Questo è il calcio: uno sport dove vincono gli episodi

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23 set 2007

Un immagine di Atalanta-LazioSto parlando del calcio. È uno sport davvero affascinante che però ha perso gran parte del suo appeal. Almeno per quanto mi riguarda. Ogni volta è sempre la stessa storia: a decidere le partite sono gli episodi. Pali, traverse, passaggi deviati o mancati: tutto per questione di centimetri che la maggior parte delle volte non porta ad un risultato che rispecchia ciò che si è visto in campo.

Mi sto riferendo in particolar modo ad Atalanta-Lazio, match che questo pomeriggio ho avuto modo di osservare. Voglio dire, non proprio l’élite del calcio italiano Lazio ed Atalanta, ma neanche così pessime. Almeno per quanto riguarda la squadra capitolina che quest’anno partecipa alla Champions League. Certo, non stiamo parlando della Roma, né dell’Inter o il Milan (soprattutto a livello di organico), ma quello a cui ho assistito oggi ha davvero dell’incredibile.

Primo tempo molto noioso in cui l’Atalanta riesce a segnare abbastanza casualmente grazie ad una distrazione nel finale della prima frazione. Torna al gol persino Langella (molto contento per lui) che mancava l’appuntamento con la rete da almeno un anno. Della serie la Lazio è sempre capace di rivitalizzare chiunque. Non solo. Nel secondo tempo gli undici di Delio Rossi dominano in lungo e in largo, certo a volte in maniera confusionaria, ma riescono comunque a raggiungere il pareggio con un gol del sempre generoso Mutarelli.

Mancano, più o meno, 20 minuti alla fine. Mi dico: “La Lazio sicuramente vincerà, soprattutto dopo che è stata in grado di riequilibrare il match. L’Atalanta inoltre non ce la fa più da un punto di vista fisico e sta aspettando il 90′ per godersi un pareggio prezioso”. Già il 90′. Ma non avevo considerato il recupero.

Al 91′ dopo diversi minuti di assedio, almeno per quanto riguarda il possesso palla, Mauri è solo davanti al portiere. Deve solo piazzarla. Ed invece? Invece la tira addosso al portiere e dopo un minuto, sul lancio di Coppola, estremo difensore bergamasco, Zampagna segna in pallonetto su Muslera. Una cosa indecente. Un gol che in serie A, e di partite vi posso assicurare che ne ho viste tante, non avevo mai avuto l’opportunità di osservare.

Ovviamente partita finita. Finita a causa di due gol presi quando la concentrazione dovrebbe essere massima (durante la famosa zona “Cesarini”) e sconfitti da una squadra che lotterà fino alla fine per non andare in serie B.

Ora, io non pretendo affatto  che la Lazio competa per vincere per lo scudetto, ma che almeno vinca con squadre nettamente inferiori. E non è solo una questione di condizione fisica, pur da prendere in considerazione e sulla quale riflettere; è anche un problema di gestione tattica, è un problema di risorse limitate (soprattutto dal punto di vista della rosa, insufficiente per affrontare tre competizioni di valore come campionato, Champions League e Coppa Italia), è un problema legato ad uno spogliatoio che non vedo più molto unito, è un problema legato, e qui torniamo al tema principale di questo post, ad uno sport in cui gli episodi contano troppo ed in cui il valore reale delle forze in campo non è sempre rispettato.

Fa parte del gioco, certo. Questo è il calcio diranno alcuni “soloni” (in entrambe le accezioni del termine) del pallone. Altri diranno che è anche una delle migliori qualità del calcio perché Davide può prevalere contro Golia. Io, però, non riesco a vederla così e lo trovo comunque molto ingiusto. 

Alla prossima. Stay tuned !

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Just Me

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.

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