alla difesa avevate Diakitè, che diventerà pure un fenomeno ma ad oggi non vale Loria.

Sul discorso Hiddink, sai benissimo che non arriverà mai un allenatore di quel livello, che soldi a parte richiede una professionalità e una società che la Lazio, ad oggi non è e in futuro non sarà mai.
Realisticamente parlando, o la Lazio si affida ad un “giovane” tipo il Cagliari, o uno che conosce bene roma ma non mi sembra ce ne siano in circolazione allo stato attuale.

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Francesco

gennaio 27th, 2009 at 11:08

Sul fatto che la Lazio sia al massimo delle sue qualità sono d’accordo. Ma forse con un altro allenatore di carisma, secondo me, potrebbe essere anche più in alto in classifica (visto soprattutto il livellamento del campionato italiano). Poi l’ho detto anch’io che servono giocatori di qualità per poter andare più in alto (dal terzo posto in su). Su questo non ci sono dubbi, ma ritengo l’allenatore responsabile per una squadra che non ha né capo né coda da un punto di vista caratteriale. E che, soprattutto, si fa mettere i piedi in testa da chiunque.

Discorso singoli. Diakitè in prospettiva è fortissimo. Ad oggi ha molti limiti, soprattutto tattici, ma ha le potenzialità per diventare un grandissimo. A livello di concentrazione deve crescere. Il vero problema è Rozehnal. Cancro della difesa se ce n’è uno. Non capisco per quale motiva venga preferito a Cribari. Discorso Carrizo: è stato gettato in un campionato che non conosceva con molti limiti dal punto di vista tecnico. Cioè l’istinto per me c’è, anche il talento, ma bisogna lavorarci sopra. Non è una “busta” totale. Ritengo che fargli i cori contro allo stadio è un atteggiamento sbagliato che conferma come la curva Nord di calcio capisca pochissimo. Cioè sui quattro gol di domenica le responsabilità di Carrizo sono molto limitate. Cosa poteva fare? La verità è che la difesa è protetta malissimo dal centrocampo e la quantità di gol che la Lazio subisce ne sono un segnale evidente. Per ripartire bisogna cominciare a sistemarsi meglio in campo. Con un allenatore normale questo sarebbe possibile.

Su Belleri e Behrami (vero mercenario se ce n’è uno) che tu definisci “di carattere” mi permetterei di dissentire, mentre sono d’accordo sugli altri che però per ragioni diverse hanno dovuto dire addio ai colori biancocelsti. Per altro riferendoci a Mudingay non stiamo parlando di un fenomeno, ma almeno ci metteva le palle.

Su Brocchi non lo ritengo un giocatore di calcio. Neanche in interregionale potrebbe giocare. Il vero problema di questa Lazio, secondo me, oltre all’allenatore è il centrocampo (per non parlare della mancanza di un leader a 360°). Se poi giochiamo con il tridente più Mauri (o Meghni, peggio mi sento) è chiaro che puoi prendere anche tre gol in dieci minuti anche dal Cagliari. Per quanti pregi possano avere gli isolani, la loro prolificità offensiva non è uno di questi.

Su Hiddink: Per me sarebbe l’allenatore al posto giusto. Lascia perdere i soldi, quelli secondo me Lotito li tirerebbe anche fuori a determinate condizioni (vedi il milione e mezzo che si prende Rocchi o il milione e mezzo che prenderà Pandev e i 2 che prenderà Zarate se resterà), ma dal mio punto di vista sarebbe l’allenatore perfetto per i prossimi 10 anni.

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robie

gennaio 27th, 2009 at 13:32

Mi fa specie, davvero, che tu da cronista veda hiddink come allentore alla Ferguson, Hiddink non è un allenatore ad ampio respiro, fa progetti di 2/3 anni e poi va da un’altra parte.

E non perchè non abbia offerte, ma proprio perchè credo che sia sua natura cambiare spesso e trovare nuovi stimoli, e comunque ti ripeto non è una questione economica ma la necessità di Hiddink di avere una struttura societaria (Milan/Real) e non un fruttarolo con un po di collaboratori (Lazio ma anche la roma, però è più un piccolo supermercato la roma.

Capitolo Diakitè, che non ho mai visto giocare bene, ma a prte il fisico, se non ha tattica e tempestica come cavolo fa a diventare un fenomeno? Allo stato attuale ad un Juan può allacciare le scarpe forse il lunedì mattina.
La lazio per ambire al terzo posto dovrebbe comprare tra i 10 e 15 giocatori, di livello e non Firmani.

L’allenatore normale, vuole autonomia, e nella lazio questa non ci sarà mai.

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Francesco

gennaio 27th, 2009 at 14:06

Hiddink in un sistema rinnovato, in un sistema in cui c’è uno stadio di proprietà, in un sistema in cui, magari la proprietà è cambiata, sarebbe l’allenatore perfetto. L’allenatore alla Ferguson. Di questo ne sono convinto. Ma è un’opinione personale. Dunque condivisibile o no. Di questo me ne rendo conto. Perfino con Lotito potrebbe esistere un allenatore del genere. Anche per soli due o tre anni. Darebbe una bella ventata di novità. Poi sul fatto che uno così di qualità cerchi altre vie purtroppo me ne rendo conto, ma questo non toglie la mia ammirazione nei suoi confronti.

Su Diakitè il tempo sarà galantuomo, su questo non ci sono dubbi. Ha delle qualità innate. In un sistema di gioco in cui accanto a lui c’è anche solo un Cribari e davanti un centrocampo degno di questo nome il centrale francese può diventare davvero grande. Staremo a vedere chi avrà ragione. Spero che sarà ancora a Roma quando sarà il pilastro della nazionale francese.

La Lazio per ambire al terzo posto avrebbe bisogno di un centrocampista centrale di livello, un difensore centrale esperto, un portiere normale in attesa di Carrizo e un centravanti grande e grosso alla Lucarelli. Quattro giocatori di livello. Poi altri quattro alla Firmani. Con le biglie “quadrate” sotto i pantaloncini e non gente che si nasconde sotto i tacchetti quando il Conti qualsiasi della situazione decide di fare i suoi comodi dove non è casa sua. Un allenatore normale avrebbe difeso il suo giocatore e si sarebbe fatto espellere. Come ha fatto Mourinho. Un grandissimo. Quello che Rossi non sarà mai perché, purtroppo, ha un carattere troppo flemmatico.

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robie

gennaio 27th, 2009 at 14:49

Hiddink in un sistema rinnovato, in un sistema in cui c’è uno stadio di proprietà, in un sistema in cui, magari la proprietà è cambiata, sarebbe l’allenatore perfetto. L’allenatore alla Ferguson. Di questo ne sono convinto. Ma è un’opinione personale. Dunque condivisibile o no. Di questo me ne rendo conto. Perfino con Lotito potrebbe esistere un allenatore del genere. Anche per soli due o tre anni. Darebbe una bella ventata di novità. Poi sul fatto che uno così di qualità cerchi altre vie purtroppo me ne rendo conto, ma questo non toglie la mia ammirazione nei suoi confronti.

Guarda che tutto questo esiste ed è la Juve, cioè quello che alla Lazio non ci sarà mai.

Su Diakitè il tempo sarà galantuomo, su questo non ci sono dubbi. Ha delle qualità innate. In un sistema di gioco in cui accanto a lui c’è anche solo un Cribari e davanti un centrocampo degno di questo nome il centrale francese può diventare davvero grande. Staremo a vedere chi avrà ragione. Spero che sarà ancora a Roma quando sarà il pilastro della nazionale francese

Ok ho capito, ma quanti dalle qualità innate si sono persi?
Da quello che mi ricordo io, se vicino a Baresi, Aldair, Thuram, e pochi altri mettevi accanto me, sarei diventato un Costacurta a caso, non il contrario.
Nessun giovane è diventato forte avendo accanto Cribari, lo stesso Samuel era “The Wall” perchè c’era Aldair, mica perchè c’era zago.
Auguro a lui e alla lazio di diventare quel fenomeno che si prospetta ma ad oggi non merita di stare in campo in Serie A, se manca di tattica e tecnica. Anche perchè prendere goal da Jeda, di testa, è una cosa che ti rimane dentro per anni.

La Lazio per ambire al terzo posto avrebbe bisogno di un centrocampista centrale di livello, un difensore centrale esperto, un portiere normale in attesa di Carrizo e un centravanti grande e grosso alla Lucarelli. Quattro giocatori di livello. Poi altri quattro alla Firmani. Con le biglie “quadrate” sotto i pantaloncini e non gente che si nasconde sotto i tacchetti quando il Conti qualsiasi della situazione decide di fare i suoi comodi dove non è casa sua. Un allenatore normale avrebbe difeso il suo giocatore e si sarebbe fatto espellere. Come ha fatto Mourinho. Un grandissimo. Quello che Rossi non sarà mai perché, purtroppo, ha un carattere troppo flemmatico

Allora facciamo due conti:
Gerrard 50/60 milioni
Agger 10/15 milioni
Portiere Buono 10 milioni
Attacante grande e grooso con esperienza 10 milioni
+ 20 milioni per gli altri 4
Hiddink o Mourinho che spingono 8/9 per anno.

Dai con 100/150 milioni di euro, ce la può fare la Lazio, ad arrivare a lottare per il 5° posto.
Qui si tratta di realismo, la lazio è al posto che si merita, con altri forse potrebbe far megliio ma forse sperare nel 4° posto, cioè sperando nella stagione sbagliata di Roma e Fiorentina e Napoli e nella speranza che nessuna delle provinciali faccia la stagione della vita.

Ah se poi magari Delio Rossi, non avesse una spada di damocle sopra la testa tutti i giorni, e potesse mettere bocca sul mercato allora potrebbe anche poter lavorare tranquillamente.
Su Carrizzo, la mia idea è la seguente, acquisto fatto su videocassetta come F.Junior (vera pippa) addirittura con una stagione di anticipo, un portiere di 25 anni ormai deve essere fatto e finito e non si può aspettare..a sto punto meglio prendere un fontana della situazione e credere in muslera che è più giovane e hai più margini.

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Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.

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