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In: Automobilismo|Motori|Sport
21 ott 2007
SAN PAOLO – Raikkonen 110, Hamilton e Alonso 109. Alla fine del gran premio di Interlagos, in Brasile, è questa la classifica finale del campionato mondiale piloti 2007. Grazie ad una gara emozionante, palpitante, ricca di colpi di scena, la Ferrari conquista il suo quindicesimo titolo della storia e Kimi Raikkonen diventa il terzo finlandese negli annali a vincere un titolo mondiale. Il terzo a conquistarlo al suo primo anno in Ferrari. Neanche il grande Michael Schumacher era riuscito nell’impresa.
GIUSTIZIA DIVINA – In passato non ho amato la Ferrari. Ancora oggi, senza dimenticare gli anni dell’era Schumacher, ci sono state situazioni (soprattutto a livello di scelta dei piloti) ed atteggiamenti che non mi hanno permesso di avere il cuore rosso al 100%. Eppure, quello che quest’anno gli hanno fatto è stato indegno e inconcepibile: un campionato falsato dopo l’affare “spy story” e che pure non ha impedito alla Ferrari di vincere mondiale piloti e costruttori.
LA MCLAREN – Alla McLaren non è servito copiare un autovettura attraverso il più classico spionaggio industriale. Non è servito avere dalla sua giudici nelle aule di tribunale e fra i commissari di gara, (anche nell’ultimo week-end parecchie cose vergognose) non è servito avere due piloti che, anche nell’ultima gara, hanno più pensato ad ostacolarsi che a competere per la vittoria. Alla fine, e qui c’è la Giustizia Divina di cui sopra, ha vinto la sqaudra più unita, che ha lavorato di più e che si è impegnata di più.
Il presidente Ferrari, nonché di Confindustria, ha voluto commentare così la vittoria della sua squadra. Lo ha fatto in diretta al TG5 con la voce rotta dall’emozione: “Sono davvero entusiasta per una vittoria alla quale nessuno all’interno della Scuderia ha mai rinunciato nel credere. La vittoria di chi lavora e suda ogni giorno per ottenerla. Una vittoria contro tutti e tutto”.
Non mi capita molto spesso di mischiare sacro con profano, ma questo risultato, questa rimonta (partita anche da un -25 che nella formula uno vuol dire tantissimo), questa doppietta brasiliana di Raikkonen e Massa, questo terzo e settimo posto rispettivamente di Alonso e Hamilton, sono la dimostrazione che una qualche entità divina esiste e che, soprattutto nello sport, forse solo nello sport, alla fine vince chi più merita. Non il più furbo. Finalmente un po’ di meritocrazia. Almeno nello sport.
Complimenti alla Ferrari e a tutti quanti abbiano contribuito, con onestà (questo l’aspetto più significativo) a questa incredibile vittoria che rimarrà nella storia dello sport.
Stay tuned

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.