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In: Giornalismo|Sport|Tennis
20 nov 2007
SEUL (COREA DEL SUD), 20 novembre - Il primo confronto fra i due campioni del tennis mondiale, Pete Sampras, oggi in “pensione” e Roger Federer, attuale numero 1 del ranking ATP, ha visto lo svizzero trionfare in due set: 6-4, 6-3 il punteggio finale in una partita in cui il minimo comun denomitatore è stato lo spettacolo. Ventisei titoli del Grande Slam in due, i due maestri della raccchetta hanno infiammato il pubblico loacle in un incontro esibizione, che si ripeterà giovedì a Kuala Lumpur e sabato a Macao. Il numero 1 di ieri contro il numero 1 di oggi, 36 anni il primo, 26 il secondo.
COMUNQUE SODDISFATTO - Il risultato, come detto, ha visto la vittoria del nativo di Basilea per 6-4, 6-3. Al sesto gioco break di Federer che poi ingrana la sua marcia e infila dieci degli ultimi tredici giochi: «Mi sento bene, ancora competitivo, e questo era il mio obiettivo – ha detto lo statunitense nel dopo partita – Naturalmente Roger è il migliore giocatore al mondo mentre io mi sono ritirato cinque anni fa. Sono grato a lui per avermi invitato. Non ho mai avuto progetti di rientrare sui campi, dovrei avere avuto una ragione ben precisa e forte. Mentre io preferisco stare a casa mia e guardare in televisione Roger vincere». C’è comunque un po’ di rammarico sul risultato del match: «Sono un pò dispiaciuto, ma Roger mi ha fatto sudare molto. Penso di essere in grado di servire ancora bene, la cosa più difficile è il movimento. A rete, poi, ho commesso alcuni errori su palle facili. Penso che nei prossimi due match andrà meglio».
L’AMICIZIA - Tra i due, si sa, c’è grande amicizia. Nello scorso mese di marzo Federer fu ospitato nella villa di Los Angeles di Sampras e venne improvvisato un match sul campo da tennis allestito nel parco. Oggi, come allora, lo svizzero ha parole di grande stima e affetto nei confronto di quello che è stato un suo “mito”: «Pete è stato uno dei miei idoli di quando ero ragazzo ed è grande poter giocare con lui. Non è stato facile né per me né per lui fare questa partita. Per lui perchè ha lasciato il tennis da cinque anni, per me perché essendo numero 1 tutti si aspettano che io vinca sempre e comunque. Sono contento di come ho giocato ma penso che anche Pete abbia messo in mostra un ottimo tennis».

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.