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Ormai la sagra dell’insulto ha preso piede e non sembra poter essere fermata da nessuno. Un circolo vizioso a cui tutti prendono parte: Grillo, molti sostenitori incalliti del comico e anche politici autorevoli come il ministro della giustizia Mastella che, dalle pagine del suo blog ha definito Grillo come «delinquente senza cuore» per averlo accusato di aver fatto uscire di prigione, attraverso la legge sull’indulto, molti criminali che poi hanno commesso altri crimini efferati, tra i quali l’omicidio. Ora al di là della questione specifica, sulla quale ognuno può avere la propria convinzione personale è il modo in cui la discussione viene portata avanti che lascia un po’ di stucco. Nessuna regola viene rispettata se non quella di alzare sempre più i toni e l’aggressività come se, urlare più forte e insultare in maniera più incisiva, siano la soluzione del problema.
Un botta e risposta stucchevole in cui, la «rissa verbale», sembra essere l’unico presupposto valido. E se semplici regole di dialogo non vengono rispettate da personaggi autorevoli, come si può pretendere che la massa di persone che quotidianamente si collega al blog di Grillo possa farlo? Lunedì sera il Presidente del Consiglio Romano Prodi decide di andare alla trasmissione di Bruno Vespa «Porta a Porta». Ieri, puntale come un orologio, è arrivata la risposta del comico ligure che ha accusato Prodi di qualunquismo e di non aver ricordato (definendolo ironicamente «Alzheimer»), quelle proposte dei cittadini che, lo stesso Grillo, gli aveva consegnato a Palazzo Chigi l’otto giugno 2006.
Ecco, dunque, che gli «aficionados» del blog di Grillo si scatenano. Insulti a non finire verso tutti i partiti e i suoi rappresentanti: contro Prodi, Mastella, Fassino, Pecoraro Scanio, Fini, Berlusconi, Vespa e la Rai. Alcuni utenti inneggiano ad appiccare dei falò davanti a Montecitorio a base di schede elettorali. Altri si limitano a più «mansueti»: «Mandiamoli a casa questi figli di…». La cosa assolutamente inspiegabile è come non vi sia una degna censura su uno dei blog più visitati in questi giorni in Italia: www.beppegrillo.it/index.php è il totale far-west. Tutti si sentono autorizzati a dire qualsiasi cosa o, perché no, uno slogan a favore della rivoluzione: «Rivoluzione ora! – inneggia un utente – Ho votato il PRC pensando che facesse qualcosa per noi precari e per le categorie deboli. Mi sbagliavo. Sono servi di Prodi e amano le poltrone. Ma la lotta sociale non si arresta!».

Un utente fa addirittura l’elenco di ciò che non va in Italia (secondo il suo parere ovvio) e poi condisce ogni fine periodo con un liberatorio «vaffa», come se stesse usando virgole o puntini di sospensione. Un altro ancora esplode: «Le proposte dei cittadini sono sempre semplici, efficaci e concrete. Sarebbe bastato un programma come questo per stravincere le elezioni. P.S.: basta usare le auto blu per farsi fare i pomp…». Ed infine un certo Davide Roberto: «Sono stato d’accordo con il V-day e con le primarie. Prodi è un pagliaccio e un burattino come tutti i politici… Grillo continua così e non candidarti alle politiche assolutamente… altrimenti è tempo e lavoro sprecato».
Certo, esiste una grande quantità di utenti che presenta le proprie argomentazioni che, con educazione e pacatezza, ricordando le più elementari regole (la «netiquette»), che da sempre caratterizzano il mondo di internet. Eppure sono una minoranza perché, lo sport preferito sul blog di Grillo, è l’insulto senza né regole né freni. Tutto all’insegna del V-Day e su questo non c’erano dubbi.
Qui potete leggere l’articolo sul sito del tempo, mentre qui una foto ad alta risoluzione della prima pagina de "Il Tempo".
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Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.