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27 nov 2007
PALERMO, 27 novembre - Se lo aspettava Guidolin. Era sicuro che Zamparini avrebbe nuovamente composto il suo numero di cellulare e dopo il 5-0 contro la Juve, la sua è diventata una certezza, ancora prima che il telefono squillasse effettivamente. Perché Guidolin, come ragiona il Presidente del Palermo lo sa bene: «Dopo il 5-0 sinceramente mi aspettavo una chiamata da parte del Palermo – dice il tecnico di Castelfranco Veneto alla sua quarta avventura sulla panchina rosanero – Prima no. Tornare a Palermo è come tornare a casa. Qui ho lavorato e vissuto per quattro anni e sono molto contento di ricominciare. Mi fa grande piacere, inoltre, che il presidente abbia detto che il nostro cammino intrapreso insieme non doveva interrompersi. Sono d’accordo con lui, penso che il nostro progetto, che comunque non è mai venuto meno, non doveva interrompersi ma è stata fatta una scelta e andava rispettata. Il Palermo, comunque, è una realtà del calcio italiano che negli ultimi anni ha acquisito una dimensione molto importante riuscendo ad ottenere traguardi prestigiosi considerando che sino a quattro anni fa giocava in serie B».
IL RAPPORTO CON ZAMPARINI - Ormai Zamparini e Guidolin sono diventati una delle coppie più affiatate del calcio italiano. Quando si parla dell’uno è inevitabile non riferirsi anche all’altro. Guidolin cerca di spiegare il rapporto con il Presidente e soprattutto le sue speranze per questa nuova avventura: «Zamparini è il miglior presidente con cui io abbia mai lavorato, però, dal martedì alla domenica perchè dopo la partita il presidente è un po’ particolare. A questo proposito mi piacerebbe che il presidente non esternasse a caldo le sue valutazioni. Ma non per me che ho imparato a conoscerlo e sono abituato, ma soprattutto per la squadra che vede delegittimata la figura dell’allenatore che diventa agli occhi dei giocatori una figura debole. In ogni caso saranno i risultati a rinsaldare il nostro rapporto che comunque è fondato su grande rispetto e stima reciproca».
L’IPOTESI BRIATORE - Un mese fa Guidolin era pronto ad andare in Inghilterra per guidare nella seconda divisione il QPR di Flavio Briatore: «Oltre al Queen’s Park Rangers ho ricevuto altre offerte, anche in Italia – continua il tecnico – ma nessuno dei club che avevano manifestato interesse nei miei confronti rispondeva alle mie ambizioni. Ricordo che l’anno scorso sono arrivato quinto e non quint’ultimo, quindi se dovevo accettare qualche squadra doveva essere di livello superiore al club rosanero con cui ho raggiunto una posizione importante».
ANCORA IN ITALIA - Guidolin ritrova dunque il campionato italiano, quello dei campioni del mondo e che ancora una volta, per il livello omogeneo di tutte le formazioni può essere considerato come il più difficile d’Europa: «Quest’anno è un torneo molto più competitivo, per noi sarà difficile arrivare a certi traguardi innanzitutto perchè ripetersi non è mai facile e poi perché la concorrenza è più agguerrita”. Di sicuro Guidolin avrà a sua disposizione una formazione molto forte con la quale potrà fare molto bene: «È impossibile dire se il Palermo sia più forte o più debole dell’anno scorso. Lo saprò tra qualche tempo quando avrò conosciuto tutti gli elementi della rosa anche se bisogna dire che ci sono 4-5 squadre nettamente superiori alla nostra. In questo momento dico solo che bisogna concentrarsi sul lavoro e soprattutto non fare proclami, noi comunque ci impegneremo per fare il massimo».
INCREDIBILE COINCIDENZA - La partita d’esordio per Guidolin sarà delicatissima. Si giocherà, infatti, Catania-Palermo, che tanti terribili ricordi si porta dietro: «Sono sicuro che domenica sarà una grande giornata di sport in cui a prevalere saranno i veri valori della sportività, ma non nego che tornare al Massimino non sarà facilissimo. La Sicilia ha una grande opportunità di far rivivere ai tifosi una giornata normale di sport. Vietare la trasferta ai tifosi palermitani? Analizzando il problema in maniera complessiva, ritengo che certe volte adottare dei provvedimenti restrittivi sia opportuno per il bene di tutti».

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.