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ROMA, 18 febbraio - Luciano Spalletti carica la Roma alla vigilia della sfida con il Real Madrid: «Schuster si acconterebbe? Io voglio giocarmela, questa partita arriva al momento giusto». Con queste parole l’allenatore toscano si avvicina al match che può decidere una stagione, quello fra giallorossi e spagnoli, valido per la gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League. La mente però è ancora al confronto con la Juventus che ha determinato gli undici punti di svantaggio dall’Inter e il rientro dei bianconeri nella lotta per il secondo posto: «Contro la Juve le cose ci sono riuscite peggio rispetto a quello che sappiamo fare. Nel primo tempo abbiamo fatto male, ma la squadra non è stata così negativa come in molti hanno detto, di sicuro abbiamo buttato al vento un’occasione preziosa, ma abbiamo il dovere di continuare a lottare anche in campionato perché la Juve è vicina e ha già ripristinato anche alcune cose rispetto al passato. Il nostro è stato un passaggio a vuoto e basta. Siamo ancora nelle condizioni di poter sovvertire quello che sta avvenendo e ci sta capitando».
IL CASO - Ed il giorno dopo la sconfitta contro la Juventus c’è stato anche un battibecco tra Christian Panucci e Alberto Aquilani che molti hanno ingigantito, ma che Spalletti ha spiegato così: «C’è stata tensione in allenamento. Ma è una tensione positiva perché i ragazzi ci sono rimasti male, dispiaciuti per il risultato contro la Juventus e dunque hanno manifestato un po’ di tensione. È positivo che ci sia stata una reazione. Ci può stare che ci sia un chiarimento, anche con delle “gesta”, ma sempre di chiarimento si tratta, in merito ad una battuta capita male. Ci sono state solo delle spinte. Non c’è stato nessun colpo, come in molti hanno scritto erroneamente. I ragazzi con me hanno avuto sempre un comportamento corretto. In ogni siutazione. Anche in questa situazione non si può parlare di “caso”, perché la cosa si è sviluppata in maniera contenuta. Ora bisogna avere la disponibilità di far calare la tensione dei due soggetti. Poi insieme alla società si prenderanno le precauzioni dovute».
IL BIGMATCH - Poi il pensiero di Spalletti si focalizza sul match contro il Real Madrid che potrebbe decidere gran parte della stagione della Roma: «Del Real mi preoccupa il gruppo, la squadra nel complesso. Schuster è stato molto bravo. Mi preoccupa la facilità di andare in gol e di esibire il collettivo. Sono una squadra in tutti i sensi. Mi aspetto un Real che sappia creare molte situazioni importanti da una partita e non vedo perché non dovrebbe riuscirci contro di noi: ha delle caratteristiche individuali, un estro e una qualità tecnica che non possono essere ignorate. Però allo stesso tempo noi abbiamo le carte in regola per metterli in difficoltà. Dipenderà dal momento, dalle attenzioni volte alla disponibilità e al sacrificio». La Roma però ha la possibilità di riscattare il difficile momento di forma in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato: «Questa partita arriva nel momento giusto, perché abbiamo fatto delle prestazioni limitate sia a livello di gioco che di risultato e ora abbiamo la possibilità di ribaltare tutto e dimostrare a chi ci guarda quello che sappiamo fare. Rispetto a Torino contro la Juventus ci sarà qualche cambiamento. Dal 2 dicembre non prendiamo gol all’Olimpico, dunque qualche numero ancora dice che siamo una buona squadra. Io di certo non firmo per il pareggio prima del match come invece farebbe Schuster. Abbiamo il dovere di mettere sul piatto le nostre sicurezze e caratteristiche e poi possiamo contrapporre queste situazioni positive con gli altri e vedere chi vince il duello. Il nostro compito sarà giocare al massimo. Anche a livello di squadra».
LE INDIVIDUALITÀ - Su Juan: «Sabato non è andato in panchina anche se ci poteva andare. Era in condizione, non al massimo ma non lo abbiamo costretto od esposto a ricadute. Ma contro il Real può giocare». Su Totti: «Di Francesco Totti mi fido ciecamente e quindi da parte mia c’è disponibilità e sicurezza su quello che lui può determinare per questa squadra. Già me lo ha fatto vedere e dunque non ho dubbi sulle possibilità di Totti. Qualche volta si dà di più, qualche volta di meno, ma lui è sensibile alla mia fiducia».
NESSUN PRONOSTICO - Spalletti poi non vuole lasciarsi andare a pronostici o prospettive. Vivere alla giornata è la parola d’ordine: «Abbiamo avuto esperienze che non ci lasciano tranquilli. Fare i pronostici è difficile. Meglio non ipotizzare. Sarà una partita difficile e ci vorranno due grandi prestazioni perché giochiamo contro una grandissima squadra. Sarà una partita importante per la nostra stagione, come d’altronde è la competizione alla quale partecipiamo».
LE CRITICHE - E il tecnico toscano non è neanche preoccupato delle numerose critiche che sono piovute addosso alla sua Roma subito dopo la sconfitta contro la Juventus: «Io penso di fare tutto in buona fede, le critiche fanno bene se fatte in funzione della Roma. Se fatte per altri motivi, questo non porta vantaggi ed è un sistema da combattere. Durante un campionato c’è ovviamente un "Sali e scendi" a livello di prestazioni. È con le individualità che bisogna sopperire a questo aspetto, o magari approfittando da un episodio per risolvere una partita complicata. Ma gli alti ed i bassi esisteranno sempre. Noi non siamo stati bravi a gestirlo. Credo nei miei ragazzi, ma la sconfitta contro la Juve porta ad una reazione. Già il nome del Real ti porta a reagire. Nel primo tempo contro la Juve abbiamo fatto meno rispetto al solito, anche se qualcuno ci ha costruito sopra. Io spero in motivazioni e reazioni nuove da parte della mia squadra». Molti ritengono che Spalletti abbia sbagliato formazione contro la Juve, ma l’allenatore dei capitolini non ci sta: «Fare il giochino con il "senno di poi" non vale. Perché si cambiarebbe sempre formazione quando le cose vanno male. Ho scelto la formazione per Torino con idee e criteri. Ho tentato di valutare tutto, poi posso sempre sbagliare».
MEXES - Durante la conferenza stampa di Spalletti ha parlato anche il difensore centrale giallorosso Philippe Mexes che è consapevole della grandezza del Real Madrid: «Il Real è una grandissima squadra, noi dobbiamo solo pensare a fare il nostro, poi succederà quello che deve succedere. Ai tifosi chiedo solo di sostenerci, saranno sicuramente carichi e abbiamo visto, anche a Torino, che senza tifosi è molto dura. Di certo so cosa significa giocare contro gli spagnoli perché ci ho già giocato contro e ne ho prese tre, quindi spero di prenderne meno. Al Real è abbastanza inutile levere qualcuno. Sono tutti forti, dunque non mi importa».
LA CONDIZIONE - Un momento difficile è quello che sta attraversando fisicamente il difensore della Roma. Ne è consapevole anche il francese: «Non sto dimostrando quello ho fatto vedere l’anno passato, ma io mi sto impegnando molto e spero che questo prima o poi si verrà sul campo». Nessun dubbio, invece, su chi sarà la favorità nell’arco dei 180 minuti: «La Roma è favorita».

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.