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14 mar 2010Con qualche giorno di ritardo, causa impegni di lavoro, vi parlo della bellissima partita giocata dai Lakers a Phoenix (102-96 il punteggio finale). La squadra di Phil Jackson ha finalmente messo in campo una prestazione degna di questo nome, lottando su ogni pallone e mostrando una qualità offensiva finalmente di livello elevato: 21 assist di squadra e percentuale dal campo vicina al 50%. Bene anche da tre con un discreto 35%. Insomma con questi numeri c’è da stare tranquilli rispetto alla facilità di fare punti. In difesa bisogna ammettere che c’è ancora troppa mollezza (a parte il fallo insensato di Gasol ai danni di Lou Amundson che ha generato l’espulsione del coach dei Suns Mike Callahan), ma considerando che questa è una squadra in convalescenza dopo quattro ko consecutivi in trasferta e tre sconfitte di seguito (cosa che non era mai accaduta con Pau Gasol sul parquet) bisogna dire che si sono visti discreti miglioramenti.
A chi fino ad oggi mi chiedeva «Scusa una cosa, ma cosa ha bello di internet?» potevo rispondere in tanti modi, ma da oggi ho certamente una risposta in più. Quale? Questa: «Perché ti fornisce servizi gratuiti per situazioni che fino ad oggi dovevi svolgere da solo».
Volete un esempio? Ho da poco scoperto questo sito: http://typewith.me/. Cosa sarebbe? Semplice. Se dovete scrivere un testo a quattro o più mani e non avete voglia di lavorare su un computer in due o semplicemente siete divisi da migliaia di km dal vostro interlocutore, ora la vostra vita sarà certamente semplificata. Redigere un testo in coppia non sarà mai stato così facile. Dal mio punto di vista è una scoperta a dir poco epocale! GENIALE!
Buon utilizzo di questa applicazione a tutti
Stay tuned!
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12 mar 2010Originariamente Mr. Clutch era Jerome Alan “Jerry” West. Nato a Chelyan, cittadina sperduta nel West Virginia, il 28 maggio del 1938. Quel bambino, devastato dalla perdita del fratello nella guerra di Corea, decise di dedicarsi all’unico amico che gli era rimasto: la palla da basket con la quale prendeva di mira il suo canestro a due passi dall’uscio di casa. Tirava sempre il piccolo Jerry, da qualsiasi posizione, da qualsiasi angolazione, immaginando sempre che quel tiro sarebbe stato quello della vittoria. Per quel piccolo ragazzo l’immaginazione e il basket erano le uniche ancore di salvezza. Lo dice lui stesso, qualche anno dopo, ad una delle riviste sportive più importanti del mondo: «Quante volte durante quelle interminabili partite immaginarie, la mia squadra era sotto di uno, la sirena stava per suonare, ed io avevo fra le mani la palla, quella che avrebbe sancito la vittoria o la sconfitta». West maturò in quegli anni la sua capacità di decidere le partite nel finale, quando tutti gli altri si fanno da parte e lasciano al più forte la responsabilità di metterla dentro. In quegli anni, insomma, West mise le basi per diventare uno dei più grandi giocatori della storia del basket, di diventare ufficialmente “Mr. Clutch” per la sua capacità di decidere le partite in chiusura di match e di assumere la forma del Logo della NBA tanto da essere ribattezzato appunto “Mr. Logo”.
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10 mar 2010L’articolo è stato pubblicato il 10 marzo sull’edizione on-line del Corriere dello Sport-Stadio nella notizia d’apertura. Buona lettura!

MANCHESTER (INGHILTERRA), 10 marzo - Il Manchester United di Sir. Alex Ferguson ha battuto per 4-0 il Milan di Leonardo. Una sconfitta davvero pesante per i rossoneri, mai stati in partita e letteralmente dominati dalla squadra inglese che, dopo aver espugnato San Siro per 3-2, ha anche trionfato nettamente in casa annichilendo la formazione italiana. Autentico mattatore della serata è stato il solito, incredibile, fantasitco Wayne Rooney che dopo la doppietta della partita di due settimane fa ha confermato il suo incredibile momento di forma realizzando altri due gol fondamentali (al 14′ pt e al 1′ st, quelli che hanno sbloccato il match) nel cammino dei “Red Devils” verso la finale di Madrid. A completare il tabellino anche il coreano Park Ji Sung (al 15′ st), capace di convertire in rete una bella azione dei campioni d’Inghilterra in carica, e Darren Fletcher (43′ st) con un bel colpo di testa all’interno dell’area piccola. Per il Milan è stata una notte davvero buia e inquietante. Compito arduo per Leonardo sarà quello di ricompattare il gruppo in vista della volata finale in campionato.
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10 mar 2010I Los Angeles Lakers sono tornati alla vittoria contro i Toronto Raptors di Andrea Bargnani e Chris Bosh. Non è stata affatto una bella partita. Questo è bene metterlo subito in chiaro. Tornare tra le mura amiche dello Staples Center, dopo tre trasferte sulla costa est, non ha affatto giovato agli uomin di Phil Jackson che anche contro i canadesi hanno messo in mostra evidenti problemi in difesa e qualche impaccio di troppo in attacco nonostante il punteggio finale sia risultato abbastanza elevato. Il 109-107 finale non deve affatto ingannare sui meccanismi offensivi gialloviola che in alcuni frangenti della gara, nonostante si trovassero una delle difese più scandalose della Lega, hanno mostrato di essere ancora inceppati. Dare la palla sotto i tabelloni è stato un po’ il trand di tutta la partita. Gasol e Bynum hanno fatto il bello e cattivo tempo nel pitturato con un complessivo 12/23 dal campo dovuto più alla bravura di Andrew che a quella del catalano. Sinceramente lo spagnolo, almeno in questo periodo, mi sta un po’ deludendo. Difende veramente poco, attacca piuttosto male e soprattutto non si prende le responsabilità che ti aspetteresti dalla seconda stella della squadra. Nel post-partita l’ex giocatore del Barcellona ha detto che i Lakers devono imparare ad essere più continui e a non andare a strappi. Sono d’accordo, ma lui dovrebbe essere il primo a non addormentarsi in difesa e a prendersi più responsabilità quando la palla finisce nelle sue mani. Molti critici, la maggior parte qui in Italia, sottolineano come la colpa di questa inefficienza sia dovuta all’egoismo di Kobe Bryant: “Il solito mangiapalloni”, “Tira tutto quello che prende”, “Non coinvolge i compagni”, “Quando Kobe supera i 25 tiri i Lakers perdono”. In realtà, secondo me, non è proprio così.
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10 mar 2010Questa roba ha dell’incredibile: Lakers +4, circa due minuti alla fine. Turkoglu sbaglia il tiro e il rimbalzo lungo è toccato da Fisher. Il pallone sarebbe dei Raptors ma a quel punto interviene Lapo Elkann che impedisce a Calderon di recuperare il pallone. ASSURDO!
Non pensavo l’avrei detto mai nella mia vita, ma grazie Lapo!!!
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8 mar 2010Che dirivi? Sinceramente non mi so spiegare questo momento dei Los Angeles Lakers. Sconfitti contro i Miami Heat, stessa sorte contro gli Orlando Magic e soprattutto, ahime, contro i derelitti Charlotte Bobcats, dai quali siamo stati letteralmente asfaltati. Ci sono poche parole per descrivere una situazione francamente impronosticabile. Non tanto per le tre sconfitte in serie, che alla fine, in una stagione così lunga, possono anche verificarsi, quanto per l’atteggiamento difensivo che stiamo mettendo in mostra. Appare evidente che l’attacco è quello che in questo momento sta soffrendo di più, ma sono situazioni che ti devi aspettare in una stagione. La palla in certe partite può non entrare. È la difesa che, in momenti come questi, deve tirarti fuori. Invece, come al solito, ci facciamo infilare come gli spiedini vicino ad un barbecue a metà aprile. Kobe Bryant non può fare tutto da solo e il supporto che sta ricevendo da Pau Gasol, dichiaratamente seconda opzione offensiva per i Lakers, è praticamente pari allo zero. Andrew Bynum in difesa è semplicemente ridicolo e in attacco ampiamente al di sotto di quello che ci si poteva aspettare da lui. Jordan Farmar, come back-up di Derek Fisher, è impresentabile per una squadra che ambisce al titolo. Ma quello che mi fa veramente sorridere è l’atteggiamento dello spagnolo ex Barcellona. Sta giocando male, questo lo capirebbe anche un cieco. La cosa più incredibile, però, è che si lamenta con i compagni perché non difendono o attacca Bryant perché gli dà pochi palloni (quando in realtà il 24 è l’unico che tiene in piedi la baracca). Come direbbe Massimo Boldi…”ma mia faccia il piacere”. È il primo che non difende, è il primo che quando riceve il pallone non mette la giusta cattiveria tanto da meritarsi il titolo di “Gasoft”. Guardi prima nel suo orticello prima di attaccare gli altri.
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5 mar 2010Tempo supplementare fatale questa volta per i Los Angeles Lakers. La squadra di Phil Jackson non è riuscita a battere all’overtime quella di Dwyane Wade, capace nel secondo tempo e poi nei cinque minuti aggiuntivi di trovare il modo per prendersi la sua rivincita dopo il ko dello scorso 4 dicembre che ancora gridava vendetta (tripla assurda di Kobe Bryant allo scadere, tiro che lo stesso 24 aveva giudicato come il più fortunato della sua carriera). Finisce 114-111 il match clou della notte NBA, risultato alla fine giusto per quello che i “rossoneri” della Florida hanno fatto vedere sul campo. I Lakers come al solito hanno mostrato troppa discontinuità per sperare di portare a casa il successo. Soprattutto in difesa non si è vista la squadra che aveva battuto i Denver Nuggets e alla fine le triple di Quentin Richardson si sono rivelate fatali. Non puoi sempre far affidamento su Kobe Bryant e i suoi tiri allo scadere per portare a casa successi fondamentali.

Sono giornalista professionista. Sono laureato in giornalismo alla Lumsa di Roma. Sono cintura nera di taekwondo. Amo ogni genere di sport: le Olimpiadi, la Nba, il tennis e il calcio (quello vecchio stile) sono le mie passioni.