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10 mar 2010L’articolo è stato pubblicato il 10 marzo sull’edizione on-line del Corriere dello Sport-Stadio nella notizia d’apertura. Buona lettura!

MANCHESTER (INGHILTERRA), 10 marzo - Il Manchester United di Sir. Alex Ferguson ha battuto per 4-0 il Milan di Leonardo. Una sconfitta davvero pesante per i rossoneri, mai stati in partita e letteralmente dominati dalla squadra inglese che, dopo aver espugnato San Siro per 3-2, ha anche trionfato nettamente in casa annichilendo la formazione italiana. Autentico mattatore della serata è stato il solito, incredibile, fantasitco Wayne Rooney che dopo la doppietta della partita di due settimane fa ha confermato il suo incredibile momento di forma realizzando altri due gol fondamentali (al 14′ pt e al 1′ st, quelli che hanno sbloccato il match) nel cammino dei “Red Devils” verso la finale di Madrid. A completare il tabellino anche il coreano Park Ji Sung (al 15′ st), capace di convertire in rete una bella azione dei campioni d’Inghilterra in carica, e Darren Fletcher (43′ st) con un bel colpo di testa all’interno dell’area piccola. Per il Milan è stata una notte davvero buia e inquietante. Compito arduo per Leonardo sarà quello di ricompattare il gruppo in vista della volata finale in campionato.
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10 mar 2010I Los Angeles Lakers sono tornati alla vittoria contro i Toronto Raptors di Andrea Bargnani e Chris Bosh. Non è stata affatto una bella partita. Questo è bene metterlo subito in chiaro. Tornare tra le mura amiche dello Staples Center, dopo tre trasferte sulla costa est, non ha affatto giovato agli uomin di Phil Jackson che anche contro i canadesi hanno messo in mostra evidenti problemi in difesa e qualche impaccio di troppo in attacco nonostante il punteggio finale sia risultato abbastanza elevato. Il 109-107 finale non deve affatto ingannare sui meccanismi offensivi gialloviola che in alcuni frangenti della gara, nonostante si trovassero una delle difese più scandalose della Lega, hanno mostrato di essere ancora inceppati. Dare la palla sotto i tabelloni è stato un po’ il trand di tutta la partita. Gasol e Bynum hanno fatto il bello e cattivo tempo nel pitturato con un complessivo 12/23 dal campo dovuto più alla bravura di Andrew che a quella del catalano. Sinceramente lo spagnolo, almeno in questo periodo, mi sta un po’ deludendo. Difende veramente poco, attacca piuttosto male e soprattutto non si prende le responsabilità che ti aspetteresti dalla seconda stella della squadra. Nel post-partita l’ex giocatore del Barcellona ha detto che i Lakers devono imparare ad essere più continui e a non andare a strappi. Sono d’accordo, ma lui dovrebbe essere il primo a non addormentarsi in difesa e a prendersi più responsabilità quando la palla finisce nelle sue mani. Molti critici, la maggior parte qui in Italia, sottolineano come la colpa di questa inefficienza sia dovuta all’egoismo di Kobe Bryant: “Il solito mangiapalloni”, “Tira tutto quello che prende”, “Non coinvolge i compagni”, “Quando Kobe supera i 25 tiri i Lakers perdono”. In realtà, secondo me, non è proprio così.
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10 mar 2010Questa roba ha dell’incredibile: Lakers +4, circa due minuti alla fine. Turkoglu sbaglia il tiro e il rimbalzo lungo è toccato da Fisher. Il pallone sarebbe dei Raptors ma a quel punto interviene Lapo Elkann che impedisce a Calderon di recuperare il pallone. ASSURDO!
Non pensavo l’avrei detto mai nella mia vita, ma grazie Lapo!!!
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8 mar 2010Che dirivi? Sinceramente non mi so spiegare questo momento dei Los Angeles Lakers. Sconfitti contro i Miami Heat, stessa sorte contro gli Orlando Magic e soprattutto, ahime, contro i derelitti Charlotte Bobcats, dai quali siamo stati letteralmente asfaltati. Ci sono poche parole per descrivere una situazione francamente impronosticabile. Non tanto per le tre sconfitte in serie, che alla fine, in una stagione così lunga, possono anche verificarsi, quanto per l’atteggiamento difensivo che stiamo mettendo in mostra. Appare evidente che l’attacco è quello che in questo momento sta soffrendo di più, ma sono situazioni che ti devi aspettare in una stagione. La palla in certe partite può non entrare. È la difesa che, in momenti come questi, deve tirarti fuori. Invece, come al solito, ci facciamo infilare come gli spiedini vicino ad un barbecue a metà aprile. Kobe Bryant non può fare tutto da solo e il supporto che sta ricevendo da Pau Gasol, dichiaratamente seconda opzione offensiva per i Lakers, è praticamente pari allo zero. Andrew Bynum in difesa è semplicemente ridicolo e in attacco ampiamente al di sotto di quello che ci si poteva aspettare da lui. Jordan Farmar, come back-up di Derek Fisher, è impresentabile per una squadra che ambisce al titolo. Ma quello che mi fa veramente sorridere è l’atteggiamento dello spagnolo ex Barcellona. Sta giocando male, questo lo capirebbe anche un cieco. La cosa più incredibile, però, è che si lamenta con i compagni perché non difendono o attacca Bryant perché gli dà pochi palloni (quando in realtà il 24 è l’unico che tiene in piedi la baracca). Come direbbe Massimo Boldi…”ma mia faccia il piacere”. È il primo che non difende, è il primo che quando riceve il pallone non mette la giusta cattiveria tanto da meritarsi il titolo di “Gasoft”. Guardi prima nel suo orticello prima di attaccare gli altri.
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5 mar 2010Tempo supplementare fatale questa volta per i Los Angeles Lakers. La squadra di Phil Jackson non è riuscita a battere all’overtime quella di Dwyane Wade, capace nel secondo tempo e poi nei cinque minuti aggiuntivi di trovare il modo per prendersi la sua rivincita dopo il ko dello scorso 4 dicembre che ancora gridava vendetta (tripla assurda di Kobe Bryant allo scadere, tiro che lo stesso 24 aveva giudicato come il più fortunato della sua carriera). Finisce 114-111 il match clou della notte NBA, risultato alla fine giusto per quello che i “rossoneri” della Florida hanno fatto vedere sul campo. I Lakers come al solito hanno mostrato troppa discontinuità per sperare di portare a casa il successo. Soprattutto in difesa non si è vista la squadra che aveva battuto i Denver Nuggets e alla fine le triple di Quentin Richardson si sono rivelate fatali. Non puoi sempre far affidamento su Kobe Bryant e i suoi tiri allo scadere per portare a casa successi fondamentali.
Ecco il trailer in italiano di “Prince of Persia, Le sabbie del tempo”. Si tratta di un film d’avventura, in uscita il 28 maggio 2010, diretto da Mike Newell e basato sull’omonimo videogioco che ha caratterizzato la nostra infanzia.
L’attore protagonista è Jake Gyllenhaal che è stato contattato dallo stesso Jerry Bruckheimer, produttore del blockbuster (il creatore del trittico di Csi e dei Pirati dei Caraibi, tanto per capirci). Gemma Arterton è l’attrice scelta nella parte di Tamina. Si prevede un successone! Nel frattempo godetevi il filmato!

Balotelli in Nazionale? Tre calciatori di colore nell’Under 21 azzurra?: «Fa parte della nuova società multirazziale. Io penso che quando un giorno, non lontano, ci sarà la nazionale padana, i giocatori saranno tutti padani». Parole dell’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio affidate al quotidiano on line “sestonotizie.it” sulla possibilità di vedere in azzurro Mario Balotelli ai mondiali ma anche sulla presenza di Okaka e Ogbonna tra gli “azzurrini”. Tutti e tre i giocatori sono neri.
Ora, mi domando e dico: perché certi personaggi vengono ancora ascoltati in Italia? Come si fa a dar credito a certi soggetti? Come è possibile che Borghezio, no dico Borghezio, sia un Europarlamentare???? Rimango sempre più basito. La migliore risposta è stata comunque quella di Casiraghi: tutti e tre insieme contemporaneamente in campo contro l’Ungheria, Italia vincente per 2-0 e gol di Okaka di pregevole fattura. Una bella risposta a chi non perde occasione per manifestare apertamente forme spregevoli di razzismo!
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3 mar 2010
Stanotte sono tornato all’antico e per la prima volta in stagione, anche a causa del turno pomeridiano a lavoro e alla contemporanea diretta di Sportitalia, ho deciso di dare un’occhiata ai Lakers contro gli Indiana Pacers. In linea generale non è stata una bella idea perché la partita è stata tutto tranne che divertente da un punto di vista estetico. Quel che è certo è che si è trattato di un successo abbastanza agevole per i Lakers (122-99 il punteggio finale) che però solamente nel terzo quarto sono riusciti a staccare la squadra di Jim O’Brien, non certo il meglio che la NBA possa attualmente offrire. A tutto questo aggiungeteci un Kobe Bryant ancora abbastanza opaco al tiro (5/14 al tiro, anche se con un ottimo 14/15 dalla linea della carità in aggiunta a sei assist) e capirete come la partita non sia stata affatto entusiasmante.

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.