Ma si può morire così?

Federica Squarize, insieme al mostro uruguayano VictorOggi Sky Tg24 ha pubblicato queste foto. Risalgono alla notte dell’omicidio di , la ragazza padovana trovata morta a , nota località turistica a pochi chilometri da , sulla Costa Brava. Una sorta di Rimini a buon mercato come è stata tristemente ribattezzata negli ultimi giorni.
Le foto sono state scattate dall’amica di , Stefania Perin, che dopo aver perso le tracce della stessa, è tornata da sola in Italia. A parte ogni tipo di giudizio su questo comportamento che voglio tenere per me, questa vicenda ha veramente dell’assurdo. Questa ragazza, felice, con un lavoro di qualità qui in Italia, bella, giovane e chi più ne ha più ne metta, parte per la Spagna con un’amica. La vacanza che chiunque vorrebbe fare. Che cosa succede? Una sera si sballa troppo, beve e si fa convincere da questo soggetto nella foto, a dividersi dall’amica e ad andare con lui non si sa dove. Probabilmente tenta di avere qualcosa di più rispetto a quello che vorrebbe offrirgli e finisce tutto in malora, con una tentata violenza ed un omicidio riuscito. Banalità. Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questa tragedia.
Un evento drammatico che poteva essere evitato se solo quella maledetta notte, quella fra il 30 giugno e il 1 luglio, quella che vediamo in questa foto, fosse stata un attimo più accorta invece di pensare solo a sballarsi. Un po’ più dubbiosa, un po’ più diffidente.
  
Ora, Victor Diaz Silva, così si chiama il "Mostro", detto "el gordo" (il grasso) è definitivamente sconfitto. L’hanno preso i tanto criticati poliziotti spagnoli mentre camminava per una via di Tarragona, 200 chilometri dal paese della Costa Brava, come se non fosse successo niente. Come se fosse tutto normale, come se quello che avesse commesso fosse normale amministrazione. Una volta arrestato ha confessato di averla uccisa, probabilmente soffocata dopo un tentativo di violenza sessuale. Probabilmente ha tenuto il corpo della povera ragazza nel portabagagli di un’auto prima di scaricarlo nel parco pubblico dove è stato trovato in avanzato stato di decomposizione e dunque irriconoscibile dai tratti somatici del viso.
Ma oggi, l’assassino, 28 anni (non sposato e senza figli, a differenza di quanto era emerso nei giorni scorsi) sarà interrogato a fondo e dovrà spiegare molti particolari su quanto è successo quella notte e, poi, nei giorni successivi. Dovrà anche raccontare se qualcuno lo ha aiutato (e secondo me non ci sono dubbi su questo aspetto, qualcuno l’ha per forza aiutato, soprattutto per le fasi post-omicidio). I poliziotti hanno detto che quando è stato preso era in stato confusionale e hanno ribadito che risulta incensurato, non è clandestino e sta in Spagna da almeno quattro anni.
L’aspetto più incredibile di tutta questa vicenda, a parte ovviamente la tragedia che ha travolto la famiglia della povera ragazza, alla quale va sicuramente il mio più caloroso abbraccio (per quanto possa valere), è l’avvocato Aldo Pardo, che cura gli interessi degli . Ora, io capisco la rabbia. Capisco che la tragedia possa aver reso insopportabile lavorare a 40 gradi fra carte bollate e burocrazia varia (soprattutto quella di un paese straniero che ha reso tutto più complicato), ma non sarebbe il caso, da parte dell’avvocato intendo, chiedere scusa alla polizia spagnola, accusata negli scorsi giorni di aver fatto male il proprio lavoro? Dopo solo una settimana di indagine hanno arrestato il colpevole. In Italia staremmo ancora cercando l’arma del delitto e i moventi, come alcuni recenti casi di hanno purtroppo confermato. Squallore totale. 

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